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Scritto Venerdì 08 novembre 2019 alle 12:54

Calolzio: primo ciclo di incontri sui temi del lavoro nero e della fragilità sociale

Si intitola "Not One Less" ed è il primo ciclo di iniziative che verranno proposte a Calolziocorte, presso il Circolo Arci Spazio Condiviso in Piazza Regazzoni, "per rompere il silenzio sui temi del caporalato, del lavoro nero e del fallimento delle azioni politiche anti-decoro, prodotte in questi ultimi dieci anni di fallimentare contrasto alla fragilità sociale". ""Non un* di meno" - spiegano gli organizzatori - perché abbiamo bisogno di riportare al centro del dibattito politico la cura delle nostre relazioni, per renderci conto di come si può intervenire senza ripercussioni, a livello di costi sociali, sul futuro del nostro territorio".
La cittadinanza tutta è invitata a partecipare. Le iniziative saranno a ingresso libero, ma sarà obbligatorio presentare la tessera Arci 2019/2020 (possibilità di tesseramento in loco).
Si parte venerdì 8 novembre alle ore 21.00 con la presentazione del libro "Le nostre braccia" di e con Andrea Staid: con una nutrita serie di esempi il volume analizza la convivenza di individui, provenienti da diversi background, nelle moderne metropoli e provincie, le implicazioni politiche dell’immigrazione e il business del lavoro nero, che strangola uomini e donne che si trovano costretti a scegliere, ogni giorno, il “meno peggio” per sopravvivere una notte in più.
Venerdì 22 novembre allo stesso orario, invece, si parlerà de "La buona educazione degli oppressi" di e con Wolf Bukowski: un volume, edito da Alegre, che guarda al decoro, studiandone le origini storiche e “ideologiche” e inserendolo dentro le pratiche di governo della città: la guerra ai poveri, l’esclusione dei modi infruttuosi di vivere, l’accanimento contro i migranti sono tanti tasselli con cui costruire un luogo disciplinato e produttivo per pochi.
"Con l’avvento della stagione delle “Zone Rosse”, Calolziocorte ha sdoganato un pensiero istituzionale di repressione delle diversità e delle fragilità sociali, che è andato ben oltre le battaglie, solo sanzionatorie, sul decoro urbano a cui si è ricorsi, nel recente passato, tramite le più disparate ordinanze sindacali" commentano dal Circolo Arci Spazio Condiviso. "Tutto ciò non è che l’esito di una politica locale sempre meno interessata alla costruzione di alleanze con enti e privati cittadini che hanno a che fare tutti i giorni con la marginalità. Dimenticarsi di chi perde il lavoro, di chi rimane senza una famiglia di riferimento, di chi è sfrattato dopo aver passato un periodo di morosità incolpevole, di chi non può accedere all’anagrafe per ragioni di provenienza significa dichiarare guerra a quelli che, per censo, si trovano a vivere in condizioni di marginalità, che vorremmo fossero trattate come momentanee e non cronicizzate. Dopo l'esclusione dal tavolo istituzionale di ristesura del “Regolamento sulle strutture di accoglimento”, il sentimento di non rassegnazione ha “mosso” le realtà che hanno aderito al percorso assembleare, sviluppatosi dopo il presidio in P.zza V.Veneto dello scorso 27 aprile, a riflettere in modo profondo su quello che la politica dell'accoglienza (non intesa solo ed esclusivamente a favore dei migranti) può fare per costruire un nuovo patto sociale tra istituzioni e cittadini".
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