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Scritto Martedì 12 novembre 2019 alle 17:14

Margno: disturbò i vicini con forti urla e una motosega accesa  di notte. 56enne assolto

Si è discusso di un'accesa lite tra vicini - scoppiata nell'estate 2016 all'interno di un complesso abitativo di Margno - quest'oggi in tribunale a Lecco, nell'ambito del procedimento penale con imputato L.B., un residente 56enne chiamato a rispondere delle accuse di minaccia e disturbo della quiete pubblica. Intorno alla mezzanotte di una tranquilla (all'apparenza) serata di luglio, i carabinieri della stazione di Introbio erano stati chiamati ad intervenire all'interno di un'unità abitativa di Via Volta, per le urla provenienti da uno degli alloggi dove viveva appunto il pregiudicato insieme alla compagna.
A comporre il 112 era stata una coppia di residenti, turbati e infastiditi dal rumore che si udiva a tarda sera dall'appartamento dei vicini. Come ha riferito stamani in Aula al giudice monocratico Nora Lisa Passoni - rispondendo anche alle domande poste dal pubblico ministero Mattia Mascaro - il maresciallo Salvatore Fornaro, all'epoca dei fatti in servizio presso la stazione militare valsassinese, la situazione appariva confusa. Alle urla descritte dai vicini di casa si sommavano i cani presenti all'interno dell'alloggio, che continuavano ad abbaiare. Sedato l'iniziale clima di tensione e raccolte le lamentele dei vicini - secondo i quali la situazione era ormai insostenibile da tempo - i militari avevano lasciato la palazzina. Ma poco più tardi le incomprensioni erano riprese, con urla talmente forti da aver costretto uno dei residenti a bussare alla porta dell'imputato per chiedere silenzio. Per tutta risposta - secondo quanto riferito in Aula quest'oggi dai querelanti - dall'altra parte sarebbero pervenute minacce verbali pesanti come ''vi brucio la casa'', e - dulcis in fundo - l'accensione di una motosega nel cuore della notte. Una presenza quest'ultima che però non ha trovato riscontro nel successivo sopralluogo dei carabinieri all'interno dell'appartamento dell'imputato. Particolarmente lunga l'istruttoria odierna, con l'escussione anche del comandante della stazione dei carabinieri di Casargo (competente per territorio) maresciallo Luigi Taricco, che aveva raccolto la denuncia dei vicini di casa, dalla quale è sfociato appunto il processo dibattimentale conclusosi quest'oggi.
L.B. è stato infatti assolto: il giudice Passoni ha sentenziato il non doversi procedere per il capo di imputazione relativo alla minaccia (dopo l'avvenuta remissione di querela da parte dei vicini) e l'assoluzione per il disturbo alla quiete pubblica per la particolare tenuità del fatto. Nella sua requisitoria il PM Mattia Mascaro aveva chiesto la condanna del valsassinese alla pena di quindici giorni di arresto.
G.C.
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