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Scritto Giovedì 14 novembre 2019 alle 08:00

Olginate, ex Fonderia: dopo le analisi si chiede al giudice di avviare i primi lavori

L’obiettivo, ora, è quello di ottenere dal giudice – in tempi rapidi, stavolta davvero – la necessaria autorizzazione per procedere con la fase di smaltimento dei rifiuti e di messa in sicurezza dell’area, a livello “superficiale”; dopodiché si avvieranno le indagini del sottosuolo, propedeutiche a un iter di bonifica da pianificare in base alla futura destinazione del comparto.

Il sito di Olginate

Tra il pubblico presente in sala i componenti del Comitato contro l’inquinamento

Anche se qualcuno – nello specifico dal Comitato contro l’inquinamento – si è detto “soddisfatto” degli ultimi aggiornamenti, la strada per la riqualificazione dell’area dell’ex Fonderia San Martino a Olginate si profila ancora lunga: nella serata di ieri, mercoledì 13 novembre, sono intervenuti in sala consiliare – insieme al liquidatore giudiziale Eliana Scola – i tecnici (subentrati ad altri professionisti del settore) incaricati delle analisi sul soprasuolo, eseguite la scorsa estate su un’ottantina di campioni rispetto ai dodici considerati in precedenti indagini, poi “archiviate”.

Ai lati del liquidatore giudiziale i due tecnici incaricati delle analisi, Mariangela Tardivo e Marco Marchetti

L’intento era quello di mettere nero su bianco le condizioni superficiali dell’area, quelle che avrebbero potuto causare più rischi per la salute pubblica. I risultati sono stati positivi, facendo emergere una situazione meno grave del previsto: come ha sottolineato l’ingegner Marco Marchetti, sono stati rinvenuti “soltanto” alcuni blocchi di amianto (compatto, non friabile, e quindi meno pericoloso) e bidoni di oli. “A questo punto deve pertanto partire la prima fase, quella di pulizia e messa in sicurezza dell’area” ha spiegato il tecnico, con la dottoressa Scola che ha però precisato come gli interventi possano essere avviati soltanto previa autorizzazione del Tribunale; su esplicita richiesta degli amministratori olginatesi – uno su tutti il capogruppo di maggioranza Antonio Sartor – Marchetti ha dichiarato che tali lavori potrebbero essere conclusi tra febbraio e marzo 2020, sempre che il placet del giudice non tardi ad arrivare.

Il liquidatore giudiziale dott.ssa Eliana Scola

“Lo step successivo prevede un’ulteriore indagine nel sottosuolo con carotaggi e campionature sia del terreno che delle acque di falda, in entrata e in uscita” ha proseguito la dottoressa Mariangela Tardivo. “Anche in questo caso gli esiti potrebbero essere più confortanti del previsto, ma comunque saranno decisivi per valutare le scelte successive e pianificare l’iter di bonifica, da calibrare soprattutto in base alla destinazione futura dell’area, a discrezione degli eventuali investitori: l’invasività e i costi dell’intervento saranno maggiori nel caso di un utilizzo per scopi residenziali, rispetto a una destinazione commerciale. Si dovrà dunque ragionare anche in un’ottica urbanistica, oltre che puramente ambientale. Per ora, considerando anche le risorse non eccessive che abbiamo avuto a disposizione, la situazione può dirsi sotto controllo”.

Il sindaco Marco Passoni

Sostenuto da tutti i consiglieri comunali presenti in sala, il sindaco Marco Passoni ha dunque chiesto alla dottoressa Eliana Scola l’impegno a ottenere quanto prima l’autorizzazione del giudice per avviare i primi interventi, ribadendo alcuni aspetti: “Quella dell’ex Fonderia è un’area centrale per il nostro territorio, in tutti i sensi” ha commentato. “Qualsiasi cosa sorgerà sulle ceneri del comparto industriale si troverà esattamente al centro di due zone diverse del paese, divise dalla strada provinciale. Fondamentale, per noi, è anche risolvere in fretta il problema del reticolo idrico che scorre nel sottosuolo dell’area, che non di rado causa allagamenti anche nelle case confinanti. Ottenuto l’esito di queste analisi, ci auguriamo di essere finalmente arrivati a un punto di svolta”.
B.P.
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