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Scritto Sabato 16 novembre 2019 alle 18:38

Autismo Lecco: l'associazione di genitori raccoglie fondi, ecco le date

In occasione del Natale, l'Associazione "Autismo Lecco" O.D.V. organizza una raccolta pubblica di fondi per finanziare le proprie attività. Sette date - la prima è stata oggi, l'ultima sarà il 6 dicembre - durante le quali sarà possibile trovare panettoni "benefici" in centro Lecco e dintorni.


Simona, mamma nonché referente dei genitori all'interno del sodalizio, ci ha raccontato qualcosa di più sull'Associazione e sulla sua storia.

Quando e com'è nata "Autismo Lecco"?
"Autismo Lecco" è un'associazione O.D.V. di genitori di ragazzi con spettro autistico nata nel 2000 per volontà di cinque genitori. Inizialmente la nostra unica sede operativa era nel meratese, a Paderno d'Adda, presso Cascina Maria, ma presto - per rendere più semplici gli spostamenti dei giovani dell'associazione e dei loro genitori ed essere più "attivi" nell'area del lecchese - abbiamo aperto un secondo "Punto Autismo" in via Agliati, a Lecco. Ad oggi, "Autismo Lecco" riunisce circa una sessantina di famiglie della provincia ed è affiliata all'associazione "ANGSA Lombardia onlus".

Qual è lo scopo dell'associazione?
"Autismo Lecco" collabora sia con enti pubblici che privati, oltre che con associazioni aventi finalità analoghe. È sostenuta dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese Onlus. Promuove la creazione di servizi finalizzati ad una presa in carico specifica delle persone con autismo, cercando di garantire il migliore sviluppo possibile delle potenzialità delle persone con autismo, favorendone l'autonomia personale e lavorativa, secondo le proprie possibilità e nel rispetto della diversità e dei diritti della persona. Proviamo inoltre a migliorare la qualità della vita dei famigliari, promuovendo la piena partecipazione alla vita
sociale dei loro cari con autismo.

Quali attività e servizi mettete a disposizione dei ragazzi e dei loro genitori?
Offriamo tutoring scolastico, grazie a esperti consulenti, individuando percorsi mirati all'integrazione-inclusione scolastica e nella gestione di situazioni problematiche. Organizziamo laboratori psicoeducativi per bambini e adolescenti con autismo, ad esempio a sfondo musicale o culinario, gruppi di auto-mutuo aiuto rivolti ai genitori e mediati da uno psicologo esperto nel campo dell'autismo, progetti di socializzazione e potenziamento delle autonomie per preadolescenti, adolescenti e giovani adulti autistici. Non siamo un'ASST, ma ci avvaliamo del supporto di ottimi professionisti. Non da ultimo, cerchiamo di dare sostegno alle famiglie, grazie anche alle consulenze di esperti che offrono consigli sulla gestione quotidiana del bambino o del ragazzo.

Cosa significa avere un figlio autistico?
È importare ricordare, anzitutto, che l'autismo non è una malattia, bensì un disturbo del neurosviluppo che implica la compromissione della sfera sociocomunicativa e la presenza di interessi ristretti e ripetitivi.
Circa l'80% delle persone con autismo presenta una condizione di disabilità intellettiva; il restante 20%, considerato "ad alto funzionamento", manifesta comunque problemi di comunicazione e di relazione significativi. Le difficoltà maggiori si presentano nella gestione della persona: bisogna fare attenzione al modo di porsi, a non essere troppo bruschi, non dare ordini perentori o fare promesse. Per i ragazzi con spettro autistico è tutto bianco o nero, non ci sono vie di mezzo. Ogni persona con autismo, però, ha caratteristiche peculiari, che la rendono unica. Ogni bambino o ragazzo ha i propri bisogni, per questo è necessario adottare un approccio di tipo educativo-comportamentale "su misura".

Qual è l'approccio al disturbo da parte di chi non ne ha esperienza diretta?
Il disturbo spesso rende difficile un inserimento autonomo nei contesti di vita. È percepito come una disabilità "pesante", e in effetti lo è. Fortunatamente oggi se ne parla di più, grazie ai media, alla televisione, a internet, ma ci sono ancora molti tabù da rompere. Fortunatamente a livello locale le istituzioni non sono indifferenti al nostro problema, anzi cercano di venirci incontro. Lavoriamo per fare sempre di più: sensibilizzare la collettività, avvicinarla a un disturbo che non riguarda sempre e per forza "l'altro", ma che può toccare e tocca in un certo senso tutti. Ecco il perché di iniziative come la raccolta fondi  - e che, speriamo, possano interessare a più persone possibili - per sostenere progetti e attività per i nostri bambini e ragazzi. Nel 2020, inoltre, festeggeremo vent'anni: sarà un'ottima occasione per celebrare l'importante traguardo con nuove iniziate e tanti appuntamenti.

M.C.
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