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Scritto Sabato 16 novembre 2019 alle 15:28

I pensionati lecchesi a Roma per lo sciopero nazionale

Il Circo Massimo di Roma nella mattinata odierna ha ospitato lo sciopero nazionale con cui i pensionati hanno chiesto più risorse per loro e più tutele per la categoria. Tra le migliaia di persone che hanno manifestato nel cuore della capitale anche una cinquantina di pensionati dello SPI Cgil di Lecco e una nutrita delegazione della FNP Cisl di Monza e Lecco.

''Come sindacato lecchese dei pensionati ci ha fatto molto piacere la partecipazione del segretario generale Diego Riva e dei segretari FIOM Maurizio Oreggia e Giuseppe Cantatore'' ha esordito la segretaria dello SPI di Lecco Giuseppina Cogliardi. ''Siamo venuti qui perché ci sentiamo invisibili nelle politiche di questi ultimi anni. Non c'è attenzione verso i nostri bisogno''. Principale tema avanzato nella mattinata, centrale anche nelle battaglie più recenti della categoria, quello della non autosufficienza. ''Troviamo sia assolutamente urgente pensare al più presto ad una legge nazionale sulla non autosufficienza'' ha proseguito Cogliardi. ''Ciò riguarda sicuramente il fatto che la società sta invecchiando. Dobbiamo pensarci oggi per il nostro futuro. I casi di persone non autonome saranno sempre di più e non possiamo farci trovare impreparati. E' un tema trasversale che oltre ai pensionati riguarda i disabili. Oggi sempre di più le famiglie sono lasciate sole a gestire il problema, sia a livello economico che a livello organizzativo''.

I lecchesi sono partiti all'alba verso la capitale, sfidando il maltempo che li ha però graziati durante la manifestazione in cui sono intervenuti i segretari generali dello SPI, di FNP Cisl e di UILP Uil, rispettivamente Ivan Pedretti, Gigi Bonfanti e Carmelo Barbagallo. ''Sicuramente non è un caso che questa terza manifestazione che teniamo a Roma come pensionati arrivi nel momento in cui si sta discutendo la legge finanziaria'' ha poi aggiunto la segretaria dello SPI lecchese. ''I pensionati, torno a ribadire, sono sempre più invisibili con le loro esigenze. La rivalutazione delle pensioni è ferma ormai da molti anni e questo ci impoverisce. Eppure sulle nostre attività si basano i fondamenti della società civile. Siamo i nonni che seguono ancora i loro genitori anziani o che aiutano anche economicamente i loro nipoti. E poi siamo i volontari più numerosi, senza di noi il terzo settore probabilmente non starebbe nemmeno in piedi''.
A.S.
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