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Scritto Venerdì 08 novembre 2019 alle 13:58

Lecco: il Comune valuta di dichiarare lo ''stato di emergenza ambientale''

I ragazzi di FridaysforFuture in Aula lo scorso 28 ottobre
Il Comune di Lecco potrebbe dichiarare lo “stato di emergenza ambientale”, come richiesto dai giovani attivisti della sezione cittadina di FridaysForFuture che sono intervenuti durante il Consiglio di fine ottobre con un accorato appello, che tra le varie istanze avanzate prevede anche quella di dichiarare, come hanno già fatto altri enti, l’emergenza climatica.
Per dare seguito a questa richiesta, il gruppo consiliare del Partito democratico ha elaborato una proposta “da definire nella forma e nei contenuti”, ha detto Elena Villa, che ieri sera è stata illustrata durante i lavori della Commissione V da Stefano Citterio.
Un documento con lunghe premesse, nelle quali vengono citati i principali accordi internazionali sul tema e le posizioni prese dalla comunità scientifica, oltre che l’esempio di altre realtà che hanno già aderito a questa iniziativa come Olanda, Canada, Spagna e Francia, ma anche 46 enti italiani tra Regioni e Comuni, di cui tre in Lombardia (Milano, Paderno Dugnano e Agrate Brianza). Nella bozza si ricorda anche l’attenzione a questo tema e l’impegno sollecitati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e da papa Francesco, si riconosce l’impatto dell’inquinamento e dell’utilizzo di fonti fossili sul cambiamento climatico e si chiede al Governo di mettere in agenda il contrasto all’emergenza climatica.
Divisa l’opposizione. Diversi consiglieri comunali di minoranza hanno sottolineato come il testo sia “illeggibile” e di difficile comprensione ai più, un elemento questo che smorzerebbe anche la forza simbolica di un provvedimento di questo tipo. Un’altra critica mossa a più riprese alla proposta è la sua scarsa concretezza. “Cosa possiamo fare noi? - ha chiesto Alberto Anghileri (Sinistra cambia Lecco) -. Io ho tre proposte: intervenire sul ciclo dei rifiuti, sul tema dei trasporti e sullo spreco alimentare, senza dimenticare che il consumo di carne è una delle principali fonti di inquinamento. Sono degli aspetti su cui possiamo agire in maniera concreta, facendo il nostro pezzettino per salvaguardare l’ambiente”.
Anche il pentastellato Massimo Riva ha sollevato le stesse perplessità, suggerendo da un lato di adottare lo schema di delibera semplificata per rendere il testo più intelligibile e dell’altro di esplicitare qual è l’impegno concreto dell’Amministrazione comunale: “Dobbiamo darci dei punti di riferimento su cui basarci e su cui misurare i risultati. Ad esempio il numero di alberi piantati, la quantità di rifiuti prodotti e la percentuale di raccolta differenziata nelle scuole o ancora il numero di edifici riqualificati”.
In linea con gli argomenti precedenti l’intervento di Alberto Negrini, che ha spiegato come, dal suo punto di vista, davanti ad una dichiarazione di “emergenza climatica” ci si aspetterebbe che la consapevolezza dell’urgenza produca istanze cogenti e significative. “Invece c’è veramente poco o nulla di specifico, bisognerebbe fare dei riferimenti pratici e concreti, questo documento è più idealista e in questo modo viene un po’ meno il concetto: se dichiariamo l’emergenza e poi non succede niente, resta carta morta”. Per fare un esempio di “agire concreto” Negrini ha citato lo studio epidemiologico legato al forno inceneritore: “A Lecco abbiamo fatto una battaglia per verificare se l’impianto di Valmadrera influisce sulle condizioni di salute delle persone ed è emerso che per una tipologia di tumore sul nostro territorio c’è un’incidenza del 2,5 per cento superiore alla media. A prescindere dal fatto che questo derivi dal forno o dall’inquinamento veicolare, andiamo ad indagare questo dato”.
In netta polemica invece Emilio Minuzzo: “In questo documento su cinque pagine quattro e mezza sono di citazioni, tolti i rimandi rimangono 15 righe generiche su poco, su niente. Dopo dieci anni vogliamo pensare all’emergenza climatica a sei mesi dalle elezioni? Questa è l’Amministrazione che ha tagliato più alberi in città e che ha sottoscritto l’accordo con Silea per lo sfalcio del verde. Ma di cosa ci siamo trovati a parlare in questa sede? Quella che voi considerate qui, per me non è emergenza climatica”. A replicare al consigliere di Forza Italia, il Dem Stefano Angeli Busi: "Questa è una presa di posizione politica, quelle cinque pagine hanno ragion d’essere e vanno prese in considerazione. Perché le dichiarazioni si tramutino in qualcosa bisogna fare delle scelte a tutti i livelli, anche comunale, ma prima di tutto bisogna condividere o meno l’esistenza del problema”.
M.V.
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