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Scritto Venerdì 27 settembre 2019 alle 07:48

Lecco: accordo (quasi) bi-partisan sulla convenzione tra Comune e Scuole dell'infanzia paritarie

"Pare che Boris Johnson abbia detto che la Brexit è una passeggiata in confronto alla Convenzione tra il Comune di Lecco e l'Associazione delle scuole dell'infanzia paritarie". Con una battuta il consigliere Dem Luigi Rosci ha aperto ieri sera la riunione della commissione quarta durante la quale l'assessore all'Istruzione Clara Fusi ha presentato il testo della discussa convenzione tra Palazzo Bovara e l'associazione che rappresenta asili nido e materne paritarie della città, che dovrebbe essere approvata dal Consiglio comunale senza particolari problemi e resterà in vigore per tre anni, fino al 31 agosto 2022. "Siamo arrivati alla fine di un percorso che spero abbiate apprezzato essere condiviso - ha detto la delegata della Giunta - È stata una scelta voluta e anche se non è stato un percorso semplice, abbiamo cercato di fare sistema trovando anche un accordo con le scuole paritarie. È una convenzione, un convergere su un'idea, garantendo anche la continuità di un servizio basato su sistema di scuole che consta di cinque scuole statali e 15 paritarie. Un sistema che sta in piedi perché c'è un'associazione che è riconosciuta dalle scuole come ente di unione e razionalizzazione delle risorse, sia in termini economici, sia in termini didattici. I principi che ci hanno guidato nella stesura di questa bozza sono stati la volontà di intraprendere un percorso che ci poeterà a fare evolvere il sistema, sia dal punto di vista della creazione del tavolo territoriale di concertazione per la fascia 0-6, sia dal punto di vista della convivenza di tutte le parti, forti della convinzione che le scuole dell'infanzia sono un presidio territoriale e non bisogna chiuderne neanche una, almeno per adesso".
Come ha precisato il dirigente Massimo Gatti entrando nel merito, alcune parti del nuovo testo ricalcano la convenzione scaduta, altre rappresentano invece una novità. Le risorse per 1.400.000 euro a disposizione dell'Associazione sono state confermate anche per il prossimo triennio, così come l'Associazione ha mantenuto il suo ruolo di rappresentanza delle scuole aderenti nei confronti dell'Amministrazione. Due aspetti questi che erano stati contestati negli scorsi mesi da parte dell'opposizione consigliare (e non solo). Confermata anche la durata triennale della convenzione e il conferimento delle risorse destinate ai plessi all'Associazione, in qualità di "tramite". Tra novità introdotte c'è invece una revisione e una maggiore declinazione delle risorse conferite, che saranno divise in 1.000.000 di euro per l'erogazione ordinaria dei servizi e 400.000 euro destinati alla gestione della disabilità; il 75 per cento di queste risorse saranno poi gestite dall'associazione e assegnate alle singole scuole per garantire il funzionamento dei servizi, sulla base di criteri che verranno concertati con l'Amministrazione comunale anno per anno; una quota del 20 per cento delle risorse sarà destinata direttamente al sostegno delle famiglie residenti per il pagamento delle rette; il cinque per cento servirà infine come sostegno annuale per particolari criticità e per necessità di adeguamento organizzativo. Sarà poi potenziato il ruolo di intervento diretto dell'Amministrazione comunale nell'individuazione di priorità di destinazione e saranno allargati i momenti annuali di confronto tra Associazione da un lato e Comune e uffici tecnici dall'altro. A partire dal secondo anno della nuova convenzione, accogliendo una delle rivendicazioni emerse durante questi mesi di dibattito, saranno ulteriormente diversificate le condizioni di accesso da parte dei bambini non residenti, applicando integralmente le fasce del "Sistema Lecco". Saranno previste anche fasce di maggiorazione rispetto ai bambini non residenti, applicando ad essi una differenza sul contributo più robusta e rapportandola alla fascia di reddito rispettiva. Anche in virtù dei finanziamenti regionali sulla fascia 0-6, è stato ritenuto opportuno riconoscere un finanziamento alla funzione di coordinamento rispetto al tema della disabilità svolta dall'Associazione. Infine la convenzione esplicita che saranno definiti altri momenti programmatori, tramite l'avvio di un percorso per la costruzione di un tavolo di rappresentanza territoriale nel quale il Comune favorirà la creazione di un luogo in cui tutte le agenzie educative per l'infanzia, pubbliche e private, possano collaborare. Sebbene il testo licenziato abbia cercato di tenere in considerazione alcune delle criticità di cui i consiglieri avevano discusso negli scorsi mesi, non tutte le forze presenti a Palazzo Bovara sono state soddisfatte dalla nuova convenzione. Dario Spreafico ha posto immediatamente delle domande molto nette: "Perché questa convenzione avrà una durata di tre anni e non di uno visto che ci saranno le elezioni? Perché siamo in ritardo sull'approvazione della convenzione? - che infatti una volta votata entrerà in vigore in maniera retroattiva dal 1 settembre 2019 - E perché una cifra importante come 1.400.000 euro è stata destinata ancora alle scuole paritarie?". A dimostrazione che il provvedimento non dispiace a una fetta dell'opposizione, a rispondere alle questioni poste dal consigliere di Vivere Lecco è stato il forzista Emilio Minuzzo: "Sono contento che siamo arrivati ad una soluzione definitiva, anche se ci arriviamo con un po' di ritardo. Ritardo dovuto al lavoro e al dibattito svolto in aula in questi mesi. Che la convenzione sia di durata triennale non mi sconvolge, è anzi una scelta lungimirante, visto che è stato fatto un lavoro lungo che potrà dare i suoi frutti nel tempo. Dal lato politico noi siamo fortemente convinti dell'importanza della pluralità in un sistema, ad oggi le scuole pubbliche che siamo qui a difendere con forza, sono poche e non sono piene. La convenzione prevede che arrivino in ultima analisi 75mila euro a scuola, con cui gli istituti devono far fronte a tutte le spese, non è una grossa cifra ma sembra che stiamo dando i miliardi". In linea con questa posizione il dem Andrea Frigerio: "È stato un percorso partito tardi ma partecipato, che ha saputo tenere fede ai nostri obiettivi mediando con le esigenze delle scuole paritarie. È vero il Comune versa una somma importante all'Associazione, ma questi soldi non servono ad altro che per abbattere le rette delle famiglie".
Sono rimaste però critiche alcune frange dell'opposizione. "Quella dei soldi destinati alle scuole dell'infanzia paritarie è l'unica voce di bilancio che non cala nonostante il calo dei bambini" ha sottolineato Alberto Anghileri (Sinistra cambia Lecco). "Le scuole private sono preferite dalle famiglie a quelle pubbliche perché hanno più servizi, come ad esempio l'apertura nel mese di luglio. Ma certi servizi nelle scuole pubbliche mancano perché non ci sono le risorse e il Comune dovrebbe investire di più". Anche il pentastellato Massimo Riva ha posto l'accento sull'aspetto economico della convenzione: "Qual è la sostenibilità a lungo termine di questo sistema? Conosciamo i costi fissi che incidono anche su complessi con pochi alunni e per fare quadrare i numeri o bisogna aumentare le rette o aumentare il contributo comunale: arrivati a quale soglia e in base a che criterio si farà questa scelta? Quando c'è stato da intervenire sulle scuole statali con azioni di razionalizzazione 'dolorose ma doverose' si è proceduto nell'ottica della sostenibilità".
Il voto lunedì in Aula.
M.V.
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