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Scritto Venerdì 09 agosto 2019 alle 19:20

Anche a Lecco la Lega appoggia all'unisono la decisione del Capitano: non rinneghiamo 14 mesi di Governo ma ora basta

Salvini due settimane fa alla Lumbard Fest di Barzago
È ufficiale: il "Governo del cambiamento" è in crisi. Venerdì 9 agosto la Lega ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a prima firma del capogruppo Massimiliano Romeo. Matteo Salvini sembrerebbe dunque aver chiuso definitivamente ogni possibilità di conciliazione con il Movimento 5 Stelle: dopo le parole pronunciate dal leader del Carroccio nella serata di giovedì 8 agosto ("La maggioranza non esiste più"), il Governo Conte potrebbe avere i giorni contati.
Lunedì 12 la Conferenza dei Capigruppo si riunirà per decidere quando riaprire il Senato - in pausa estiva - dove la mozione è stata depositata e votare. I senatori potrebbero tornare a Palazzo Madama già la prossima settimana.
Nel frattempo Luigi Di Maio, facendo appello al "senso di responsabilità" (tornare alle urne in piena sessione di bilancio costringerebbe a suo dire allo scatto dell'aumento dell'IVA), ha chiesto a Salvini di rimandare la caduta dell'esecutivo a dopo l'approvazione del disegno di legge costituzionale che ridurrebbe il numero dei parlamentari, il cui ultimo passaggio in Parlamento è previsto per il 9 settembre.
Il Segretario federale della Lega sembra comunque intenzionato a tirare dritto e quindi a sfiduciare Conte, con l'appoggio di una Lega forte, all'apparenza unita su tutti i fronti. Anche a livello locale, infatti, i militanti del Carroccio sostengono in toto la decisione presa dal loro "Capitano", definita "l'unica soluzione possibile per uscire dall'impasse".

"Matteo Salvini ci sta donando un grande sogno di libertà e di ritorno alla normalità e al buonsenso", è stato il commento a caldo di Flavio Nogara, Consigliere del gruppo d'opposizione "Lega per Salvini Premier" a Valmadrera nonché già Segretario provinciale del Movimento. "Non rinneghiamo quanto portato a termine in questi quattordici mesi di legislatura. Per un anno si è lavorato bene, sarebbe ingeneroso dire il contrario, ma si è arrivati ad un punto dove ci sono più "no" - da ultimo quello alla Tav - che "sì", dove si passa più tempo a litigare che a fare. Con grande senso di responsabilità è ora di tornare il prima possibile al voto per portare a termine le promesse elettorali: staccare la spina è una scelta di coerenza e di coraggio. Non è facile rinunciare a sette dicasteri, ma il Governo è fermo e non si può più andare avanti. Da lunedì i parlamentari della Lega sono pronti a lavorare, anche a Ferragosto. L'unico dubbio è che qualcuno stia pensando a qualcosa di "strano": sarebbe una cosa incredibile ed inaccettabile prendere in giro gli italiani con un nuovo governo tra PD e Movimento 5 Stelle. Dopo questo Governo ci sono solo le elezioni".

Dello stesso parere il Segretario della Lega di Calolziocorte e Val San Martino Luca Caremi, che ha definito la "mossa" di Salvini "estremamente corretta alla luce dei continui "no" da parte del Movimento 5 Stelle e avvalorati dal Presidente Conte": "La flat tax è stata rimandata, così come la discussione sulle Autonomie regionali. Grazie ai voti dei quattordici parlamentari europei del Movimento è stato inoltre eletto un Presidente della Commissione Europea (Ursula von der Leyen, ndr.) di fatto voluto dal PD. Salvini ha ricevuto in questi mesi attacchi talvolta difficili da digerire - ha commentato - Spettava perciò ai 5 Stelle fermare le derive interne dell'ala più "a sinistra" del Movimento, ma non ne sono stati capaci. Fattualmente, loro hanno sfiduciato Conte con il voto contrario alla Tav. Non era possibile continuare con un Governo che, per colpa loro, non dava risposte agli Italiani. Noi siamo schieratissimi con Matteo, la crisi non ci prende impreparati: da leghisti siamo in campagna elettorale permanente e ora la palla passa a Mattarella: vedremo se vorrà "concederci" di andare alle elezioni, noi abbiamo dimostrato di non essere troppo attaccati alla poltrona". Sulle votazioni a ottobre (si parla già del 13, del 20 e del 27 quali date utili) Caremi ha dichiarato: "Si è già andati al voto in fase di DEF, la cosa non ci preoccupa. Per quanto riguarda invece il taglio dei parlamentari che Di Maio reclama, siamo d'accordo sull'utilità del provvedimento, ma farlo ora significa perdere tempo per ridisegnare i collegi elettorali e aprire un ulteriore dibattito sulla legge elettorale. È invece necessario far ripartire il Paese con un piano di rilancio a partire dalle infrastrutture: chi vede opere necessarie per il nostro territorio come fumo degli occhi non può certo fare il bene della nazione. Le parole contano: Zingaretti auspica di tornare alle urne da mesi, proprio come Berlusconi. I 5 Stelle hanno fatto del motto "Mai con il PD" il loro cavallo di battaglia. Se faranno un esecutivo tecnico se ne assumeranno responsabilità. Ottobre sarà un mese importante: l'Europa sarà teatro di una serie di scossoni non indifferenti, tra Brexit ed elezioni. È infine importante andare alle urne anche per riaprire il discorso CSM, da approfondire con un nuovo esecutivo e non con soggetti che non vogliono perdere la poltrona".

"La crisi di Governo era nell'aria da tempo" secondo il Segretario provinciale del Carroccio Stefano Parolari: "Salvini ha fatto di tutto per evitarla, ma piuttosto che stare fermo cercherà di portare il Paese alle elezioni. Noi Lecchesi siamo stati, come tutti gli altri militanti, coerenti con il partito nell'appoggio a un Governo "particolare", costituito da due forze politiche contrastanti, e lo abbiamo fatto finché si è potuto. La Lega è unita ed è emblematico che sia i leghisti "di lungo corso" che i nuovi sostenitori riconoscano in Salvini un politico a cui dare fiducia e nel quale ritrovarsi. Abbiamo avuto la fortuna di ospitarlo per ben due volte in questi ultimi quindici giorni sul territorio lecchese e l'entusiasmo e la fiducia dimostratigli dai militanti sono stati enormi. I leghisti non sono allineati come militari, ma passionali e coerenti: la Lega è apprezzata dalla gente, al di là del tema immigrazione, perché non accetta che l'Italia abbassi la testa senza opporsi. Il popolo italiano ha la forza, la capacità, la storia e la cultura necessarie a reagire e Salvini sta cercando ancora una volta di dimostrarlo. Non è questione di porti chiusi o aperti, bensì di superare una situazione di rassegnazione tipicamente "piddina", reagendo con l'orgoglio di un popolo che vuole vivere e non morire".

Concorde Andrea Robbiani, ex sindaco di Merate, ora Assessore della Giunta Panzeri: "Nell'accordo di Governo c'erano punti programmatici fondamentali per il partito, tra cui il federalismo e la flat-tax. Il Movimento 5 Stelle, una volta "ottenuto" il Reddito di Cittadinanza, si è astenuto dal portare avanti qualsiasi altra forma di decisione su temi che facevano parte integrante del contratto. La Tav va fatta, onde evitare l'impatto economico negativo che lo stop ai lavori provocherebbe allo Stato. La direzione obbligata era evidente da tempo e la crisi di Governo è una conseguenza naturale dell'inerzia dei 5 Stelle.
Bisogna ora capire se si andrà al voto o se il sistema partitocratico resisterà e si cercherà un'alternativa tecnica per evitare lo sfondamento della soglia del 40% a un'ipotetica prossima tornata elettorale. È evidente che il Paese abbia capito di chi fidarsi: ora si apre una partita importante, che il Segretario Salvini saprà giocare con tenacia. Chi ci accusa di aver usato la Tav quale pretesto per far cadere il Governo non ha capito nulla - ha proseguito Robbiani - Quando si amministra, sono diversi i fattori che portano a fare determinate valutazioni e Matteo lo sa bene: è una persona per il "fare", per nulla attaccato alla poltrona, ma si è reso conto di avere a che fare con qualcuno che remava dalla parte opposta alla sua: gli va riconosciuta una grande forza politica, oltre che delle idee. Il Movimento 5 Stelle è destinato a implodere, date le numerose correnti al suo interno, ora si apre una fase delicata".

Massimo Panzeri
, Sindaco di Merate, dà un giudizio nel complesso positivo al "Governo del cambiamento": "Ha portato contributi agli enti locali e ha sbloccato gli avanzi d'amministrazione, ma si è trattato di un'esperienza "anomala" rispetto al risultato elettorale del 4 marzo 2018, risultato di una scelta coraggiosa da parte di Salvini e anche Di Maio per dare un esecutivo al Paese. La scelta si era però basata su un contratto che ha portato alcuni risultati pro-5 Stelle e meno alla componente leghista. Quando si è giunti al nodo di alcune questioni (Autonomie e flat-tax) c'è stato un temporeggiamento da parte dei Pentastellati. Dunque, tanto vale interrompere questa esperienza e tornare a dare parola agli elettori. Spero però che non ci sia l'ennesimo Governo "pastrocchio" fatto di accordi che non rispecchiano la volontà popolare, spesso disattesa. Per coerenza reciproca credo non ci siano le condizioni per un "ribaltone" PD - 5 Stelle. Sono un osservatore attento della scena politica nazionale e spero solo che le conseguenze negative non si ripercuotano sul Paese. Eravamo arrivati evidentemente a un punto in cui i "no" dei 5 Stelle sono prevalsi: è stato opportuno non trascinare ulteriormente la situazione"

Sostegno a Salvini è infine giunto anche da parte di Alberto Spreafico, Segretario della circoscrizione meratese del Carroccio e di Cinzia Bettega, capogruppo della Lega in consiglio comunale a Lecco: "Quello che stiamo vivendo è un momento estremamente complicato dal punto di vista economico, politico e istituzionale", ha dichiarato quest'ultima. "Matteo Salvini lo gestirà al meglio, ha tutta la mia fiducia".
Marta Colombo
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