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Scritto Domenica 03 novembre 2019 alle 18:57

Varenna: ricordata la Vittoria di Vittorio Veneto, pensando ai caduti

Il Gruppo Alpini di Varenna ha celebrato l’anniversario della “Vittoria di Vittorio Veneto”, o della terza battaglia del Piave (4 novembre 1918), con una giornata ricca di momenti commemorativi, simbolici e conviviali, alla presenza delle autorità comunali.

Dopo il rito dell’alza-bandiera sulla piazzetta del Municipio, il gruppo ha partecipato alla S. Messa celebrata dal parroco don Carlo Lucini in suffragio dei caduti di tutte le guerre. Al termine della Messa, il corteo si è poi diretto al cimitero dove al Parco delle Rimembranze sono state depositate le corone di allora al Cippo commemorativo.

Lì sono stati letti i nomi dei caduti di Varenna nelle due guerre mondiali e, successivamente, il Sindaco Mauro Manzoni ha pronunciato il suo discorso commemorativo: «[…] Ogni nostro pensiero e ogni nostro sentimento, oggi lo rivolgiamo in particolare ai Caduti della nostra Varenna: essi ci rammentano la tragicità e l’immane catastrofe di ogni guerra. Al di là di ogni retorica bellica, i segni di distruzione e di morte che si lascia dietro ogni conflitto, è una ferita difficilmente rimarginabile per le tante famiglie che hanno pianto un loro caduto, disperso o perito, sui campi di battaglia. Riflettere sull’immane tragicità di ogni guerra ci dovrebbe aiutare a scorgere, in ogni inimicizia, intolleranza, odio che affiorano nella nostra società odierna quegli stessi germi di morte che, nel passato, hanno innescato i conflitti ed aiutarci, preventivamente, ad iniettare nella nostra Italia potenti anticorpi per contrastare questa interminabile spirale di violenza, verbale e fisica, che via via si fa sempre più preoccupante. […] La guerra dovrebbe essere per tutti i popoli e le nazioni come un corpo estraneo, profondamente distante da quei valori che dovrebbero edificare e far crescere l’umanità. La pace si alimenta di un esercizio quotidiano di rispetto e cura di se stessi, degli altri e dell’ambiente. La responsabilità di garantire e promuovere la pace è affidata a ciascuno di noi, fin dalle piccole azioni. Certo, ci sentiamo impotenti e atterriti di fronte a conflitti che ci paiono irrisolvibili ed ineliminabili. Considerarli però come qualcosa di oramai fisiologico sarebbe un errore gravissimo […] Compito perciò di ciascuno di noi è adoperarsi, in “mille modi”, per far sì che i conflitti, di ogni forma e genere, non avanzino nelle realtà in cui siamo chiamati a vivere ogni giorno. Questo monito diventa perciò responsabilità ad un impegno costante, attivo, lungimirante, perché i valori racchiusi nella nostra Carta costituzionale possano essere sempre più approfonditi, compresi e attuati per il benessere di ogni singola comunità e di tutto il nostro Paese. La responsabilità è l’esatto contrario dell’indifferenza, di quell’ignavia che lascia scorrere la vita come se non ci appartenesse, come se non ne fossimo i protagonisti. Essere responsabili implica non un rimandare perenne, non un lamentarsi continuo, ma un agire, una scelta. Questo ci testimoniano gli uccisi di tutte le guerre, questo diventa ora un nostro compito solenne perché il loro sacrificio non sia stato vano».

La giornata si è poi conclusa con il pranzo conviviale presso l’Hosteria del Platano di Fiumelatte.
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