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Scritto Venerdì 20 settembre 2019 alle 18:22

ASST di Lecco, cura dei tumori: taglio del nastro per il nuovo Acceleratore Lineare per la Radioterapia

L'Ospedale Manzoni ha sempre avuto a disposizione una Ferrari. Ma anche le Ferrari, magari un po' meno velocemente delle Panda, dopo anni e anni di uso continuo e incessante, perdono, in termini di prestazioni. Rifare il tagliando non è sufficiente, basta solo per continuare a viaggiare in attesa di rimetter mano al portafogli. L'atteso momento di veder sostituita la Ferrari in dotazione dal 2000 al reparto di Radioterapia dell'ASST è finalmente arrivato: nel pomeriggio odierno, alla presenza tra gli altri dell'assessore Regionale al Welfare Giulio Gallera, è stato inaugurato un nuovo Acceleratore Lineare top di gamma, secondo i parametri attuali. La Ferrari modello 2019, insomma, come sottolineato con orgoglio dal direttore dell'Unità Operativa complessa dr. Carlo Soatti, patrone di casa presso il "bunker" al piano -2 del nosocomio di via dell'Eremo, quest'oggi brulicante di volti noti del settore e della politica, intervenuti per salutare la messa in opera dell'imponente macchinario, aspettato ormai dal 2015.

Risale infatti a oltre tre anni fa, l'assegno da 250.000 euro staccato in favore del progetto da Cancro Primo Aiuto, Onlus che, mobilitando la popolazione lecchese, ha dato una spinta fondamentale per concretizzare l'acquisto dello strumento poi finanziato dalla Regione con uno stanziamento ad hoc di 2 milioni e 750 mila euro a copertura della spesa (comprensiva anche dell'aggiornamento dedicato al secondo, più recente, Acceleratore presente al Manzoni).
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"La nuova acquisizione - ha detto il direttore generale dell'ASST Paolo Favini - garantirà a tutti i pazienti che decidono di affidarsi ai nostri specialisti, standard nettamente avanzati nel trattamento delle neoplasie. Con questa moderna dotazione tecnologica, la nostra Azienda e il nostro Ospedale fanno un ulteriore salto di qualità. In termini di offerta, questa attrezzatura di ultimissima generazione, offre prestazioni di massimo livello comprendendo applicazioni di stereotassi e terapie di maggior precisione con ridotti effetti collaterali permettendoci, con un importante incremento del numero di dosi giornaliere, una riduzione delle sedute radioterapiche e una concentrazione più elevata della terapia attenuando i disagi, compreso quelli psicologici, vissuti dai pazienti in questo dedicato percorso della loro vita; inoltre il macchinario consentirà, di conseguenza, anche l'accesso più rapido e di più pazienti alla nostra Struttura, oltre ad un sostanziale abbattimento delle liste d'attesa".

Elemento, quest'ultimo, non secondario. Del resto sono i numeri a parlare: "nel 2018 abbiamo effettuato quasi 15.000 sedute di radioterapia prendendo in carico e trattando 729 pazienti di cui, solo per citare qualche dato, 312 colpiti da tumori della mammella, 160 da metastasi e 73 con tumore alla prostata" ha aggiunto il dr. Soatti. "Numeroso anche le donne - 41 - affette da neoplasie ginecologiche e i pazienti con tumori testa-collo (34), polmone (36) o retto (24) presi in carico dalla nostra equipe. Nei primi otto mesi del 2019 - ha proseguito - abbiamo già effettuato quasi 8.000 sedute radioterapiche rispondendo alle necessità oncologiche di 433 pazienti di cui, in particolare, 192 con neoplasia alla mammella, 106 metastatici e 54 pazienti con tumore alla prostata. 12 le pazienti con neoplasie ginecologiche a 14 colon-rettali. Per quanto riguarda la brachiterapia, sono stati trattati, nel 2018, 60 pazienti; 40 quelli sottoposti a questo tipo di cura da gennaio a agosto 2019. E' importante ricordare che questa metodica è tecnologicamente molto avanzata e consente alte percentuali di controllo della malattia e bassa incidenza di complicanze correlate" ha puntualizzato il primario. "Questo nuovo acceleratore lineare migliora ulteriormente la qualità e la quantità dei nostri trattamenti potenziando nettamente il servizio ai cittadini e lo standard del lavoro di tutta la nostra squadra".

Una novità dunque di peso. "Una macchina che salva la vita" come l'ha definita Antonio Bartesaghi, guida di Cancro Primo Aiuto, ricordando come facendo passare tale concetto l'Associazione è riuscita ad ottenere un risultato sorprendente quanto ad appoggio della popolazione, aggiungendo poi di essere pronto a lanciare un nuovo progetto, su richiesta all'Oncologia locale.

"Mecenatismo e volontariato sono importanti" ha riconosciuto l'assessore Gallera, evidenziando come a Lecco vi sia vicinanza della città e del suo territorio all'Ospedale, in un rapporto che richiede all'ASST di essere performante. "La nostra politica d'investimento procede incessante: negli ultimi tre anni finanziato con oltre 700 milioni di euro il rinnovo della dotazione infrastrutturale dei nostri presidi, cosi' da dotarli delle migliori apparecchiature presenti sul mercato rendendoli attrattivi per i professionisti e offrendo ai cittadini una sanita' di assoluta eccellenza" la chiosa, dopo aver ricordato come vincoli di spesa e nella possibilità di assumere facciano da zavorra, pur essendosi messo in moto un cambiamento positivo anche in questo senso.
Al termine dell'evento inaugurale della nuova attrezzatura della Radioterapia del Manzoni, l'Assessore ha incontrato il Collegio di Direzione dell'ASST di Lecco a cui partecipano tutti i Capi Dipartimento dell'Azienda Socio-Sanitaria Territoriale Lecchese. Nel corso del lungo incontro sono stati esposti, da tutti i presenti, i punti di forza, i programmi ma anche le criticità di ogni singolo Dipartimento e delle Unità Operative a loro afferenti. Gallera ha raccolto le testimonianze di tutti i Direttori rendendosi disponibile per trovare, in tempi e modi rapidi ed efficaci, soluzioni che migliorino ulteriormente le realtà cliniche e sanitarie degli Ospedali aziendali e dei servizi territoriali dell'ASST di Lecco.
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