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Scritto Venerdì 26 luglio 2019 alle 12:39

Lecco: per i pazienti con tumore del colon retto da settembre parte il progetto Trilogy

Non più in ospedale bensì sul territorio, interfacciandosi non con lo specialista ma con il proprio medico di base in un contesto dunque differente e, a livello psicologico, meno traumatizzante rispetto a tornare a frequentare il reparto di oncologia. Cambia la presa in carico dei pazienti con tumore del colon retto, attraverso un accordo tra l'ASST e i Medici di Medicina Generale della Provincia di Lecco con l'avvallo dell'ATS della Brianza: da settembre prenderà avvio il Progetto Trilogy, il programma che ridefinisce il percorso di follow-up per quei malati con un basso rischio di recidiva.

Antonio Ardizzoia

Come spiegato infatti da Antonio Ardizzoia, direttore del Dipartimento Oncologico dell'Azienda Socio-Sanitaria Terrotoriale di Lecco, dopo essere stati operati e sottoposti ad un trattamento successivo - radioterapico e chemioterapico - i pazienti con neoplasia al colon retto devono essere sottoposti a controlli per un quinquennio, controlli ovviamente codificati secondo linee guide per scongiurare il rischio di ripresentazione di una patologia tra le più diffuse nel mondo occidentale, con 200 nuovi malati ogni anno in cura al Manzoni e al Mandic. Un migliaio, dunque, su circa 10.000 pazienti in totale a carico dell'Oncologia lecchese, i pazienti che a regime saranno inseriti in Trilogy, venendo "passati" al medico di base dopo una prima valutazione dello specialista e la definizione di uno specifico piano di monitoraggio personalizzato, con controlli clinici, di norma, trimestrali o quadrimestrali nei primi 2 anni e semestrale dal 3° al 5°, per poi diventare annuali.

Silvano Casazza e Paolo Favini. Sotto Pierfranco Ravizza

Due nel dettaglio i vantaggi attesi dal nuovo modello: la non-ospedalizzazione, pur garantendo a questi utenti una via d'accesso privilegiata per il ritorno in carico allo specialista qualora necessario nonché una ottimizzazione dell'assistenza, evitando duplicazioni, soprattutto per quei pazienti che hanno sì avuto un tumore ma hanno anche altre patologie e dunque sono coinvolti in altri percorsi di monitoraggio, con la figura del case manager a fare da raccordo avendo chiara la sua situazione complessiva. Non per nulla, dunque, il direttore generale dell'ASST Paolo Favini ha parlato di Trilogy come di un ulteriore tassello nella presa in carico del paziente cronico, estendendo tale aggettivo ormai estendibile anche al paziente oncologico, evidenziando altresì come Lecco stia compiendo un altro passo nel mettere l'utente al centro, attraverso un progetto che potrebbe essere poi copiato in altri territori. Del resto, come sottolineato coralmente con il dg dell'ATS Brianza, la nostra provincia da sempre spicca per fattiva e concreta collaborazione tra gli Ospedali e i Medici di Medicina Generale, anche attraverso le Cooperative a cui gli stessi fanno riferimento. "Lecco è un territorio che anticipa gli orientamenti e le buone pratiche. Attraverso questa novità si andrà a creare una connessione continua al paziente anche in un area come quella chirurgica" ha evidenziato Silvano Casazza, con Pierfranco Ravizza (Ordine dei Medici) pronto ad aggiungere come Trilogy rappresenti un ulteriore mattoncino nella continuità assistenziale da intendersi anche come attenzione al conservare uno stile di vita adeguato e allo stato di salute attraverso piccole attenzioni quotidiane.

Valter Valsecchi. Sotto Marco Magri

Valter Valsecchi, Direttore del Dipartimento di cure primarie dell'ATS della Brianza, ricordando come un qualcosa di simile abbia già dato grossi risultati per quanto attiene il tumore alla mammella, ha sostenuto come un progetto di questo tipo vada nella direzione dell'appropriatezza del trattamento. "Far lavorare tutto il sistema e tutto gli attori vuol dire mettere in equilibrio il sistema steso che si regge sulla presa in carico" ha dichiarato, evidenziando come si stia lavorando per far sì che l'Ospedale possa essere riferimento per l'acuzie e il territorio per il follow up, in una triangolazione che vede le aggregazioni di medici essenziali nella funzione di accompagnamento nella logica della presa in carico. Una collaborazione che, come detto dal dr. Marco Magri di Cosma, "sta dando frutti".
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