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Scritto Sabato 12 ottobre 2019 alle 18:52

Prolungamento della Est: un’occasione da non perdere, o i sindaci si attivano oppure i soldi finiranno per la 3° corsia della SS36

Caro direttore,
ho appreso in questi giorni che è stato resuscitato il progetto per un'alternativa all'attuale 342 Dir (l'ex Statale 36, per intenderci). E ho letto anche la sua vigorosa presa di posizione, che non mi trova d'accordo nei termini e nella sostanza.
In effetti era qualche anno che non se ne sentiva più parlare. Dopo un'overdose di ipotesi, promesse elettorali, confronti e scontri non se ne era fatto più nulla . Ora però, come viene sottolineato da più parti, le Olimpiadi invernali del 2026, hanno riacceso i riflettori, gli interessi e gli appetiti. E infatti se ne sono già sentite di tutte i colori: servirebbe un tunnel più lungo del traforo del Monte Bianco, verrebbe sacrificato l'ultimo lembo di verde rimasto, sarebbe una ferita indelebile per il Parco del Curone e l'area del torrente Molgora (attualmente c'è qualcuno che si preoccupa dello stato del torrente in questione? Se sì, chi?), eccetera, eccetera...
Lei stesso minacci di accogliere eventuali proponenti con una gragnuola di pietre.
E' risaputo che l'Italia è un Paese dove sono tutti allenatori di calcio. Ma non solo, direi anche di architetti, geometri, geologi e ingegneri... Insomma, basta sfiorare un argomento che ti ritrovi assediato da esperti o presunti tali. Forse sarebbe più utile che tutti tenessimo i piedi per terra e lasciassimo ad ognuno il proprio compito. Noi, profani, dovremmo accontentarci di individuare il problema - in questo caso lo viviamo quotidianamente sulla nostra pelle, ma ci aggiungerei anche nei nostri polmoni - lasciando a coloro che hanno le competenze vere, di proporre valide soluzioni.
I fatti ci dicono che tra Usmate e Lomagna ogni mattina c'è una strozzatura che fa da tappo per le auto dirette verso Milano, causando estenuanti incolonnamenti. La stessa cosa accade in senso contrario la sera. A questo aggiungiamo poi che il traffico da Lomagna fino a Lecco è costantemente rallentato, sia per numero di veicoli e mezzi pesanti, ma anche per la presenza maniacale di rotonde e semafori. A questo vanno poi aggiunti gli ostacoli naturali, che poi naturali non sono, visto che si tratta di edifici e strade costruite in posizioni che definirei bizzarre. A questo poi dobbiamo aggiungere l'infinità di supermercati, centri commerciali o pseudo tali, sorti negli ultimi dieci anni lungo l'asse stradale. Chi come me non è di primo pelo, è testimone di un'infinità di interventi urbanistici che hanno inevitabilmente comportato un aumento del traffico. E dell'inevitabile inquinamento atmosferico, di cui deteniamo un non certo invidiabile primato..
Quindi, quello che stiamo sopportando oggi, ce lo siamo per un certo senso andati a cercare. Come non bastasse ho letto che a breve partirà un nuovo piano, detto delle Marasche, proprio a Osnago.
Quest'ultimo Comune, cui certo non si è fatto mancare nulla in fatto di cemento, bisogna ascrivere il merito di essere riuscito almeno in parte, a dividere la viabilità locale da quella di scorrimento, attraverso delle strade parallele alla 342 Dir.
Oltre alla perdita di tempo - è bene ricordare che quest'ultimo è denaro, soprattutto in Brianza - e al problema dello smog, c'è poi la pericolosità di questa strada. Per prima cosa bisognerebbe avere il coraggio di vietare la svolta a sinistra in entrambe le direzioni, evitando il "taglio" della corsia ai veicoli che viaggiano in senso opposto, obbligando gli automobilisti ad utilizzare le rotonde per cambiare carreggiata . Certo, attività commerciali e stazioni di servizio probabilmente non accoglierebbero favorevolmente un divieto in questo... senso. Credo però che sia solo un problema culturale e di pigrizia.
Questa la situazione ben nota a tutti.
Quali le soluzioni? Le ipotesi in passato hanno spaziato in diverse direzioni, compresa quella di prolungare la Tangenziale Est fino a Nibionno, collegandola con la Statale 36, come ben ricorda anche lei direttore nel suo editoriale. Si era anche parlato di costruire la nuova strada nella Valle del Molgora... Ricordo che molti anni fa l'allora assessore Pier Paolo Arlati aveva addirittura proposto una sopraelevata che seguisse l'attuale percorso.
Insomma, come vede la fantasia non è mai mancata...
Tornando ai giorni nostri e all'ipotesi presentata dalla Provincia nei giorni scorsi, credo che meriti una maggior attenzione, da parte di tutti.
Se la Provincia ha convocato i sindaci e illustrato loro un'ipotesi progettuale, lo ha fatto certamente dopo aver ricevuto un impulso preciso della Regione. Il progetto tra l'altro non mi pare neppure tanto campato per aria. Tenuto conto che già in passato era stato individuato un corridoio nei territori dei comuni interessati dall'ipotetico passaggio della nuova strada. Ma non tutti i comuni hanno rispettato il "vincolo", più d'uno non ha saputo resistere alla tentazione di urbanizzare le aree in questione con case e capannoni.
Certo, c'è la questione dei fondi, dei tempi, eccetera eccetera...
Anche lei come me direttore, non può non ricordare i lavori per il raddoppio ferroviario della linea Carnate-Lecco. Ricorda? Se ne era parlato per lungo tempo, ma poi alla fine in pochi anni venne realizzato. Ricorderà anche che il tracciato della nuova linea aveva comportato la realizzazione di una lunga galleria nella montagna di Airuno, scavata nella roccia viva, per non parlare delle altre gallerie tra Merate, Olgiate e Beverate. L'intervento rese necessaria anche la realizzazione di un nuovo ponte sull'Adda. Già, anche allora sembrava un'impresa impossibile.
Sempre come me, caro direttore, non può non ricordare il prolungamento della Tangenziale Est dal casello di Agrate fino a Usmate, con tanto di tunnel che attraversa nel sottosuolo Vimercate.
Come vede abbiamo esempi incoraggianti...
Tornando invece al mancato prolungamento della Tangenziale Est da Usmate fino a Lecco, è evidente che così com'è oggi è un'opera incompiuta. Quindi ben vengano ipotesi che possano in qualche modo sciogliere il nodo.
Del resto le Olimpiadi invernali del 2026 rappresentano una grande opportunità per tutta la Regione, ma soprattutto rappresentano l'occasione per dotare i territori interessati, di strutture adeguate. In quel di Sondrio sono già partiti di gran carriera con convegni, studi e richieste. Lo stesso dicasi per Como... Mentre invece per quanto ci riguarda, sembra che nessuno si sia accorto che da Milano e non per andare in Valtellina si passa da Merate e Lecco. L'alternativa, di fronte alle dichiarazioni dei "depressi" sindaci del Meratese, che ho avuto modo di leggere in questi giorni, c'è il rischio che la Regione finisca con il privilegiare la costruzione della terza corsia sulla Statale 36 da Monza a Lecco. Sarebbe un bello smacco per il nostro territorio. Suggerirei quindi ai sindaci di uscire dal loro torpore e cogliere con entusiasmo la proposta. Solo così potremo sapere se questa è la volta buona per il Meratese... per uscire dal tunnel.

PS: Il Sottosegretario regionale con delega ai grandi eventi sportivi Antonio Rossi, che sta di casa a Lecco ha già avuto modo di dichiarare che: "Lecco crocevia dei Giochi olimpici: dovremo catturare i turisti. Tra Milano e la Valtellina, le nostre piste saranno le più vicine alla metropoli. L'occasione servirà a migliorare viabilità e ferrovia".

E tra Milano e la Valtellina... c'è di mezzo il Meratese.
Matrix
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