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Scritto Lunedì 12 agosto 2019 alle 19:57

La crisi di Governo letta da 5 stelle e Dem lecchesi (che accordano fiducia a... Mattarella)

Prosegue, anche a livello locale, la "discussione" sulla crisi di Governo aperta lo scorso 8 agosto dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini. Se i Leghisti "nostrani" risultano essere compatti, appoggiando il Segretario federale con il "sì" alle elezioni, meno chiara appare l'opinione dei Pentastellati lecchesi su quali saranno le sorti dell'esecutivo.

"Salvini sta cercando di capitalizzare i consensi che la Lega ha in questo momento, tentando peraltro di evitare alcuni punti piuttosto "spinosi" del contratto di Governo - tra i quali il taglio dei parlamentari, la revoca delle concessioni autostradali e la riforma della giustizia -, indigesti al Carroccio ma non più rimandabili", ha dichiarato Christian Perego, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Casatenovo. "Ottenuti certi risultati elettorali, il leader leghista ha deciso di "tagliare la spina" al Governo. Nonostante il vicepremier Salvini si erga a persona che decide di indire le elezioni, non è così che funziona: dovrà anzitutto sfiduciare Conte, nonostante al Governo ci siano anche ministri del suo stesso "colore": lo trovo incoerente. L'accordo di Governo è stato il risultato di un'intersezione di forze politiche che si sono "unite" solo dopo il risultato elettorale, esplicitando le proprie intenzioni Italiani. Chi decide di interrompere l'attività di Governo tradisce gli elettori e ne pagherà le conseguenze alle urne".
Sull'apertura da parte di Matteo Renzi nei confronti del Movimento, Perego commenta: "Personalmente, non ho nessuna voglia di accordi con lui e credo che questo mio pensiero sia condiviso dalla maggior parte dei compagni Pentastellati. Gli elettori sono indecisi, sia a livello locale che nazionale, e se alle politiche dovesse vincere la Lega a Lecco si aprirebbe l'importante partita dell'inceneritore e del Teleriscaldamento".

Decisamente più serrato, invece, il commento di Massimo Riva, consigliere comunale a Lecco e portavoce dei 5 Stelle: "Col gruppo abbiamo concordato che firmeremo una nota non appena la situazione sarà più definita".

Anche in casa PD la posizione è attendista, almeno su quel ramo del Lago di Como, da dove si assiste, confidando nel presidente della Repubblica, allo scontro interno al partito: mentre Matteo Renzi apre la porta al Movimento 5 Stelle, Nicola Zingaretti la chiude, pronto ad affrontare la sfida elettorale.

"Da che parte sto io al momento non è una cosa importante", ha commentato Marinella Maldini, Segretaria provinciale del Partito. "Dobbiamo aspettare anzitutto cosa succederà oggi in Senato, perchè da lì partiranno dei percorsi che potranno essere totalmente differenti. Per il ruolo che rivesto dico che è necessario trovare una sintesi tra le varie posizioni del partito in modo da procedere insieme, altrimenti non se ne uscirà dignitosamente. Sono abbastanza favorevole al voto, ma i tempi non possono essere decisi da un solo partito. Dal momento in cui sarà calendarizzata la crisi, scaturirà una serie di eventi che andranno gestiti. La mia fiducia comunque è rivolta al nostro Presidente Mattarella che attenderà l'espressione del parlamento per poi pronunciarsi. È importante gestire questo momento, solo così il partito potrà uscirne rafforzato".

"Bisognerà anzitutto capire quali le mosse del presidente della Repubblica, che indicherà come migliori per il bene del Paese" il pensiero di Virginio Brivio, Sindaco di Lecco. "Spero che poi questa linea venga perseguita. Ritengo che andare a votare il prima possibile sia la scelta migliore, fermo restando che bisogna anche fare la Finanziaria, poiché il nuovo Governo non sarà in grado di procedere nell'immediatezza. Ci sono i rapporti con l'Europa da intessere nuovamente, ma questa esigenza deve andare di pari passo con la garanzia dei conti per il nostro Paese vista anche la fibrillazione economica molto negativa che i due soggetti al Governo ci hanno lasciato".

"Siamo in una situazione abbastanza confusa" la posizione cauta di Gino Del Boca, Segretario cittadino del PD di Merate. "Mi aspetto il voto sulla sfiducia a Salvini. Far andare il Parlamento alla velocità da lui decisa non è costituzionale. Non mi sbilancio al momento, voglio vedere come si evolvono le varie situazioni. Certo, ci vorrebbe un governo che faccia qualcosa per la Finanziaria. Non so cosa sia meglio, se andare al voto il prima possibile. Rinviando la Legge di Stabilità si va a minare la fiducia degli investitori. Ora l'importante è salvare i conti pubblici".
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