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Scritto Martedì 05 novembre 2019 alle 17:35

Taglio del nastro per il Laboratorio Territoriale per l'occupabilità: una vera 'fabbrica' a scuola a disposizione di alunni e inoccupati

Il progetto - per dirla utilizzando le espressioni scelte dal Preside dell'Istituto Fiocchi Claudio Lafranconi - è nato come un sogno ma le sue finalità sono assai concrete. E' stato inaugurato oggi, all'interno degli spazi dell'ex officina piccola del plesso di via Belfiore, il Laboratorio Territoriale per l'occupabilità, terreno di incontro fra il mondo della scuola, della formazione e il sistema produttivo. Si tratta infatti di una vera e propria palestra dove i giovani potranno sperimentare quanto appreso e acquisire nuove competenze, in quella che è a tutti gli effetti una fabbrica in miniatura con macchinari di alto livello e isole per la progettazione e la realizzazione componenti fino al controllo qualità. Diversi i settori coinvolti, dal meccanico a quello dell'automazione industriale, dalla grafica alla chimica, con riguardo anche alla tematica dell'impatto dei materiali utilizzati sull'uomo e sull'ambiente, fino alle attività di supporto legate alla diagnostica/manutenzione, anche a distanza, così come alla ricerca e sviluppo.

Il taglio del nastro

Ma non solo, il laboratorio della Rete che ha quale capofila l'Istituto Fiocchi e quale primo sostenitore Confindustria Lecco e Sondrio, nel riprodurre il processo produttivo collegato ad una macchina da stampa flessografica - gentilmente offerta da OMET - consente di andare al di là della simulazione, rappresentando dunque un'opportunità per la formazione direttamente sul campo di inoccupati o di soggetti momentaneamente esclusi dal mondo del lavoro che, licenziati ad una certa età, necessitano di re-inventarsi per poter ricollocarsi.

Lorenzo Riva e Claudio Lafranconi

Un aspetto quest'ultimo particolarmente evidenziato dal Dirigente scolastico, parlando di "valore sociale" di un progetto che "senza Confindustria non sarebbe mai nato" e che, una volta coinvolta l'Associazione datoriale ha ottenuto un successo ancor prima di concretizzarsi: "l'aver creato linee di connessione tra ambienti e professionisti che prima non si conoscevano" ha proseguito il professor Lafranconi, ben chiarendo fin da subito che non si tratta dal Laboratorio del Fiocchi bensì, come chiarisce già il nome, di un Laboratorio territoriale, aperto a tutti gli istituti della Rete (che potranno accedere alle strumentazioni anche in remoto dalle loro sedi) e, più in generale, di chi vorrà collaborare, da Livigno alla Brianza, offrendo spazi di formazione e di sperimentazione di concreta innovazione, valorizzando la tradizione produttiva propria del lecchese e della bassa Valtellina.

A sinistra Marco Passoni, a destra il sindaco Virginio Brivio


A sinistra Antonio Bartesaghi e a destra Raffaele Cesana

"La tappa di oggi è il coronamento di quattro anni di lavoro ma non è il traguardo" ha dunque dichiarato il Preside, particolarmente orgoglioso di essere riuscito - con l'appoggio dei propri collaboratori - a trasformare una vecchia officina "dove gli studenti imparavano a tirar di lima e lavorare al tornio" in una fabbrica distribuita su 500 metri quadrati di superficie, ad alto tasso di automazione, con le macchine bianche e le pareti color lilla per ricordare che oggi, in tali ambienti, "non ci si sporca" e dunque, essendo cambiata la concezione del lavoro, deve e può cambiare anche la concezione sull'apporto al femminile anche in produzione.

"Oggi dobbiamo essere tutti orgogliosi di quello che il Laboratorio rappresenta - ha sottolineato il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Lorenzo Riva - e non mi riferisco solo al fatto che, da ora in poi, le competenze così richieste dalle aziende hanno uno spazio in più dove formarsi e svilupparsi. Certamente questo è un aspetto fondamentale ed è la ragione per la quale il Laboratorio stesso è nato. Però credo che un motivo di orgoglio sia la rete di collaborazioni e l'impegno congiunto di più soggetti che, tutti assieme, ci hanno portato a questo momento. Se noi e l'Istituto Fiocchi siamo stati in prima linea, e continueremoa a contribuire alla gestione del Laboratorio, un contributo fondamentale è venuto dalle imprese, dagli altri istituti scolastici e formativi, dai partner pubblici e privati che fanno parte della Rete".

E come evidenziato dal sindaco Virginio Brivio, intervenuto al fianco del delegato all'edilizia scolastica per la Provincia Marco Passoni (che a sua volta ha evidenziato la passione che c'è dietro ad un risultato di questo genere), il bello di un'esperienza come quella del Laboratorio Territoriale per l'occupabilità è anche la cooperazione venutasi a creare per il reperimento delle risorse necessarie. Se infatti il MIUR - ritenendo il progetto lecchese tra i migliori a livello nazionale - ha garantito un finanziamento a fondo perso pari a 750.000 euro, per arrivare al valore complessivo di 1.300.000 euro hanno concorso altri "sponsor", attraverso investimenti in denaro, in termini di disponibilità di risorse umane o di macchinari.

Come accennato, OMET in particolare ha concesso in prestito d'uso a titolo gratuito una macchina per la stampa flessogramica Xflet X5, per la produzione di etichette e imballaggi. Dicendosi orgoglioso di aver dato il proprio sostegno all'iniziativa, l'Amministratore Delegato Antonio Bartesaghi ha fornito una duplice spiegazione a tale apporto. Da una parte, "egoisticamente" - per sua stessa ammissione - l'aver messo a disposizione una propria macchina permetterà di formare risorse che poi - riducendo i tempi di addestramento - potrebbero entrare in OMET. Dall'altra la volontà di passare dalle parole ai fatti, dimostrando pragmaticamente di credere nelle persone per far crescere le aziende. "Lo sviluppo è legato alla possibilità di trovare risorse e competenze a livello scolastico: confidiamo che questo progetto renda più facile in futuro la ricerca di professionalità e competenze capaci di sostenere la crescita".

Virginio Brivio, il preside Lafranconi, l'AD di Omet Antonio Bartesaghi e il Presidente di Confindustria Riva

Un obiettivo, condiviso, dall'altra parte della barricata, anche dalla scuola stessa, come rimarcato nelle parole del delegato dell'Ufficio scolastico territoriale Raffaele Cesana e dal vicepreside del Fiocchi Andrea Rondinelli che, dinnanzi a quanti lo hanno aiutato nel concretizzare la "pazza idea" nata 4 anni fa nella stanza del direttore amministrativo Bernardino Secomandi, alla presenza del Preside del Badoni Angelo De Battista e Stefania Palma (Confindustria), ha confessato di aver già portato dei propri studenti in Laboratorio, quando lo stesso era ancora "in divenire", per mostrare loro cosa si stava realizzando e rimotivarli allo studio perchè "si, questo spazio è anche per voi".


Fanno parte della Rete, con il Capofila IIS P.A. Fiocchi di Lecco, gli Istituti di secondo grado proponenti: IIS A. Badoni di Lecco, IIS M. Polo di Colico, IIS F. Viganò di Merate, IIS A. Greppi di Monticello Brianza, L.S. G.B. Grassi di Lecco, CPIA-Centro provinciale per l’istruzione degli Adulti di Lecco, IC di Calolzio, IC Lecco 1, ITIS E. Mattei di Sondrio, IPS Besta Fossati di Sondrio, IIS G.P. Romegialli di Morbegno; i partner pubblici e privati: Confindustria Lecco e Sondrio, Fondazione per la Salvaguardia della cultura industriale-A. Badoni, A.I.MAN. Associazione Italiana Manutenzione, ACIMGA Associazione Costruttori Italiani di Macchine per l’industria grafica, cartaria, di trasformazione e affini, UCIMU Sistemi per produrre, Fondazione ADAPT, CFPA A. Moro, Politecnico di Milano-Polo territoriale di Lecco, Amministrazione provinciale di Lecco, Consorzio Consolida, ECOLE-Enti confindustriali lombardi per l’education, Agomir, Airoldi&Belgeri, Easynet, Omet.
A.M.
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