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Scritto Venerdì 18 ottobre 2019 alle 18:53

Provincia: la Lega ''lascia'' Usuelli che si fa bastare i 5 Dem. Senza figure politiche di peso il Carroccio vince solo nell’urna

I due consiglieri provinciali della Lega – solo due perchè il terzo l'ha perso per strada al momento del rinnovo dell'assise in favore del centrodestra, complice l'ormai celeberrimo voto fratricida espresso appositamente per lasciar fuori Cinzia Bettega – abbandonano la maggioranza a Villa Locatelli. E quindi?

I consiglieri provinciali Elena Zambetti e Stefano Simonetti

La fuoriuscita della componente verde nulla sposta negli equilibri interni all'assemblea, rafforzando, semmai, la posizione di un PD al momento “schiacciato” - per utilizzare lo stesso termine scelto da Bruno Crippa 8 giorni fa – dagli azzurri di Libertà e Autonomia. Se ieri Claudio Usuelli era nelle condizioni di ritirare le deleghe al sindaco di Missaglia - reo di aver votato Francesca Rota quale presidente del Parco Adda pur essendo stato inviato a Villa Gina con il mandato di astenersi e di aver fatto deliberatamente  venir meno al candidato consigliere Roberto Bonfanti l'appoggio della Provincia preferendo al briviese lanciato dal centrodestra, in barba al criterio territoriali e agli accordi presi, un “dem” di Solza – quest'oggi, dopo la scelta (già telefonata) del Carroccio, forse forse per salvare la propria poltrona, all'avvocato di Nibionno conviene tenersi stretti i cinque piddini, alleati di certo poco convinti ma con i quali si sta lavorando.
E a ben vedere, poi, se davvero Stefano Simonetti nulla sapeva, come ha lasciato intendere presentando un question time all'ultima seduta di consiglio, del lavoro intrapreso per il rilancio del prolungamento della tangenziale est e Elena Zambetti ha dovuto sentire una dipendente del CFPA per essere ragguagliata sulla situazione a Casargo, forse forse i due leghisti dalla maggioranza erano già esclusi senza essersene resi conto.

Stefano Parolari, commissario della Lega

Ma uscendo dal piccolo mondo di Villa Locatelli – le cui beghe non fanno certo presa sul cittadino lecchese comune che manco è più coinvolto nell'elezione di Presidente e consiglieri – il vero problema della Lega nostrana parrebbe essere ben un altro. Tra Parco Adda, Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino e Retesalute ha perso tre partite su tre. E non è mica sempre colpa di Bruno Crippa. Anche perchè dove non arriva la mera matematica, magari tornerebbe utile una strategia.
Se a livello nazionale il centrosinistra, pur tornato al Governo, fatica a ritrovare una sua anima tra correnti e partitini, a livello locale marcia compatto e militarmente strutturato, avendo anche buoni nomi tra i “riservisti” da spendere nel momento in cui scatta la corsa ad una posizione, più o meno, di comando. Ed ecco dunque spuntare Francesca Rota (già sindaco di Garlate, consigliere regionale e assessore della prima Giunta Brivio), l'irriducibile Carlo Greppi (che impossibilitato a ricandidarsi a borgomastro di Vercurago per limite di legge non è indietreggiato) e l'avvocato Alessandra Colombo (tra le altre cose, moglie di un Gino Sala non a caso).

Dante De Capitani, sindaco di Pescate

“Il territorio vota il centrodestra ma che comanda é il centrosinistra, molto più efficace e organizzato. Colpa nostra”. L'autocritica del sindaco pescatese Dante De Capitani, l'indomani della nomina del vertice della CM, da condividere tra leghisti (con il movimento nel lecchese da sempre spaccato tra le sue stesse file), forzisti e simili, riusciti a vincere, anche nei Comuni, se compatti. Merate e Oggiono del resto insegnano. Massimo Panzeri (seppur dando l'impressione dell'uomo solo al comando) governa. Ferdinando Pucci Ceresa e Lamberto Lietti siedono in opposizione. L'unione fa la forza, non solo per modo di dire. E a Lecco si vota tra qualche mese. Senza segretario ma con un commissario provinciale, Stefano Parolari, in carica, tra l'altro, ormai ad illo tempore...
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A.M.
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