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Scritto Mercoledì 11 settembre 2019 alle 18:38

Lecco, Marelli: non abbiamo preclusioni a un dialogo in chiave elettorale con i 5 stelle

Alfredo Marelli
Il Governo Conte 2, tra l’altro ieri e ieri, ha incassato la fiducia di Camera e Senato, è ufficialmente cosa fatta. Dopo un agosto dal termometro politico bollente fatto scoppiare da Salvini, ha preso avvio la nuova esperienza giallo-rossa. È appena nata, ma è almeno dagli endorsement di Beppe Grillo da una parte e di Matteo Renzi dall’altra che i ragionamenti su scenari alternativi si sono sviluppati. A livello nazionale in primis e, a scalare, nei centri nevralgici delle periferie.

Lecco, che andrà alle elezioni amministrative nel 2020, non è stata di meno. Almeno ciò vale per le discussioni che si stanno producendo in casa PD. Il circolo del Partito Democratico si trova di fronte a un bivio. Da una parte vive l’ipotesi di inglobare quelle tre o quattro personalità della cosiddetta società civile, con posizioni liberali ma che potrebbero smarcarsi rispetto a un centro-destra unito e che ai loro occhi non convince. Dall’altro lato verrebbe sfatato il tabù dell’intesa con il Movimento Cinque Stelle. Se fino a ieri le due forze politiche si consideravano a vicenda quasi antropologicamente differenti, oggi – alla luce di quanto accade nella caput mundi – le geometrie tratteggiate sono tondeggianti sia per i più ispidi e oltranzisti grillini sia per i più pungenti e ortodossi renziani, a meno di voler sconfessare il proprio capo.

A fine luglio il circolo cittadino del Partito Democratico ha incontrato per la prima volta la stampa in vista della tornata amministrativa del prossimo maggio. Il segretario Alfredo Marelli, politico navigato che sa bene quanto tutto possa cambiare nell’arena della cosa pubblica, aveva in quell’occasione assicurato che il suo circolo avrebbe monitorato attentamente quello che sarebbe avvenuto nelle settimane a seguire a livello nazionale ed europeo. Nella convinzione che il primo Governo Conte non avrebbe raggiunto la manovra economica, probabilmente il presagio di un nuovo esecutivo giallo-rosso aveva già accarezzato i pensieri di Marelli e del suo entourage.

Adesso i tempi sono abbastanza maturi. “Non c’è nessuna preclusione ad un dialogo con i Cinque Stelle per le prossime amministrative – ci rivela il segretario del circolo PD cittadino – Sarebbe proprio un peccato se lo schema appena nato al Governo non venisse replicato sui territori. D’altra parte, se avvenisse a livello locale, rafforzerebbe l’accordo anche sul piano nazionale. Bisogna però che cadano le preclusioni dei Cinque Stelle”. Un’apertura che introduce uno scenario fino a ieri impensabile e che potrebbe animare la campagna elettorale di Lecco anzitempo. Già tra un mese la conformazione delle alleanze potrebbe essere chiara. Riunioni, telefonate o avvicinamenti fino ad ora non ce ne sono stati tra le due aree politiche ma Alfredo Marelli, scortato dal sostegno dei collaboratori più stretti, esprime con convinzione: “Io do per scontato che da parte nostra ci sarà la richiesta di un incontro con il Movimento 5 Stelle, visto che ormai siamo al Governo insieme”. Ancora più fattibile il dialogo con la sinistra di LEU, anche in questo caso facilitato dal contesto nazionale. “Oltre alla disponibilità a dialogare, serve però un’adesione sui contenuti” puntualizza il segretario.

Per il 20 settembre è convocata la Direzione del circolo. Tra i temi c’è anche la delineazione dei confini della coalizione. Una decisione tutt’altro che minimale, ne è in ballo l’identità del circolo PD e della futura lista: centrista o progressista, per usare due categorie della vecchia guardia. Si approverà inoltre la griglia delle candidature sulla base del questionario esplorativo lanciato online a fine luglio. I nodi da sciogliere non mancano. Dopo l’opposizione in Consiglio comunale, i Cinque Stelle si siederebbero mai al tavolo con i dem? Si troverà un candidato che vada bene a tutti per evitare le primarie? Risulta infatti difficile pensare che il M5S possa mai sottoporre alle primarie del PD un proprio nome. L’accordo lo si troverebbe invece in caso di ballottaggio, con un appoggio esterno? I giochi sono aperti.
Marco Pessina
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