Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 83.244.025
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Sabato 19 ottobre 2019 alle 23:08

Orgoglio italiano: anche dal Lecchese in tanti a Roma. 'Insieme si vince'

È stato il padrone di casa, per un giorno, in piazza San Giovanni a Roma Matteo Salvini per la manifestazione "Orgoglio italiano" che ha riunito la Lega con Forza Italia e Fratelli d'Italia. Dopo le polemiche della vigilia sulle bandiere e simboli di partito sul palco, sulla presenza di Casapound e dopo i cori contro Gad Lerner nel primo pomeriggio, davanti alla folla hanno sfilato i sindaci leghisti, i governatori di riferimento e infine i big. Ad ascoltarli anche molti esponenti della lega della provincia di Lecco. È stato proprio Salvini a chiamare sul palco Silvio Berlusconi, definito un "amico". Ed è proprio il leader di Forza Italia che ha invocato ripetutamente la necessità di correre uniti, un pensiero che va ribadendo da tempo ma che fino ad ora non aveva ricevuto riscontri positivi.

"L'italia vuole essere governata da noi e qui oggi vogliamo rappresentare l'Italia che produce e che si impegna. Se saremo tutti insieme, uniti, potremo cambiare l'Italia tutta: Nord, Centro e Sud". Berlusconi ha riproposto lo schema di bipolarismo, destra contro sinistra. È tornato sui suoi cavalli di battaglia: primo su tutti la magistratura, definita la "quinta sinistra". Poi i confini di un'eventuale alleanza su scala nazionale: "Diciamo no all'immigrazione incontrollata, alla burocrazia soffocante e al giustizialismo fuori controllo. Dobbiamo mandare a casa un governo non eletto dagli italiani, che è pericoloso e che mette in difficoltà gli italiani". Quindi ancora la richiesta di unità sul fronte del centro-destra: "L'italia non vuole essere governata dai comunisti da salotto - cioè il PD - o da strada, che sarebbero i Cinque stelle. Per vincere siamo tutti indispensabili, continuatori della tradizione liberale, cristiana e garantista della società occidentale. Ricominciamo un cammino verso la libertà. Viva il nostro popolo, viva la nazionale azzurra della libertà".

Ingrugnita si è presa il palco Giorgia Meloni, che si è subito scagliata contro il "governo della poltrona". Come Berlusconi ha gridato al voto perché "la sovranità appartiene al popolo e il popolo intende esercitarla". Poi lo sfogo contro il Movimento 5 Stelle, che anziché aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, ora si trova "stipato nelle auto blu come sardine sottovuoto in salamoia. Di giallo nel nuovo governo c'è solo il mastice per rimanere incollati alla poltrona". Il capo di FdI ha ripetuto - dopo il congresso di Verona - l'espressione "Dio, patria, famiglia" e si è espressa contro lo Ius culturae: "La cittadinanza italiana non si regala. Da noi funziona così: non è un diritto, è un premio per chi rispetta le nostre leggi e la nostra identità. Ci batteremo contro l'islamizzazione dell'Europa". Ha citato il caso di Bibbiano e ha colpito contro il reddito di cittadinanza che andrebbe a nomadi, abusivi e brigatisti. Solo in chiusura ha proposto l'unità del centro-destra tanto inseguita da Berlusconi. Ha concluso: "Serve un progetto chiaro, coeso e forte. Dobbiamo impegnarci insieme, formalmente, a dire "mai al PD, mai ai 5 Stelle. Senza egoismi, il nostro cammino sarà inarrestabile. Fratelli d'Italia c'è". Ha estratto quindi un cartello per il "patto anti-inciucio" dicendosi pronta a firmarlo per prima.

Per ultimo, il Capitano, accolto dal Nessun Dorma di Puccini, che ormai sostituisce il Va' pensiero colonna sonora della Lega di Bossi. In ordine sparso Matteo Salvini ha citato Oriana Fallaci, Luigi Einaudi e don Gnocchi. Ha evitato invece di parlare della coalizione con Berlusconi e Meloni. Unico accenno, pur rimarcando il distinguo: "Oggi avete visto sul palco il buon governo della lega e del centro-destra". Per il leader leghista la vera distinzione proposta non è quella di destra e sinistra, ma del "popolo contro le élite chiuse alla Leopolda o al palazzo di Rousseau". Quindi l'invocazione: "Vi chiedo di darci una mano per mandare a casa Raggi e Zingaretti". Poi bambini, disabili, Bibbiano, pedofili, stupratori, porti chiusi e autonomia. Tanti i temi messi insieme nel suo discorso alla folla. "Questa non è una piazza di estremisti, ma di italiani orgogliosi di essere italiani". Abbozzato il riferimento alla politica estera: "È una follia pensare che la Turchia possa entrare in Europa, preferisco ragionare con la Russia e con Israele. Noi vogliamo essere amici di tutti, ma schiavi di nessuno. Questa è la differenza con la sinistra". A discorso finito, ha unito per la foto di rito Berlusconi e Meloni e, tornando al microfono, ha affermato: "Insieme si vince".

Partiti in bus nel cuore della notte o più comodamente in treno di buon mattino, i leghisti lecchesi hanno sostenuto convintamente il loro leader. "Oggi una piazza San Giovanni a Roma stracolma di un Popolo che chiede di voltare pagina. La piazza dell'orgoglio italiano! Una piazza che chiede libertà, legalità, giustizia. Applausi a esercito e forze dell'ordine con una certezza: con la Lega più poteri a chi ci deve difendere, stufi che la parola di chi stupra e ammazza valga di più di quella dei poliziotti che vengono messi in carcere per aver maltrattato delinquenti e stupratori!" dichiara l'ex segretario provinciale Flavio Nogara, nella Capitale con i parlamentari eletti sul territorio - Antonella Faggi e Paolo Arrigoni in primis - nonché con il commissario Stefano Parolari, gli altri big del movimento da Antonello Formenti a Silvano Stefanoni e tanti militanti del lecchese, del meratese e del casatese.

"Tantissimi i proclami che dettano la linea del prossimo Governo che sarà certamente di centrodestra con a capo Matteo Salvini, perché il Popolo anche oggi ha dimostrato da che parte sta: prima gli italiani in difficoltà poi il resto del mondo, ridare potere alle forze dell'ordine che non possono intervenire contro gli aggressori, potere al popolo, fuori la politica da scuole e chiesa, chi predica affermando che chi vota Lega non è Cristiano lavori per impedire le partenze, perché meno partenze vuol dire meno morti!".

E ancora, riprendendo il discorso del Capitano: "Chiarezza su Bibbiano e giu le mani dai bambini che devono essere restituiti alla mamma e al papà, fermare la Legge Boldrini che da la cittadinanza automatica a tutti gli immigrati, che usano i bambini come scudi umani, ma la cittadinanza non la si regala, non è un diritto ma un premio. Chi vuole l'ingresso indiscriminato degli immigrati non lo vuole perché sono più buoni, ma per poter avere manodopera a più basso costo. Difenderemo - aggiunge Nogara - la nostra identità e la nostra cultura. No ad un Governo che tassa le merendine e legalizza la droga. No al metodo staliniano del controllo del contante. No a chi cancella l'educazione civica nelle scuole. No a chi vuole togliere il voto agli anziani e ha cancellato il ministero della disabilità! No all'Italia campo profughi d'Europa. Ci batteremo contro islamizzazione dell'Europa e diciamo No alla Turchia in Europa dove si sposano le bambine e ci sono i tribunali islamici. Tante anche le garanzie, una tra tutte la garanzia di un'opposizione senza limite a governo rosso giallo nato per impedire di votare, nella pericolosa strategia che o voti la sinistra o non puoi votare, e per fortuna si chiamano democratici, almeno cambino il nome del partito... Una grande e unanime certezza: vogliamo andare a votare! Orgogliosi della nostra democrazia perché la sovranità appartiene al Popolo! Potranno scappare dal voto per qualche mese ma non per sempre e partiremo dalle regionali vincendo ovunque, e con cuore, fede, anima e cervello riprenderemo per mano questo stupendo Paese. Cambieremo la storia ed avremo un'Italia più sicura e pulita rientrando dalla porta principale attraverso il voto!".

A guidare invece la delegazione lecchese di FdI c'era invece l'ex consigliere comunale Giacomo Zamperini: "Giorgia Meloni, assieme a Matteo Salvini, sono il futuro dei patrioti italiani. Al di là delle chiacchere, il nostro popolo è unito e, sono sicuro, anche a Lecco sapremo trovare una sintesi sul programma per prendere il governo della città e ridare dignità alla nostra grande Lecco. A breve i nostri due europarlamentari Carlo Fidanza e Pietro Fiocchi, saranno presentati sul territorio per portare avanti le nostre proposte politiche, a partire dalla totale contrarietà allo ius soli e all'aumento delle tasse previsto dalla nuova manovra finanziaria dei rossogialli".

Presenti anche il senatore Paolo Arrigoni e l'ex consigliere a Merate Vito Bresciani

© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco