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Scritto Venerdì 25 ottobre 2019 alle 18:28

Metalmeccanico in sciopero: nel Lecchese torna la crisi e mancano gli ammortizzatori

Maurizio Oreggia
Lo sciopero generale dei metalmeccanici previsto per il prossimo 31 ottobre coinvolgerà senza dubbi anche il Lecchese, dove il settore è parecchio presente e non esente dalle difficoltà che sta attraversando ovunque. Gli esempi delle crisi – seppur a livelli evidentemente diversi - della Maggi Catene di Olginate alla Husqvarna di Valmadrera passando dalla Fomas di Osnago sono la riprova che l’economia trainante del nostro territorio qualche ostacolo sul suo percorso di crescita lo sta trovando eccome. E secondo il segretario della Fiom Cgil di Lecco, Maurizio Oreggia, alla base del problema ci sono fattori che hanno ben poco a che vedere con il territorio Lecchese e molto più con quanto accade a livello globale. Fattori chiamati dazi americani e rallentamento dell’economia tedesca, secondo Oreggia. Il motivo per cui i metalmeccanici incroceranno le braccia per due ore, aderendo alle assemblee sindacali che si svolgeranno direttamente sui posti di lavoro, ha invece a che fare con quanto i sindacati vorrebbero ottenere per questo settore, in buona sostanza degli ammortizzatori sociali più semplici da ottenere e investimenti più massicci in termini di sicurezza nelle aziende. ''E’ evidente che in questo periodo anche un’azienda che ha registrato buoni andamenti negli ultimi mesi, dall’oggi al domani può avere un calo significativo del lavoro'' ha spiegato il segretario Oreggia. ''Le dinamiche internazionali come i dazi tra Cina e USA e il rallentamento dell’economia tedesca, con cui il nostro territorio è particolarmente connessa, influiscono eccome anche nel Lecchese. Ed è per questo che servono degli ammortizzatori sociali a cui le aziende possano accedere più facilmente. Oggi ci troviamo di fronte a strumenti fortemente ridimensionati e addirittura complessi da usare, in molti casi alle aziende che passano un breve periodo di difficoltà non viene autorizzata la cassa integrazione ordinaria. I nostri casi emblematici sono la Maggi e l’Husqvarna. In entrambi i casi non è stato semplice utilizzare gli ammortizzatori''. Accanto al tema degli strumenti per tutelare i lavoratori di aziende in crisi, giovedì 31 dicembre i sindacati chiederanno anche più sicurezza negli stabilimenti. ''Sono necessari investimenti perché purtroppo stiamo assistendo a troppi infortuni – ha concluso Oreggia – L’ultimo episodio è quello della Carlo Salvi di Garlate. Vogliamo che non accada più nulla di simile''.
A.S.
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