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Scritto Martedì 06 agosto 2019 alle 22:05

Abbadia: gli alpini con mons. Fasani salutano il 'loro' don Vittorio, 'noi preti siamo viandanti'

"Ti regaliamo l'orologio da polso dell'Associazione, così ogni volta che guarderai l'ora penserai a noi e ci porterai nel cuore". Così le penne nere di Mandello e Abbadia si sono congedate da don Vittorio Bianchi, prossimo a salutare la pieve per trasferirsi sull'altro ramo del Lago di Como, essendo stato destinato, dopo 9 anni di permanenza in paese, alla frazione di Visgnola di Bellagio dove collaborerà con il parroco quale sacerdote residente.

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Il saluto ufficiale all'amato prevosto è fissato per domenica ma gli alpini... si sono portati avanti, organizzando già nel tardo pomeriggio odierno un momento tutto loro per omaggiare a dovere don Vittorio, ringraziandolo per la vicinanza sempre dimostrata all'ANA, rendendo i suoi membri "protagonisti" in più occasioni e riservando loro una ricambiata attenzione particolare.

Al centro don Vittorio

Mons. Bruno Fasani

Alla cerimonia non è voluto mancare monsignor Bruno Fasani, direttore del mensile "L'Alpino" che, domenica, si troverà all'estero, ragione per la quale ha chiesto al gruppo di poter celebrare una santa messa infrasettimanale con l'amico don Vittorio, nel giorno della trasfigurazione. "Non mi è pesato venire da Verona. Sono volato con il cuore qui" ha detto il sacerdote-giornalista, volto noto anche in televisione, ricordando come "ci sono fratelli con i quali è scontato sentirsi fratelli" annoverando il parroco di Abbadia in tale cerchia.

"Ho subito sentito il profumo della sua umanità" ha detto don Bruno ricordando come don Vittorio rientri tra le persone "che si fanno amare e rispettare per la forza della loro umanità. Un cristiano non si riconosce per come predica ma per come vive. Io sono stato edificato dal suo modo di essere prete. A questa comunità mancherà" ha aggiunto, toccando anche il tema del trasferimento, ricollegato alle Scritture proposte nel corso della partecipata funzione.

"Noi in fondo siamo viandanti, gente perennemente in esodo" ha sostenuto ricordando altresì come "ciò ci evita un errore e ci dà una possibilità ulteriore" parlando del rischio di diventare preti abitudinari che si adagiano nel proprio nido mentre la vocazione è "fatica quotidiana".

La consegna dell'orologio

"Noi sacerdoti siamo come delle sementi: quando arriva il vento vengono portate di qua e di la, poi però dove si posano, cresce l'albero. Mi dispiace per questa comunità che ti perde ma sono felice per chi ti troverà" ha continuato tornando a rivolgersi direttamente al padrone di casa e rivolgendo lo sguardo anche ai suoi commilitoni. "Mi spiace per gli alpini. Ma le porte del passato restano aperte. Io, il gruppo, questa comunità che ti vuole bene per te don Vittorio ci sarà sempre".
La comunità saluterà la sua guida domenica 11, con la santa messa delle 10.30 in San Lorenzo. Si preparerà poi l'avvicendamento con l'ingresso di don Fabio Molteni, in arrivo da Tavernola.

A.M.
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