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Scritto Martedì 05 novembre 2019 alle 18:01

Moggio: operaio cadde da un ponteggio, assolti per mancanza di prove i 3 imputati

Tutti assolti per insufficienza di prove. E' la sentenza pronunciata nelle scorse ore dal giudice monocratico del tribunale di Lecco, Martina Beggio, in relazione ad un infortunio sul lavoro avvenuto sette anni fa a Moggio, in Valsassina. Vittima del grave incidente, un 53enne impegnato nei lavori di ristrutturazione di un edificio residenziale situato nei pressi del cimitero.
A processo sono finiti tre soggetti con l'accusa di lesioni personali colpose in concorso. Si tratta di Antonio M., Giovanni L. - responsabili delle imprese edili alle quali erano stati commissionati i lavori - e di Giulio C., che insieme ai suoi operai si era occupato di montare il ponteggio intorno all'abitazione, scenario del grave episodio.
Nel corso dell'istruttoria è stata ripercorsa l'intera vicenda, con gli operai che stavano isolando il tetto, quando il 53enne - costituitosi parte civile - precipitò a terra da un'altezza di cinque metri, riportando gravi conseguenze. Rinvenuto in stato di incoscienza, era stato poi trasportato in codice rosso in ospedale a Gravedona, dal quale era uscito parecchio tempo più tardi a causa dei seri traumi rimediati. ''Stavamo posando l'isolante: io ero sul tetto, il mio collega sul ponteggio. Ad un certo punto ho sentito un rumore, come di lamiere, e l'ho visto precipitare. Sono subito sceso ad allertare i soccorsi'' aveva affermato in Aula un collega dell'infortunato, nel rispondere alle domande del vice procuratore onorario Caterina Scarselli, in rappresentanza della pubblica accusa, puntando l'attenzione sull'anello che teneva insieme l'impalcatura. Quest'ultimo - secondo le dichiarazioni del teste - sembrava saldato poco, nonostante a inizio lavori, da un primo controllo esterno, le condizioni generali parevano nella norma, tanto che i lavoratori non avevano rilevato anomalie. Il ponteggio in effetti, era stato montato dall'imputato Giulio C. con l'aiuto dei suoi operai qualche settimana prima dell'incidente, come egli stesso ha riferito durante l'esame al quale si è sottoposto. Anche secondo la sua versione dei fatti sarebbero stati gli anelli che tenevano insieme il ponteggio a cedere, facendolo crollare.
L'istruttoria si è dunque concentrata anche nelle udienze successive sulle condizioni dell'impalcato, tanto che il giudice Beggio aveva deciso di nominare un perito al quale affidare un'ulteriore analisi dello stato della struttura - anche per rilevare eventuali difetti di fabbricazione, estranei dunque alle operazioni di montaggio - che l'imputato Giulio C. aveva riferito di aver acquistato da un'azienda dell'oggionese e di averlo poi installato insieme ad un paio di operai, tutti in possesso dell'idonea abilitazione.
Se il pubblico ministero al termine del dibattimento aveva chiesto la condanna di Giulio C. alla pena di 4 mesi e per gli altri due imputati il pagamento di un'ammenda di 2mila euro ciascuno, il giudice nel primo pomeriggio di lunedì ha assolto i tre secondo quanto previsto dal'articolo 530 di procedura penale, secondo comma.
G.C.
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