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Scritto Lunedì 15 dicembre 2014 alle 22:17

Lecco: incontro sui dipendenti provinciali, ''a rischio'' in 120

C’è grande preoccupazione tra i dipendenti della Provincia di Lecco per le possibili conseguenze dell’emendamento presentato alla Legge di Stabilità, che prevede il taglio del 50% alle spese del personale delle Province. Nella mattinata di oggi, lunedì 15 dicembre, si è svolto il primo incontro tra rappresentanti sindacali e il presidente dell’ente sovra comunale Flavio Polano.
In “discussione” sul nostro territorio ci sono circa 120 persone, la metà dei 240 attualmente in servizio. Per loro una eventuale ricollocazione presso gli uffici regionali o altri enti locali, come previsto dalla normativa, appare alquanto difficile visto gli esigui spazi a disposizione al netto dei concorsi già espletati e in base alla disponibilità dei posti di lavoro.
“Quello di stamattina è stato il primo incontro con il presidente provinciale, conoscitivo e di confronto su queste tematiche” ha spiegato Francesco Mazzeo, Rsu Cgil dei dipendenti lecchesi. “La situazione economica attuale potrebbe portare tra pochi mesi al dissesto economico, il che si tradurrebbe in un taglio di servizi. Il taglio del 50% delle spese per il personale sul nostro territorio si traduce in un corrispettivo taglio al personale. Si tratta di circa 120 persone che andrebbero in “soprannumero”, cioè sarebbero a disposizione per processi di mobilità. Regioni e enti locali, in base a quanto prescrive l’emendamento, avranno l’obbligo di fare riferimento a loro per il personale da assumere nel 2015 e 2016, ma non di assorbirli in toto. Bensì in base ai posti disponibili e rispettando l’esito dei concorsi già espletati. Ma i posti liberi sono pochi, e chi “avanza” può rinegoziare i contratti con la Provincia, passando ad esempio da un tempo pieno ad uno parziale. Chi non ha trovato una collocazione neppure in questo modo, rimane in “disponibilità” per due anni percependo l’80% dello stipendio tabellare. Se non ci sono posti disponibili dopo 24 mesi, viene licenziato”.
Sembra inoltre essere sfumata, poiché cancellata durante i passaggi normativi, la possibilità del prepensionamento. “Questo avrebbe interessato 25 – 30 persone nel nostro territorio, che ora non potranno sperare di essere accompagnate alla pensione con un sostegno economico” ha spiegato Mazzeo. “La questione interessa 20.000 persone in tutta Italia, al personale delle Province si aggiunge quello di altri uffici come, a Lecco, la Ragioneria generale dello Stato che è stata chiusa per l’accorpamento con Como. Tra i venti dipendenti non tutti sono disponibili al trasferimento, e verranno “dirottati” all’Agenzia delle Entrate”.
Durante le prossime settimane, in base alle decisioni governative in merito, anche in Provincia di Lecco si valuteranno provvedimenti per far fronte al rischio, per 120 dipendenti, di perdere il posto di lavoro.
R.R.
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