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Scritto Mercoledì 16 ottobre 2019 alle 21:56

Lecco: al via il Festival della Meccanica, imprenditori a confronto sul tema della sostenibilità

Ha preso il via nella serata di oggi, mercoledì 16 ottobre, nella sede della Camera di Commercio, la seconda edizione del “Festival della Meccanica”, organizzato dall’omonima associazione con l’intento di promuovere momenti di incontro fra il mondo istituzionale, imprenditoriale e politico, sensibilizzando il tessuto sociale di Lecco e della Brianza verso una migliore conoscenza di ciò che il Distretto Metalmeccanico esprime e che talvolta non riesce a raggiungere il grande pubblico. “Sostenibile come l’acqua”: questo il fil rouge scelto per unire i numerosi eventi del Festival, che proseguirà fino a sabato 19 in diversi luoghi della città.



“Noi crediamo molto in questo tema, in un concetto di sostenibilità e benessere collettivo che può e deve essere costruito in impresa, con voglia di crescere e di lavorare insieme, per il futuro dei nostri giovani” ha esordito il presidente di Confindustria Lecco-Sondrio Lorenzo Riva, che nel suo saluto iniziale – richiamandosi al tema del Festival – ha sottolineato anche il valore rivestito dall’acqua per numerose aziende del nostro territorio, sorte proprio lungo il corso di fiumi e torrenti.


Il presidente di Confindustria Lecco-Sondrio Lorenzo Riva

Quello della sostenibilità, del resto, è un argomento con cui ormai l’industria deve necessariamente convivere, come ha rimarcato anche la presidente dell’Associazione Festival della Meccanica Laura Colombi: l’evento inaugurato questa sera, però, non si presenta soltanto come un momento di incontro fra territorio e imprese, ma anche come una preziosa opportunità per il mondo dell’industria per “raccontarsi alla gente, mettersi un po’ in vetrina e farsi finalmente notare come un luogo in cui è davvero possibile svolgere un lavoro nobile, non più faticoso e alienante, ma anzi fonte di vera affermazione umana e professionale”.


Laura Colombi

Lo ha sottolineato, nel fare gli onori di casa, il presidente della Camera di Commercio Como-Lecco Marco Galimberti che – numeri alla mano – ha parlato dell’industria locale come di “un settore sempre vitale, che genera benessere diffuso e crea un forte senso di appartenenza, ma allo stesso tempo di apertura al mondo, come dimostra la forte incidenza dell’export”. “Siamo un territorio votato al fare, più che al dire, ma è giusto che ogni tanto anche l’industria possa raccontarsi, per costruire una memoria collettiva, scambiare saperi e conoscenze, ma soprattutto pensare al futuro coinvolgendo i nostri giovani” ha aggiunto il vice sindaco di Lecco Francesca Bonacina, alla quale si è unito per i saluti anche il presidente di API Luigi Sabadini.


Marco Galimberti e Francesca Bonacina


Il presidente di API Luigi Sabadini

Il Festival è poi entrato nel vivo con la prima tavola rotonda in programma, che ha visto sul palco dell’Auditorium quattro imprenditori – Vittorio Campione (filiale italiana di SQS), Marco Contu (Ghelfi Ondulati), Vincenzo Colombo (Torneria Automatica Alfredo Colombo) e Francesco Ripamonti (Galvanica Ripamonti) – nonché Laura Nicolini, dell’associazione “Liberi dalla plastica”. Al centro del dibattito, neanche a dirlo, il tema cardine della kermesse, e dunque la sostenibilità ambientale, letta dal punto di vista di aziende spesso additate dall’immaginario popolare come “brutte, sporche e cattive”: uno stereotipo chiaramente da rivedere, se a parlare sono le esperienze – ormai decennali – di realtà come quelle presenti in sala che hanno dimostrato di credere “in un investimento a lungo termine, tuttora non compreso da molti, per l’ambiente e la salute collettiva”, nato come una “rivoluzione culturale” e concretizzatosi in nuovi metodi produttivi e, ancor più nello specifico, in certificazioni di qualità (ISO 9001, ISO 14001 e simili).



“Può sembrare un’utopia, ma una produzione ad alto impatto come la nostra riesce ad utilizzare 10 metri cubi di acqua al giorno – di cui 8 rimessi in una successiva lavorazione, con il solo scarto del fango solido – contro i 5 metri cubi consumati ogni ora da un’azienda “normale”: i costi sono superiori alla media del 10%, ma il nostro è stato un lavoro innanzitutto culturale, partito almeno vent’anni fa in tempi non sospetti” ha raccontato Francesco Ripamonti, portando l’esperienza della sua Galvanica.
A sconfessare lo stereotipo è stato anche Vincenzo Colombo della Torneria Automatica con sede a Verderio, che può vantare “un ambiente di lavoro al di sopra degli standard, con impianti di ricircolo continuo dell’aria e di recupero dell’acqua, ma anche con un sistema in grado di ridurre le emissioni di fumi a un decimo del limite imposto per legge dalla Regione”.
Eccellenza o normalità, nel settore? “L’industria ha certamente fatto molti passi in avanti in questo senso, ma casi di questo tipo non si trovano ovunque, e sono persino più rari in grandi multinazionali piuttosto che in aziende familiari” ha commentato Marco Contu della Ghelfi Ondulati di Buglio al Monte, in Valtellina, che a sua volta ha fatto notare come le scelte in direzione della sostenibilità non siano sempre le più vantaggiose, ma testimonino “l’impegno dell’impresa che le compie per realizzare un beneficio concreto a favore dell’ambiente e della realtà esterna alle sue quattro mura”.


Francesco Ripamonti, Vincenzo Colombo, Marco Contu

“Un insieme di azioni di questo tipo, più che una singola certificazione, può davvero fare la differenza” ha asserito invece Vittorio Campione. “Non si parla di ecologia, ma di sostenibilità: un’azienda a cui può essere accostato quest’ultimo termine è infatti quella che riesce a “restare in piedi” e a creare profitto mantenendo allo stesso tempo una costante attenzione all’ambiente – interno ed esterno – in tutto il suo ciclo produttivo. Se sentono di avere a disposizione gli strumenti giusti, le persone rispondono a queste sollecitazioni: lo fanno i singoli cittadini – e basti pensare al successo riscosso dalle “casette dell’acqua” anche qui a Lecco – ma anche le aziende, che tutto sommato stanno crescendo in questo senso”.


Vittorio Campione e Laura Nicolini

Una crescita riconosciuta nel suo intervento anche da Laura Nicolini dell’associazione “Liberi dalla plastica”: “L’ambizione non può e non deve essere quella di ripulire tutti gli oceani: ciò che conta è iniziare ad agire, con piccoli gesti che devono anche essere comunicati e raccontati, se portano con sé azioni concrete e investimenti a favore della sostenibilità. Dobbiamo partire, ancora una volta, dai nostri giovani, ma anche dalle stesse aziende, che troppo spesso – forse per riservatezza – tengono per sé molte attività meritevoli”.
Come accennato, le iniziative e gli incontri previsti nell’ambito del Festival della Meccanica – tutti a ingresso libero – proseguiranno in città fino a sabato 19: per il programma completo CLICCA QUI.
B.P.
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