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Scritto Giovedì 18 dicembre 2014 alle 15:46

Provincia: i lavoratori nella Pubblica Amministrazione sono il 9,3%. Calano in scuola e enti pubblici, il futuro preoccupa

“Viviamo in una sorta di limbo, la nostra Provincia potrebbe dover razionalizzare la spesa per il personale in misura non inferiore al 50%, nonostante sia sempre stata virtuosa. Stiamo comunque lavorando per garantire i risultati fondamentali, ed evitare la desertificazione istituzionale”.
Con queste parole il segretario generale della Provincia di Lecco Amedeo Bianchi ha commentato il “focus” sull’occupazione nella pubblica amministrazione del nostro territorio presentato unitamente ad altri report dell’Osservatorio provinciale del mercato del lavoro.

Amedeo Bianchi e Rossella Pulsoni

In Provincia di Lecco i posti di lavoro della Pubblica Amministrazione rappresentano il 9,3% di quelli presenti sul territorio, pari a 11.709 posizioni su un totale di 135 – 140.000. Il dato, rilevato con il censimento del 2011, è in leggera contrazione rispetto al 9,5% del 1991, e non ha risentito dell’istituzione della Provincia lecchese nel 1995.
Calano gli addetti nei settori dell’istruzione e degli enti locali, mentre si mantengono sostanzialmente stabili quelli della sanità.
Sul nostro territorio, che si colloca al quarto posto in Italia per numero di addetti ogni mille residenti dopo Como, Bergamo e Monza Brianza, i dipendenti nella Pubblica amministrazione sono impiegato per lo più nella scuola (39%), sanità (32,8%), enti locali (18,4%) e Ministeri (9,8%).
I dati del 2013 indicano per il comparto scuola 4.591 addetti, quello sanitario 3800 divisi tra azienda Azienda ospedaliera (3.008) e Asl (541), 2.130 nel settore “enti locali”, e nella sola Provincia lavorano 249 persone.

Giuseppe Scaccabarozzi e Gianni Menicatti

Proprio in questi giorni è grande la preoccupazione per il futuro dei dipendenti provinciali, così come quello di coloro (ad esempio le forze dell’ordine che fanno capo alla Questura) che all’ente fanno riferimento.
“La Provincia rappresenta il territorio, fa da tramite tra comuni e Regioni e si occupa, attraverso l’Unità di crisi, delle situazioni di aziende in difficoltà e del ricollocamento dei loro lavoratori” ha spiegato il consigliere provinciale con delega al lavoro Giuseppe Scaccabarozzi. “Se i dipendenti della Provincia dovessero essere ricollocati si perderebbe una ricchezza”.
Un concetto ribadito dalla dottoressa Rossella Pulsoni, segretario generale della Camera di Commercio di Lecco. “La Pubblica amministrazione offre servizi, da questo dipende la competitività del nostro territorio. Per rispondere alle esigenze di imprese e cittadini servono figure professionali competenti. Quello lecchese è un settore snello e funzionale, e si vuole evitare la desertificazione territoriale e istituzionale è necessaria la massima attenzione su questo tema da parte di tutto il territorio”.

Da destra Gianni Menicatti, Rossella Pulsoni, Amedeo Bianchi, Samuele Biffi
Giuseppe Scaccabarozzi, Roberto Panzeri, Matteo Sironi

Il coordinatore dell’Osservatorio provinciale del Mercato del Lavoro Gianni Menicatti ha sottolineato alcuni aspetti dell’impiego nella Pubblica amministrazione in Provincia di Lecco, dove nei settori dell’istruzione, enti locali e enti nazionali (tra cui Inps, Inail, Agenzia delle Entrate) i dipendenti sono in calo ma che mantiene un 9,3% di addetti, ben al di sotto di altri territori italiani.

Gli addetti nella Pubblica Amministrazione in provincia di Lecco sono diminuiti di oltre 1.000 unità (da 12.630 a fine 2005 a 11.580 a fine 2013). Ma la flessione appare più consistente se si considera che nel 2007 gli addetti avevano sfiorato le 13.100 unità (quota record per la Provincia). Il saldo negativo trova ragione nella progressiva riduzione delle entrate (a partire dal 2008 con l’introduzione di norme sempre più stringenti di contenimento della spe-sa pubblica) e il costante aumento delle uscite (con l’eccezione del 2012, anno in cui si sono registrati flussi di entrata di un certo rilievo nel sistema scolastico).


Vediamo nello specifico i tre macro settori:

ENTI LOCALI:
Dopo aver raggiunto, nel 2007, il livello più elevato in termini di personale impiegato (2.450 unità) il comparto degli Enti Locali in provincia di Lecco, registra una progressiva riduzione dell’ occupazione fino ad attestarsi a fine 2013 a 2.130 unità (-320 unità tra 2007 e 2013, con una flessione in termini percentuali pari al 13%).
Le norme finanziarie di carattere restrittivo hanno influito, a partire dal 2008, in misura rilevante sul personale occupato negli Enti Locali, con riduzioni particolarmente consi-stenti nei posti di lavoro nel Comune di Lec-co (-9,2% tra il 2007 e il 2013) e, soprattutto, nella Provincia di Lecco (-13,5% tra il 2009 e il 2013).
Questa l’evoluzione sul territorio e nel comune di Lecco in particolare:

Più stabile l’occupazione nella Camera di Commercio di Lecco che tra il 2009 e il 2013 registra una flessione marginale del personale impiegato, la cui consistenza è però ampiamente contenuta all’interno del comparto Enti Locali, ed è al di sotto dell’organico previsto e con un rapporto “personale/imprese registrate” tra i migliori a livello nazionale.



ISTRUZIONE:
Negli oltre 40 istituti (comprensivi e superiori) presenti nel territorio lecchese a fine 2013 risultano occupate circa 4.600 unità (un livello di poco superiore a quello minimo registrato nel 2011, 4.420 unità, ma ampiamente al di sotto delle 5.300 unità raggiunte nell’anno scolastico 2008/09).
All’interno della P.A. il comparto si conferma quello con la più elevata incidenza di personale femminile (83%), rispetto a quello maschile (17%), per via di una larga presenza di donne nella scuola dell’infanzia e in quella primaria.
Questo il quadro generale:

Negli Istituti superiori (Scuola secondaria di 2° grado) tra il 2009 e il 2013 si contano oltre 200 unità in meno, esito però di una flessione dei docenti (-230) e di una crescita del personale ATA (+20). Le scuole secondarie di 1° grado (medie in-feriori) risultano le più penalizzate: da 1.310 unità a meno di 1.000, con un taglio di 240 insegnanti e una riduzione più contenuta del personale ATA (-70 unità).
Meno evidente la perdita della scuola primaria: tra il 2009 e il 2013 le statistiche rilevano una riduzione più contenuta dei docenti (-160 unità) e un livello stabile per il per-sonale ATA.
Nella scuola per l’infanzia - il cui peso occupazionale nella scuola lecchese é particolarmente limitato, pari al 9,2% - la flessione del per-sonale nell’ultimo quinquennio non supera le 30 unità, anche in questo caso con una perdita più consi-stente fra i docenti (oltre 20) che non nel segmento ATA.

SISTEMA SANITARIO:
In controtendenza rispetto agli altri comparti della P.A., quello sanitario registra performance positive in termini occupazionali, acquisendo un ulteriore peso nel sistema pubblico di Lecco e provincia: dal 27,3% del 2005 al 32,8% nel 2013.
A fine 2013 i posti di lavoro nel comparto toccano quota 3.800 unità, con un aumento di circa 450 rispetto al livello registrato nel 2005 (3.360 posti di lavoro). Una crescita superiore al 13%, in contro-tendenza rispetto alla flessione che ha caratterizzato l’intero sistema pubblico in provincia (circa il -9%).
Questo il quadro generale:

Nel comparto spicca l’Azienda Ospedaliera di Lecco, dove il numero di occupati ha superato nel 2013 la soglia delle 3.000 unità, con un aumento di circa il 2% rispetto al 2011 e di quasi il 12% rispetto al 2009. Nell’ultimo quinquennio la crescita ha interessato, pur se in diversa misura, le tre sedi territoriali dell’Azienda Ospedaliera: in quella principale, a Lecco, i posti di lavoro sono passati da 1.800 a 2.060 unità (+250 in valori assoluti, pari al 14%); pure di rilievo l’incremento della sede di Merate (+13%, per oltre 50 nuovi posti di lavo-ro), mentre marginale si presenta l’aumento del personale a Bellano (+5 unità, pari al 4%).


I quesiti maggiori sul futuro lavorativo riguardano i dipendenti della Provincia, e quelli delle realtà ad essa legate. L’augurio del segretario Amedeo Bianchi è quello che sia ancora consentito a chi vi lavora di operare a servizio di comuni e cittadini.
R.R.
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