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Scritto Giovedì 19 settembre 2019 alle 17:05

Dall'ufficio... alla terra: la svolta 'agreste' a Vendrogno e Valgreghentino di due under 40 sostenuti da un bando della Regione

Ammonta a quasi 4 milioni di euro la somma che Regione Lombardia ha destinato tramite un apposito bando a 154 agricoltori under 40 per avviare una nuova attività o subentrare in quella di famiglia, con l'obiettivo di "favorire un ricambio generazionale in grado di rendere il settore primario più sostenibile e moderno con idee, tecnologie ed energie nuove": una cifra importante, che ha aiutato in maniera significativa anche tre giovani del nostro territorio due dei quali beneficiari di un contributo di 30.000 euro (il massimo possibile, assegnato prioritariamente alle zone cosiddette "svantaggiate"). Si tratta di Valentina Meoli e di Giorgio Francani, con attività rispettivamente a Vendrogno e Valgreghentino: due ragazzi accomunati da un passato simile - con  un lavoro d'ufficio alle spalle e il forte desiderio di un ritorno alla terra e di una vita semplice e genuina - ma soprattutto uniti da una forte determinazione.

Valentina Meoli

I maiali “Duroc” di Valentina

A 38 anni Valentina ha scelto di investire nella natura, per offrire alle sue figlie la possibilità di vivere e di lavorare in mezzo al verde della Valvarrone a 1.100 metri di quota. Dopo aver dato fondo a quasi tutti i suoi risparmi, per lei il contributo di 30.000 euro concesso dalla Regione è stato quindi una vera e propria boccata di ossigeno, che le ha permesso di realizzare alcuni lavori di ristrutturazione in quell'impresa che per lei rappresenta il coronamento di un primo grande sogno.

Residente a Galbiate insieme al marito e alle tre figlie di 13, 9 e 6 anni, nel 2017 ha rilevato all'asta un'azienda agricola nel Comune di Vendrogno, poi aperta a tutti gli effetti nel giugno 2018: per lavoro, quindi, alleva maiali "Duroc" - una pregiata razza americana più ricca di carne, che richiede trattamenti specifici - e produce formaggi, che poi vende in loco e al mercato agricolo di Valmadrera.

Le figlie di Valentina in azienda

"Sono stata impiegata per anni come ragioniera, ma la natura è sempre stata nel mio DNA: tantissimi ricordi della mia infanzia sono legati proprio alle giornate trascorse con mio nonno e con i suoi animali" ci ha raccontato. "Dopo il matrimonio ho iniziato con mio marito Salvatore a produrre conserve e salumi, che molti amici e conoscenti hanno cominciato ad apprezzare: da lì ho trovato lo stimolo per cambiare vita, per realizzare il mio sogno e aprire l'azienda agricola Campofiasco, a oltre 1.000 metri di quota. Ho dovuto investire praticamente tutti i miei risparmi, non è stato facile ma sono sicura di avere fatto la scelta giusta: si tratta di un'attività a conduzione familiare, per il momento la gestisco con il solo aiuto di mio marito - che con la sua impresa edile si è occupato anche di tutti i lavori di ristrutturazione - e di mio suocero, che già allevava maiali producendo salumi per consumo familiare, e che quindi è riuscito a darmi l'imprinting per la mia attività. Poi ci sono le mie figlie, che mi danno una piccola mano con la mungitura di mucche e capre e con il fieno: spero davvero che un giorno possano decidere di prendere il mio posto".

Valentina con la sua famiglia

Una veduta dall’alto dell’azienda agricola Campofiasco

Valentina però ha grandi auspici anche per il suo, di futuro: la sua intenzione, infatti, sarebbe quella di sfruttare ulteriori terreni di proprietà della sua famiglia per ampliare ulteriormente la sua attività. "Costruire da zero una carriera in questo settore non offre quasi mai certezze, soprattutto a livello economico, ma credo che con un buon piano di marketing sia possibile raggiungere anche una certa indipendenza, poco alla volta" ha concluso la 38enne.

Giorgio Francani al mercato

Uno dei terreni di Giorgio a Valgreghentino

La pensa allo stesso modo Giorgio Francani, classe 1988, padre di due bambini di 5 anni e 3 mesi: anch'egli con un lavoro di ragioniere alle spalle e forte di un'esperienza nel mondo agricolo in America centrale, nel 2016 ha iniziato quasi per gioco a coltivare un orto con alcuni amici a Rossino, per poi fare la conoscenza di un apicoltore e dedicarsi alla produzione di miele con una propria azienda in regime di esonero.

Il raccolto di patate del 2019

Lo scorso gennaio, poi, un inatteso "colpo di fortuna". "Sono riuscito ad acquistare una cascina a Valgreghentino, circondata da terreni coltivabili" ci ha raccontato Giorgio. "Da allora ho potuto organizzare meglio la mia attività, creando anche le condizioni per partecipare al bando di Regione Lombardia grazie al quale ho ottenuto il contributo di 30.000 euro, che probabilmente utilizzerò per acquistare nuove arnie e un sistema di irrigazione a goccia per migliorare la qualità dei terreni". Le difficoltà, infatti, non sono mancate nemmeno per lui, come ha imparato sulla propria pelle: "Lo scorso anno non è stato per niente facile, il clima ha causato molti danni alla mia produzione di miele e gli introiti ne hanno decisamente risentito: so che questi fenomeni atmosferici si ripeteranno e per poter vivere della mia attività devo diversificare la produzione, incrementando almeno la coltivazione di patate, zucche, cavoli e insalate, che ho già piantato nei mesi scorsi con buoni risultati per poi metterli in vendita in alcuni mercati e in gruppi di acquisto solidale. Investire il contributo regionale dovrebbe aiutarmi in questo senso".
B.P.
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