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Scritto Venerdì 20 settembre 2019 alle 08:24

Lecco, asili paritari: le proposte del pentastellato Riva in vista della nuova convenzione

Massimo Riva
Sarà presentata in occasione del prossimo Consiglio, tra una decina di giorni, la nuova convezione tra Comune e Associazione delle scuole paritarie dell'infanzia di Lecco, ma ieri sera, in occasione della riunione della commissione quarta, il consigliere del Movimento 5 stelle Massimo Riva ha avanzato delle proposte in vista della stesura del documento definitivo che verrà presentato alla commissione stessa settimana prossima, pochi giorni prima del voto in Aula e che quindi con ogni probabilità è già stato steso e condiviso dalla maggioranza. Il pentastellato confida in ogni caso che il suo "spunto sia stato analizzato in questi mesi, visto che è sul tavolo da prima dell'estate".
L'obiettivo esplicito della proposta di Riva è quello di "superare il sistema attuale", che prevede la concessione di un contributo di 1.400.000 euro da parte del Comune di Lecco all'Associazione, come riconoscimento del servizio erogato dalle scuole dell'infanzia e dagli asili nido paritari lecchesi, andando verso l'erogazione del contributo alle singole scuole. Un contributo che dovrebbe tenere conto dell'effettivo numero di bambini accolto da ogni plesso e della quota versata dalle famiglie sulla base dell'indicatore Isee, con tutte la fasce previste dal cosiddetto "sistema Lecco" e non solo alcune come è funzionato finora, con l'obiettivo di mantenere le rette calmierate.
Il capogruppo Cinque stelle ha suggerito anche che ogni scuola dovrebbe avere l'obbligo di pubblicare online e in bacheca il rendiconto economico finanziario della gestione, elencando con precisione le voci di uscita e quelle di entrata per due volte all'anno, stendendo un bilancio provvisorio e uno consuntivo ed esplicitando alcuni dei dati degli iscritti come età, residenza e nazionalità. Inoltre Riva vorrebbe che ci fosse una maggiore partecipazione nella gestione di questo tavolo da parte degli amministratori locali, in questa direzione va la proposta di "rafforzare" la commissione paritetica, oggi composta da due consiglieri di maggioranza e uno di minoranza, e allargarne le partecipazione ad un rappresentante di ogni forza politica presente a Palazzo Bovara.
Il documento del pentastellato tocca anche aspetti molto pratici. Le scuole paritarie dovrebbero infatti aggiornare l'Amministrazione comunale sullo stato di conservazione degli immobili, informando rispetto agli eventuali interventi di manutenzione da affrontare, indicando tempistiche e risorse. Anche il Comune potrebbe collaborare in questo senso prevedendo da un lato un contributo ad hoc per le situazioni più critiche e dall'altro immaginando di destinare ad asili e nido quegli stabili di proprietà comunale che sono inutilizzati. Tra i suggerimenti di Riva c'è anche quello di chiedere alle singole scuole di aggiornare periodicamente il quadro della propria offerta formativa e di prestare maggiore attenzione ai bambini disabili che frequentano i servizi 0-6 anni, portandone la gestione in seno ai servizi sociali.
Affrontati anche due temi dolenti: quello dei bambini non residenti e quello delle iscrizioni. Sulla prima questione il pentastellato ha chiesto di esplicitare nella convenzione l'ipotesi di stabilire degli accordi con i Comuni di residenza dei piccoli che pur non abitando in città frequentano le scuole materne e i nidi paritari lecchesi, affinché paghino per i loro cittadini un contributo. Rispetto alle iscrizioni, Riva propone di continuare a lasciare massima libertà nella scelta delle scuole, con la precisazione che in caso di "lista di attesa" si dia la precedenza ai bambini che risiedono nel quartiere o i cui genitori vi lavorano.
Il consigliere ha chiuso il suo intervento con qualche considerazione sull'andamento demografico: "È un tema che dobbiamo affrontare. Il contributo che il Comune eroga all'Associazione delle scuole paritarie dell'infanzia di Lecco è rimasto costante nell'ultimo decennio, a fronte di una riduzione del numero dei bambini. L'Amministrazione dovrebbe essere più presente nei processi decisionali e organizzativi e non comportarsi come mero erogatore di un contributo, il rischio è altrimenti quello di trovarci in situazioni in cui il Comune è messo di fronte a fatti compiuti, come è stato per la materna Fiocchi".
L'assessore all'Istruzione Clara Fusi ha assicurato che molte delle istanze presentate da Massimo Riva "sono già acquisite da tempo nella convenzione e sono già un po' storia". Ha portato l'esempio del metro dell'Isee per stabilire la retta in carico delle famiglie: "già è in vigore, anche se la gestione è in mano all'Associazione e se non sono previste tutte le fasce che prevede il Comune. A partire dal secondo anno delle convenzione però potremo chiedere di applicare rigorosamente il sistema Lecco" e anche rispetto alla pubblicazione dei conti economici secondo l'assessore le richieste di Riva sono già realtà.
Su altre questioni Fusi è stata meno possibilista, spiegando ad esempio che gli standard educativi della proposta formativa sono in capo al Ministero e non all'Amministrazione comunale; che seppur serva una maggiore attenzione sullo stato degli edifici scolastici, sarebbe difficile interferire troppo su immobili privati; che la funzione educativa-scolastica è in capo ai servizi educativi e non ai servizi sociali anche per i bambini disabili, pur aprendo alla possibilità che i due assessorati possano collaborare. Anche sulla questione dei bambini non residenti il titolare all'Istruzione ha precisato che il Comune di Lecco non potrebbe attrarre le quote da famiglie provenienti da fuori città. Fusi ha ammesso che il confronto tra Amministrazione e Associazione avrebbe bisogno di essere rafforzato e che l'idea di una commissione paritetica allargata potrebbe essere un'opzione praticabile. Anche il tema delle iscrizioni e delle tempistiche sarà oggetto di un tavolo di coordinamento pubblico-privato che sarà avviato rispetto ai servizi 0-6 anni.
M.V.
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