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Scritto Mercoledì 21 agosto 2019 alle 09:01

Zamperini sulla targa sparita: 'se la tengano, la città non cadrà nella loro trappola'

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"Mi pare evidente che gli stessi autori delle scritte che hanno infestato la città si siano resi responsabili anche di tale gesto. Non è bastato loro imbrattare Lecco con slogan in favore di un delinquente, già condannato per  i fatti di Genova, contro la Polizia, lo Stato e la Comunità. Sono andati oltre, dopo aver già espresso il loro odio (arrivando ad augurare la morte alla Digos) perfino sul loro sito che, a mio avviso, qualcuno dovrebbe prendersi la briga di chiudere. Per me in politica si può essere bianchi, verdi e gialli ma non è tollerabile che chi incita alla violenza e all'odio nei confronti delle forze dell'ordine e dello Stato abbia una pagina pubblica e una sede dove incontrarsi per organizzare iniziative come quelle degli ultimi giorni".
E' secco il commento il dirigente regionale di Fratelli D'Italia, già consigliere comunale a Lecco, Giacomo Zamperini dopo la sparizione della targa in ricordo dei 16 militi della RSI fucilati allo stadio a guerra finita. "Imbecillità, stupidità e vigliaccheria non sono andare in vacanza ad agosto. Questi - mi ci si conceda una battuta - sono pure antifascisti all'acqua di rose: la targa staccata non è nemmeno stata voluta dal nostro mondo, dalla nostra area politica ma dal centrosinistra che ha stravolto la vicenda. Durante la nostra commemorazione la copriamo perchè non la sentiamo nostra. Togliendola hanno forse dato più dispiacere all'amministrazione e all'Anpi che a noi. Che se la tengano, rimetteremo quella che c'era prima e ci piaceva di più" ha proseguito, concedendosi una presa di posizione più "leggera", con chiaro riferimento alla scelta, compiuta nel 2013, di sostituire la lapide originaria con un cartellone informativo a chiusura di una lunga diatriba sul punto.
"La targa è sempre stata utilizzata per polemiche strumentali. Quanto tempo dovrà passare perchè questi ragazzi possano essere lasciati in pace? Siamo parlando, in alcuni casi, di giovani che non avevano nemmeno compiuto i 18 anni, morti, ammazzati. Oggi l'odio tenta di essere riportato in auge da quattro sfigati. La città non cadrà nella loro trappola. Non sarà certo il furto della targa a far crescere il consenso attorno a quel gruppo. La vicenda però non può essere trattata con i guanti" ha proseguito l'esponente di FdI, tornando - come già fatto dopo le scritte comparse sui muri della città nei giorni scorsi - ad attaccare il sindaco Virginio Brivio (accusato di dormire) ma anche l'assessore alla cultura Simona Piazza, tra i possibili papabili alla sua successione. "Dovrebbe prendere pubblicamente le distanza da questo mondo. C'è il rischio invece che la sinistra lecchese non si lanci in una condanna severa pur di racimolare qualche voto anche lì" l'affondo di Zamperini. "Quando i responsabili verranno trovati e identificati, mi aspetto che il Comune si costituisca parte civile al processo che ne seguirà. Non si è trattato di una ragazzata, vanno puniti, dovranno riparare i danni morali e materiali provocati alla città".
A.M.
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