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Scritto Venerdì 19 dicembre 2014 alle 18:34

Valmadrera, Altof: in provincia si aprono spiragli per la mobilità

Una foto di repertorio dei lavoratori in presidio davanti alla sede dell'unità di crisi
Un altro incontro sulla Altof srl di Valmadrera all'unità di crisi della Provincia di Lecco si è concluso positivamente. Il vertice previsto per questa mattina in via Matteotti, che ha fatto seguito ad una precedente riunione della scorsa settimana, ha avuto un esito soddisfacente.
Oggi erano presenti, oltre alle organizzazioni sindacali e alle Rappresentanze sindacali unitarie, Mauro Gattinoni, direttore di Api Lecco, il sindaco di Valmadrera Donatella Crippa, Matteo Sironi, direttore dell'unità di crisi della Provincia e il vicepresidente Giuseppe Scaccabarozzi. Il tavolo istituzionale è stato attivato per far dialogare le parti coinvolte, dando in modo particolare alle organizzazioni sindacali e alla dirigenza aziendale l'opportunità di interagire con gli intermediari istituzionali che hanno contribuito e svolto la loro parte nel raggiungimento dell'esito auspicato. Se in un primo momento infatti i tavoli tra parti sociali e vertici aziendali avevano fatto emergere la distanza e l'inconciliabilità delle posizioni, ora la situazione inizia a muoversi nella direzione della tutela dei lavoratori e della loro professionalità, elemento che da sempre contraddistingue l'azienda sul mercato delle apparecchiature oleodinamiche di cui si occupa.
Altof srl, che lo scorso ottobre aveva avviato la procedura liquidatoria per chiudere l'attività di via Sabatelli (la causa è da ricercarsi in una situazione debitoria tanto importante che non consentirebbe di proseguire con l'attività) facendo così cessare anche il rapporto con i dipendenti con la fine dell'anno, ha riconsiderato la scelta e ha riflettuto sull'ipotesi emersa nella precedente riunione: cambiare la procedura aperta o conciliarla con l'inserimento di un ammortizzatore sociale diverso dalla mobilità. 
Un'apertura, quella della proprietà, che ora consentirà di continuare il dialogo sulle sorti future dell'area produttiva: "l'azienda si è resa disponibile a rivedere l'ammortizzatore della mobilità. Ora bisognerà vedere se sarà possibile ritirare la procedura già aperta oppure se si potrà conciliare con la cassa integrazione straordinaria di un anno che abbiamo richiesto per tutelare i lavoratori e cercare di trovare una soluzione per l'attività. La cassa integrazione ci consente infatti di avere una tempistica diversa da quella prevista inizialmente dall'azienda, permettendoci quindi di iniziare a dialogare con gli interlocutori che si fanno avanti per rilevare l'attività" ha dichiarato Emilio Castelli della Fim Cisl che insieme al collega Fabio Anghileri della Fiom Cgil ha incontrato tutti i lavoratori (in presidio davanti al palazzo provinciale) in una sala della sede dell'unità di crisi.
Se infatti con la procedura liquidatoria i lavoratori sarebbero stati messi in mobilità cessando di fatto ogni tipo di rapporto con l'azienda, ora, con la proposta della cassa integrazione continuerebbero a restare alle dipendenze di Altof per un anno. Dal lato sindacale, questo significa avere maggior spazio per dialogare con gli imprenditori interessati a un'azienda solida che da quarant'anni è garanzia di qualità nel settore.
Lunedì 22 dicembre quindi presso la sede di Api Lecco le parti si incontreranno nuovamente.
"E' positivo il fatto di avere utilizzato il provinciale come mezzo per il dialogo: in questo modo siamo riusciti a intavolare un discorso con la dirigenza aziendale. Siamo dunque soddisfatti perchè uno dei nostri obiettivi era quello di trovare una soluzione diversa rispetto a quella prospettata da Altof. Grazie al tavolo dell'unità di crisi siamo quindi riusciti a trovare una soluzione nella fase intermedia. Speriamo poi di raggiungere gli obiettivi anche nella fase conclusiva" ha proseguito il delegato sindacale Castelli.
I prossimi sviluppi si attendono ora con l'inizio della prossima settimana.
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M.Mau.
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