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Scritto Giovedì 31 ottobre 2019 alle 14:07

Operazione Striscia 2018: in manette due pusher, nei boschi tra Civate e Bosisio documentate 8.500 cessioni in otto mesi

Ancora arresti per spaccio nel lecchese. Al termine dell'Operazione Striscia 2018, iniziata dopo l'incursione di un inviato del celebre tg satirico di Canale 5 nell'area boschiva sovrastante la stazione di Civate, per documentare la presenza di un vero e proprio “bazar” della droga, gli uomini della Squadra Mobile di Lecco, agli ordini del Commissario Capo Danilo di Laura, nei giorni scorsi, hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere, firmate dal GIP del Tribunale di Lecco, a carico di altrettanti algerini ritenuti al centro di un fiorente giro di cocaina, eroina e hashish tanto nella zona segnalata dal servizio televisivo quanto a Bosisio Parini.



Il dr. Danilo Di Laura


Già avviata da mesi, l'attività investigativa è stata intensificata dopo l'arresto di Mevljan Hetem, il macedone con casa ad Introbio, ritenuto dagli inquirenti la mano che ha fatto fuoco contro un marocchino - Ilyasse Khairi, 18 anni appena – nei boschi di Laorca: la sparatoria ha segnato infatti lo spartiacque per un'ulteriore giro di vite. Dopo il fatto di sangue – inquadrato nella cornice di una missione punitiva per riaffermare, da parte di una banda balcanica il controllo della piazza di spaccio “mettendo in riga” la concorrenza nordafricana – il Questore di Lecco, con i supporto dei suoi funzionari, ha pianificato una serie di attività straordinare, potenziando altresì i servizi antidroga già in corso sotto il coordinamento della Squadra Mobile, con l'ausilio delle Volanti, del Reparto Prevenzione Crimine e, in alcune occasioni, anche delle unità cinofile per un controllo a 360 gradi di quelle zone già note quali luogo di incontro tra domanda e offerta. 200, nell'arco di qualche settimana, le persone controllate, 120 i veicoli fermati oltre a 400 vetture sottoposte a verifica tramite il sistema Mercurio montato sulle auto in uso al Reparto Prevenzione Crimite, in grado di “scansionare” le targhe in transito. In tale ambito, rientra, il fermo seduta stante operato nell'area della ex Black & Decker con un magrebino pizzicato con ben 26 “palline” di polvere bianca pronte per essere immesse sul mercato. E mentre ancora oggi proseguono i servizi estemporanei, la Mobile – come dicevamo – ha dato esecuzione a due misure cautelari, dopo averne richieste (e ottenute) quattro, nell'ambito dell'Operazione Striscia 2018 con ben 20 indagati.

Noereddine Guerri detto Nino e Salah El Karidi

Il 21 ottobre, grazie a mirata segnalazione – trattandosi di un vero e proprio pendolare – in stazione a Lecco è stato tratto in arresto Noereddine Guerri, conosciuto come Nino, classe 1956, irregolare sul territorio italiano, in attività nei boschi di Bosisio, nell'area del Motocross e del Maneggio, spesso indicato quale luogo di incontro per lo scambio denaro-dosi così come “la sbarra gialla”, “il sasso” oppure “la villa”.

La "mappa" dell'area di spaccio di Bosisio Parini

Nel pomeriggio del 29, poi, nella stessa zona, è stato scovato Salah El Karidi, classe 1986, anch'egli di nazionalità algerina, irregolare in Italia. Per arrivare a lui, la Mobile ha “infiltrato” dei propri agenti che, riusciti ad avvicinarlo nel bosco, lo hanno poi inseguito e braccato, mettendo fine a un tentativo di fuga mal riuscito. Il giovane, nella corsa, ha anche tentato di liberarsi di uno zaientto contentente ben 2.500 euro ritenuti provento dell'attività di spaccio nonché un piccolo campionario di droga con 340 grammi di hashish, 85 grammi di cocaina e 70 di eroina.

Quanto trovato nello zainetto di Salah El Karidi

Tra Civate – dove nei mesi si è assistito a un ricambio tra i pusher – e Bosisio, complessivamente in meno di un anno, la Polizia ha individuato qualcosa come 1.500 acquirenti (pronti a avventurarsi nei boschi proveniendo da tutta la provincia), documentando 8.500 cessioni da parte dei 20 indagati con un guadagno ipotizzato di circa 250.000 euro.

VIDEO
L'arresto di
Salah El Karidi



Ancora una volta, come ammesso dallo stesso dr. Di Laura, a impressionare è il volume d'affari. “Sappiamo benissimo che questi due arresti sono un cucchiano nel mare. Ma questa Operazione emblematicamente dimostra ogni singolo spacciatore quanta offerta ha e quanto giro d'affari ha. Quello dell'uso della droga è un fenomeno sociale enorme, con una domanda incessante. Quello lecchese è un mercato così ricco da spingere addirittura alla faida per il controllo del territorio” l'amara constatazione del dirigente, impressionato anche da come, pur di guadagnare una dose aggiuntiva, tossicodipendenti, spesso italiani, si prestino a fare da galoppini, sentinelle o autisti per gli spacciatori, consentendo loro di non esporsi particolarmente nemmeno con i clienti. E preoccupante è anche il ritorno, massiccio, dell'eroina, ancor più economica della “coca” venduta a 40-50 euro la dose. Alla portata di tutti, in Valsassina come nell'alta Brianza, con effetti devastanti.
A.M.
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