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Scritto Giovedì 08 agosto 2019 alle 18:43

Olginate: assegnati dal Parco del Curone i lavori previsti sull'asta del torrente Aspide

Una foto di repertorio dell'Aspide
Il Parco del Curone mette mano ai suoi principali corsi d'acqua, allargandosi anche verso il Plis Monte di Brianza. Chiesti infatti nell'ottobre del 2017 nell'ambito del programma di sviluppo rurale, i fondi ricevuti da Regione Lombardia per interventi di sistemazione idrica e idraulica-forestale sono ora stati impegnati, aggiudicando – nel mese di luglio – in via definitiva due appalti relativi a due diversi progetti con una matrice comune. Per 191.338,82 euro la ditta Puricelli Ambiente Srl di Jerago con Orago (VA) si occuperà del cantiere di Montevecchia, Cernusco, Osnago e Lomagna intervenendo di fatto nel cuore del territorio dell'Ente mentre per 54.100,72 euro l'Azienda agricola 2M di Manzoni Matteo di Ballabio si “prenderà cura” dell'asta dell'Aspide a Olginate. Usiamo il futuro perchè, anche se già autorizzate e, solo marginalmente iniziate, le opere prenderanno corpo da ottobre, non essendo questo il periodo idoneo per il loro svolgimento.
Scopo del primo “lotto” di interventi attorno al Curone e alla Molgoretta, come spiegato dal direttore del Parco, sarà il porre rimedio ad alcune criticità già emerse in passato. Per essere finanziate, infatti, le situazioni dovevano già essere evidenziate come “fragilità” nel PGT dei Comuni su cui le stesse insistono. “Gli interventi avranno carattere preventivo e di riordino” ha sottolineato il dr. Michele Cereda, puntualizzando dunque come non si agirà in un contesto emergenziale quanto piuttosto per scongiurare problematiche future. Sul Monte di Brianza, invece, è previsto il consolidamento e il miglioramento delle sponde dell'Aspide, lungo un tratto sostanzialmente abbandonato, non nuovo alla caduta di alberi e con dissesti evidenti in corrispondenza degli attraversamenti del torrente stesso. Tra l'altro, ha rimarcato altresì il direttore, in quella stessa zona, il 29 ottobre scorso, in concomitanza con della tempesta Vaia, nota soprattutto per i danni causati alle foreste di Veneto e Trentino, si è assistito allo schianto di arbusti a ridosso di quella che sarà l'area di cantiere, richiedendo dunque – probabilmente – una variante in corsa rispetto al progetto originale. “Si tratterà di interventi di ingegneria naturalistica a bassissimo impatto ambientale” ha aggiunto Cereda, parlando dunque dell'utilizzo del legno, anche per creare un'intelaiatura – la così detta palificata – dove porre poi a dimora piantine che, crescendo e sviluppando il loro apparato radicale, contribuiranno a sostenere gli argini.
Corona il trittico di “lotti” affidati un terzo progetto con opere però a carattere forestale studiate per migliorare la zona boschiva, anche in chiave antincendio. L'area interessata è quella – sempre all'interno dei confini del Parco – tra Missaglia e Viganò. Iniziati già un paio di mesi fa, i lavori hanno un costo prossimo ai 100.000 euro, coperti sempre da finanziamento regionale.
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