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Scritto Sabato 12 ottobre 2019 alle 21:54

Cari Matrix e Conrater: i sindaci vadano in Regione ma a reclamare investimenti su una ferrovia degna di un paese civile

Caro Matrix, caro Conrater,
so di darvi un dispiacere ma se la Regione preferisse costruire la terza corsia lungo la statale 36, che diventerebbe così l'autostrada tra Milano e la Valtellina, ne sarei felice. Vedete, la legge fondamentale del traffico non sbaglia ed è implacabile: più strade fai e più aumentano le auto in circolazione e i chilometri percorsi. Farle sottoterra non rovina il paesaggio - e del resto da noi non ci sarebbe spazio - ma non è che l'inquinamento sia inferiore.

Il problema centrale, a mio parere, è che siamo ancora qui a investire su strade quando abbiamo un sistema ferroviario al tracollo, pur col doppio binario (che però non ha un incrocio da Usmate a Calolzio). Che senso ha allungare una strada che piomberebbe comunque in una zona abitata vomitando addosso migliaia di automezzi leggeri e pesanti quando con molta meno spesa si potrebbe trasformare la linea Milano-Monza-Lecco-Sondrio in una metropolitana di superficie. La regione sbandiera l'investimento di 1,6 miliardi per 176 nuovi treni. Usi anche i 2 o 3 miliardi del prolungamento della Est per raddoppiare il numero di nuovi convogli e aiutare i comuni a realizzare ampi parcheggi custoditi (almeno da un efficiente videosorveglianza).

E poi il problema della circolazione non riguarda solo l'asse Milano-Valtellina. E la Milano-Bergamo-Brescia via Carnate? Prima di subire di nuovo il disastro economico provocato dalla chiusura del San Michele non sarebbe il caso di costruire un nuovo ponte accanto?

E più nello spicciolo, un paio di sottopassi alla Sernovella e a Ronco, fattibili in un anno, non rappresenterebbero un bel respiro per migliaia di automobilisti che vi transitano ogni giorno?

Peraltro, siamo concreti e raziocinanti: con i tempi italici 16 chilometri in sotterranea non saranno pronti prima del 2050, ben 24 anni dopo le olimpiadi. Non ci credete cari amici?

Vediamo i precedenti: 1) l'attraversamento di Lecco fu progettato nel 1966 e inaugurato nel 1999; 2) Il by pass interrato della Lecco-Bergamo, tra Rivabella e Calolzio di 2,4 chilometri ha visto la posa della prima pietra nel 2012. E siamo ancora lì ad aspettare i soldi dell'Anas. 3) La variante di Cisano, di cui si parla da 30 anni, è stata progettata nel 2006 al costo di 25 milioni. E siamo ancora lì. Nel frattempo il costo è lievitato a 45 milioni.

E poi i soldi chi ce li mette? Non la provincia che non riesce neppure a asfaltare le sue strade; la Regione? Dubitiamo molto, impegnata com'è a sostenere la sanità pubblica prossima al collasso (a meno che non sia questo un obiettivo....!); lo Stato? Impossibile per ragioni evidenti a chiunque. Tre miliardi sono poco meno del 10% di quanto il MEF sta rastrellando per sterilizzare l'aumento Iva. Pensate che dirottino una cifra simile per la Usmate-Olginate?

Per concludere, la mia personale opinione e che sia opportuno mettere da parte i progetti faraonici. Quelli hanno come scopo di far parlare in un numero infinito di convegni tanti relatori, spesso ben retribuiti. Ma mentre si parla del nulla sotto vuoto spinto i soldi vanno altrove. In progetti meno irrealizzabili e, soprattutto, meno costosi.

I sindaci raccolgano il vostro invito di andare in Regione: ma per reclamare un trasporto ferroviario degno di una delle zone più produttive di un Paese civile. E' il solo modo per alleggerire il traffico distruttivo di nervi e territorio. E ridare aria a un ambiente già fin troppo inquinato.

Claudio Brambilla
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