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Scritto Venerdì 13 settembre 2019 alle 14:42

I 100 anni dalla nascita di Fausto Coppi: tanti i ricordi (e i tifosi) nel lecchese

Cento anni or sono, il 15 settembre 1919, nasceva a Castellania, in provincia di Alessandria, Fausto Coppi, il mitico “airone” del ciclismo di tutti i tempi. Ora il Comune di Castellania ha affiancato nella sua denominazione il cognome Coppi, in omaggio allo straordinario campione con le due ruote a pedale.
Il lecchese vedeva innumerevoli tifosi di Fausto Coppi; gli appassionati del ciclismo si dividevano nella storica rivalità fra lui e Gino Bartali. Il regista Mario Monicelli, autore di straordinari film come “La Grande Guerra”, ricordava in un’intervista che negli anni della sua giovinezza “il calcio era concentrato nelle città, mentre il ciclismo era presente ovunque, dalle periferie urbane alle campagne, dalle fabbriche alle passeggiate festive; la bicicletta era il mezzo più usato per la locomozione di ogni tipo, prima dell’avvento massiccio della motorizzazione”.


Fausto Coppi con il comm. Cademartori al Criterium notturno Lecco 1953, per la Quinquennale

Un ritrovo lecchese dei fan di Fausto Coppi era il bar Moderno di via Roma, nei locali in cui oggi si trova il negozio Parolari, il cui titolare, guarda caso, è stato corridore anche nella forte squadra del Pedale Monzese, e che tuttora pedala di buon mattino sul lungolago... nella giovinezza degli 80 anni. Il bar di via Roma era di Giacomo Taroni, genitore di Icaro Taroni, factotum dell’Unione Artigiani Lecchesi, assessore al Comune di Lecco, attivissimo rappresentante nella giunta della Camera di Commercio di Como. Altri tifosi di Coppi si trovavano al bar Manzoni, nell’omonima piazza, sede del Moto Velo Club Lecco 1922; ma vi era anche la presenza di una notevole aliquota di supporter di Bartali. Il bianco-azzurro della maglia della Bianchi di Fausto era presente nei colori della Gattinoni del quartiere Maggianico, società ciclistica con dilettanti e allievi, che organizzava gare con il traguardo in corso Emanuele Filiberto.


Fausto Coppi alla partenza della cronometro Lecco-Lugano, nel Giro della Svizzera 1954

Fausto Coppi è stato a Lecco nel 1948, soggiornando all’Hotel Moderno, in quanto impegnato nella realizzazione del film “Totò al Giro d’Italia”. Vi furono riprese in piazza della stazione, con lo striscione di arrivo di una tappa in alto a via Cavour. Il gruppo dei girini venne ripreso sulla discesa alle curve di Pomedo, sulla Lecco-Ballabio, dove vennero impiegati come comparse dilettanti lecchesi. Scene interne vennero realizzate nel salone al primo piano dell’hotel Moderno, tra specchi e lampadari.
Nella lunga storia di Coppi c’è anche il circuito notturno del 1953 a Lecco, pochi giorni prima del mondiale di Lugano, quando conquistò trionfalmente la maglia iridata. Fausto, in un’intervista al giornalista Rino Negri della Gazzetta dello Sport, dichiarò: “La notturna di Lecco mi ha messo in perfetta condizione, con 50 giri di un anello di un chilometro e mezzo”. Il Gran Premio serale Cademartori aveva partenza ed arrivo in corso Martiri, davanti ai portici del palazzo Gerosa Crotta. Coppi concluse sesto; vinse Oreste Conte, nativo di Udine.


Titolo di un quotidiano sulla tappa da Lecco a Lugano

I lecchesi videro Coppi in maglia iridata l’anno successivo 1954 con il Giro della Svizzera, che fece tappa a Lecco, con arrivo sul lungolago al Brick. La tappa venne vinta con solitaria fuga da Donato Zampini, di Saronno. Il giorno dopo si disputò la cronometro Lecco-Lugano, con partenza da piazza Mazzini, vicino al retro del Teatro Sociale. Coppi si aggiudicò la cronometro e conquistò la maglia oro, che era stata in precedenza di Bruno Monti, il “romanino” di Albano Laziale. Una fitta siepe umana accompagnò la partenza e le prime pedalate di Fausto Coppi, da piazza Mazzini sino ad oltre il Ponte Vecchio, all’uscita della città, sulla strada per Como. Era allora, il Ponte Vecchio, l’unico viadotto stradale; quello Nuovo verrà inaugurato nell’autunno 1955.



Sono tutti ricordi che possono essere rimescolati in occasione dell’anniversario centenario della nascita del campionissimo, che per i più anziani può essere anche una scossa di ricordi con le radiocronache in diretta di Nando Ferretti (non c’era ancora la televisione), con il commento iniziale passato alla storia: “Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco azzurra, il suo nome è Fausto Coppi”.
A.B.
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