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Scritto Lunedì 04 novembre 2019 alle 11:58

Lecco celebra la Vittoria ripudiando la Guerra e ringrazia gli uomini delle Forze Armate, 'alfieri dell'italianità più autentica'

Con il fisico reso fragile dall'età ma con la tempra di chi, orgogliosamente, ancora vuole indossare il cappello piumato e rispondere "presente" ad ogni chiamata, il bersagliere in congedo Erminio Berizzi, 95 anni, quest'oggi ha aperto la cerimonia promossa ai piedi del Monumeno ai Caduti dalla Prefettura, dalla Provincia e dal Comune di Lecco per onorare il 4 Novembre, dando lettura del bollettino della vittoria a firma del generale Armando Diaz.

Il bersagliere in congedo Erminio Berizzi

La lunga mattinata dedicata alla memoria dei Caduti e alla celebrazione dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate aveva visto quale momento "inaugurale" la santa messa officiata da vicario episcopale Monsignor Maurizio Rolla presso il Sacrario della Vittoria, chiusasi come da tradizione con la deposizione di un cuscino di fiori nella sottostante cripta con l'accompagnamento del coro Grigna dell'A.N.A. di Lecco prima della formazione del corteo che, con alla testa il Corpo Musicale Giuseppe Brivio di Rancio, ha sfilato, ingrossato dai rappresenanti delle associazioni combattentistiche chiamate a raccolta da Assoarma, fino al lungolago.

Data lettura del messaggio del Capo dello Stato, dopo l'alzabandiera sulle note dell'inno nazionale, si sono susseguiti i discorsi delle autorità, intervenute al cospetto di una nutrita platea, alla presenza dei vertici delle Forze dell'Ordine con i comandanti provinciali di Carabinieri, Finanza e Polizia accompagnati da dirigenti e sottoposti.
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Filippo Di Lellio, presidente di Assoarma, ha rotto il ghiaccio rifacendosi all'articolo 11 della Costituzione per riaffermare come la guerra sia sempre sbagliata e evitabile, ricordando altresì come il 4 Novembre aiuti a ricordare chi ha dato la vita per la patria e chi, da casa, è stato chiamato a compiere sacrifici ma allo stesso tempo, la ricorrenza odierna, deve altresì essere da stimolo "per capire il significato profondo dell'essere italiani".

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Un concetto questo ripreso poi dal Presidente della Provincia Claudio Usuelli, per essere declinato al presente, con un richiamo all'immigrazione - definita "fenomeno strutturale" - che porta all'incontro e allo scontro tra culture. Interrogarci sul 4 Novembre, dunque, secondo il numero uno di Villa Locatelli, dovrebbe portare alla preservazione di una memoria condivisa, nella consapevolezza che non possiamo girarci dall'altra parte dinnanzi alle difficoltà in una società dove aumenta l'indifferenza verso il diverso e ci si impegna solo nella difesa dei propri interessi. "E' la giusta occasione per recuperare gli ideali, sempre attuali, di chi ha dato la vita per noi".

L'omaggio ai caduti

Ed ha invitato i lecchesi ad avvicinarsi alla conoscenza di questi "eroi" il sindaco Virginio Brivio, al suo ultimo discorso del 4 Novembre. "Dobbiamo vivere quotidianamente questo impegno per tenere viva la loro memoria e essere corresponsabili di quello che ci hanno lasciato" ha sostenuto, lasciando poi la scena al Prefetto Michele Formiglio. "La Festa delle Forze armate è la festa di tutti noi, del popolo italiano" ha affermato al microfono, parlando poi della pace e dell'unità quali fondamenta su cui costruire, nei momenti difficili, la crescita della nostra nazione. "Sono le migliori garanzie di una convivenza tra popoli" ha proseguito, lanciandosi poi in un "ringraziamento vero, corale ed a voce alta a tutti coloro che indossano la divisa con onestà e rettidine", definiti - insieme ad altri - "alfieri dell'italianità più autentica".

Il prefetto Michele Formiglio. Sotto i ragazzi del Bertacchi

Ad una rappresentativa dell'Istituto Bertacchi - scuola Amica di Unicef - presente insieme ai compagni più piccini di due classi della Tommaso Grossi, il compito di dare lettura, ifnine, di una serie di testi inviati dal fronte, per ricordare le sofferenze patite da chi ha combattuto e la voglia di pace delle giovani generazione dei giorni nostri.
A.M.
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