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Scritto Mercoledì 23 ottobre 2019 alle 08:46

In viaggio a tempo indeterminato/99: missione sushi compiuta!

Come si fa a sposare una persona che non mangia il sushi? Non lo so, ma a me è successo e quando me ne sono accorta era troppo tardi.
Sì perché Paolo ha sempre odiato il sushi.
Quando eravamo in Italia non voleva mai mangiarlo, forse perché l'unica volta che lo aveva provato era rimasto disgustato da un "All you can it" dove tutto era gommoso e insapore.
Io, invece, il sushi l'ho sempre adorato.
La mia missione, in queste giornate giapponesi, è stata quindi provare a convincere Paolo che il sushi, quello buono, non è poi tanto male.
Una vera mission impossible se si tiene conto che l'unico pesce che Paolo mangia è quello fritto o al massimo il polipo con le patate che fa sua nonna e che si scioglie in bocca... Mi viene l'acquolina solo a pensarci!
Comunque tornando al sushi, il mio piano è iniziato molto molto tempo fa e il primo passo è stato convincerlo proprio a venire in Giappone.
Sì, da fuori può sembrare solo un'altra tappa del nostro lungo viaggio a tempo indeterminato. In realtà faceva tutto parte del mio malefico piano di far mangiare il sushi a mio marito!
Quale miglior modo se non portarlo in Giappone, il Paese del sushi?

VIDEO

https://youtu.be/IO5nZ79aMoo

Il primo avvicinamento con il sushi è avvenuto un po' per caso, quando Guenda una ragazza italiana che vive a Osaka, ci ha invitato in un ristorante molto tradizionale.
E ci è bastato aprire le porte in legno scorrevoli per capire che sarebbe stata una serata unica.
Dietro il bancone di legno un anziano signore sull'ottantina con un solo dente ma un sorriso dolcissimo.
Ci sediamo ed inizia a parlarci in giapponese, come se ci conoscesse da sempre. Poi appoggia i primi due pezzi di sushi sul banco. Guardo Paolo che sorride ma che allo stesso tempo ha uno sguardo perplesso. Con le bacchette prende il primo pezzo di sushi di tonno, lo immerge nella salsa di soia, un pochino di wasabi (una salsina verde piccante) e via, tutto in un boccone.
Lo osservo attentamente per capire la sua reazione.
"Mmmm che buono!!"
Il sushi di "Mr Dentino" sembra aver fatto il miracolo.
"Ti piace???" gli chiedo perplessa.
"Sì, è buonissimo. Si scioglie in bocca."
Non credo alle mie orecchie. E' bastato un solo pezzetto di vero sushi giapponese per fargli cambiare idea?
"Quindi mangerai ancora sushi?"
"Certo! Ma solo se me lo prepara Mr Dentino!"
Bene ma non benissimo, diciamo.

Il primo tentativo sembrava essere andato alla grande.
Dovevo però capire se era stato solo un colpo di fulmine di quelli estivi che come arrivano finiscono, oppure se poteva diventare un amore a lungo termine.
Così ho provato a convincerlo ad assaggiare altri sushi che non fossero quello di Mr Dentino che purtroppo non è itinerante e se ne sta solo nel suo ristorante minuscolo a Osaka.
Per convincerlo ho puntato tutto sul prezzo.
Un ristorante di quelli con il bancone che si muove e i pezzi di sushi che girano su un rullo. Ogni piattino con due pezzetti di sushi a solo 100 yen (0,80€) non potevo non convicerlo a provare.
Così una sera di pioggia, prima che arrivasse il tifone, ci siamo infilati in uno di questi ristoranti sempre pieni e tanto diffusi in tutto il Giappone.
E all'inizio ci siamo divertiti un sacco con lo schermino in giapponese per ordinare, il tè verde gratis e tutto quel wasabi da cui ormai siamo dipendenti.
Poi però è arrivato il primo piattino di sushi.
L'aspetto poteva anche essere ok, anche se forse quel pesce era un po' pallidino per essere salmone.
Paolo assaggia. Salsa di soia, wasabi, un sol boccone.
Trattengo il fiato...
"Mmm non sa di niente. No, non mi piace"
Tentativo numero due miseramente fallito.
Ma non mi arrendo e così penso a un modo diverso per fargli assaggiare di nuovo il sushi.
E l'occasione arriva inaspettata tra i banchi del supermercato.
In Giappone tutti i supermercati dopo le 19 fanno sconti su gran parte dei piatti pronti preparati durante la giornata.
Si possono trovare "lunch box" con riso, pollo e verdure scontati del 50%, oppure tempura (pesce e verdure fritte) a meno di un euro e anche dolci preparati la mattina che hanno scadenza il giorno seguente a prezzi bassissimi.
Così tra tutte quelle offerte prese d'assalto da giapponesi di ogni età, abbiamo trovato anche il sushi.
Una scatola con 8 pezzi di sushi a 250 Yen (2€) e l'aspetto non sembrava niente male.
"Lo proviamo? Costa pochissimo e a questo prezzo non lo troveremo mai più!"
Fare leva sul basso costo in genere funziona, ormai l'ho capito. E infatti...
"Ok! Sei fortunata perché ho fame! Proviamolo!"
E così, seduti per terra al tavolino dell'ostello in cui lavoriamo, che è una casa tradizionale giapponese, ecco che arriva il momento dell'assaggio del sushi del supermercato.


Nella scatola ci sono anche la salsa di soia, il wasabi e lo zenzero. I pezzi sembrano molto più grandi di quelli del ristorante con il rullo e non ci sono strani odori.
Paolo assaggia per primo.
Boccone enorme e via.
"Come è?"
Chiedo speranzosa.
"Meglio del "rullo restaurant" ma sa comunque di poco."
"Però te lo stai mangiando tutto!"
" Per quello che costa è delizioso. E poi te l'ho detto che avevo fame!"
Terzo tentativo diciamo riuscito al 50%.
Resta un'ultima chance prima di lasciare Kyoto e così ci riprovo questa volta con un aperitivo in un tradizionale sushi bar.
Si tratta di un locale in cui non ci si siede ma si mangia e si beve in piedi appoggiandosi a dei piccoli tavolini alti.
Entriamo e c'è il tipico odore di pub che si mischia a quello di fumo perché in Giappone non si può fumare all'aperto ma dentro i locali sì... folle!
Ci avviciniamo a un tavolo e in pochi istanti ecco che arriva la cameriera. Ordiniamo due pezzi di sushi di salmone e due di tonno e ci aggiungiamo qualche tempura di verdure come melanzane, cipolle e zucca.
E' venerdì sera e il locale è pieno.
C'è chi sorseggia una birra, chi beve sake, chi mangia un sashimi che sembra delizioso.
Pochi minuti ed ecco arrivare la nostra ordinazione.
Il sushi ha un aspetto davvero bello. Niente a che vedere con quello del ristorante con il rullo o quello del supermercato.
E' il momento dell'assaggio.
Salsa di soia, wasabi e via un sol boccone.
"Mmmmmm" e sorride.
"Come è?"
Chiedo speranzosa.
"Buonissimo sembra quello di Mr Dentino!"
"Davvero?!?"
Assaggio anche io e si scioglie davvero in bocca... che meraviglia.

Beh, alla fine non so se sono riuscita nella mia missione di convincere Paolo che il sushi non è poi così male.
Dovrò tenermi questo marito che non ama il sushi.
in compenso però, con la scusa di cercare di fargli cambiare idea mi sono potuta mangiare un sacco di sushi che adoro... quindi alla fine MISSIONE COMPIUTA!
E poi, poteva anche andarmi peggio, tipo sposare uno che non mangia la pizza!

Le nostre avventure continuano ogni giorno sulla pagina Facebook- Beyond The Trip , su Instagram e ogni settimana qui su LeccoOnline

Angela (e Paolo)
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