Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 97.940.040
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 15/09/20

Merate: 36 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 31 µg/mc
Lecco: v. Sora: 24 µg/mc
Valmadrera: 28 µg/mc
Scritto Martedì 03 dicembre 2019 alle 08:35

Valmadrera: un ricordo di Pippo Gullotta che da giovane carabiniere vestì i panni... del prete

Nel giorno dell'addio a Giuseppe - Pippo - Gullotta, storico comandante dei vigili di Valmadrera, morto nei giorni scorsi a 80 anni, pubblichiamo un nostalgico ricordo di una delle sue prime operazioni nel lecchese, quando ancora faceva parte dell'Arma dei Carabinieri.


Giuseppe Gullotta
Giuseppe Gullotta, ricordato come comandante per tanti anni della Polizia Locale di Valmadrera, era giunto nel grosso Comune (allora non ancora città) alla periferia di Lecco, nel 1962, carabiniere proveniente dal battaglione mobile di Milano e destinato alla stazione dell'Arma, che si trovava allora sulla strada provinciale per Como, in località Molinetto. Era comandante del nucleo operante dei Carabinieri il brigadiere Roberto Canovi, poi maresciallo, dal 1963 al 1975 a Bellagio, dove è rimasto anche con il congedo, diventando sindaco negli anni '80. Giuseppe Gullotta, con la pensione, era venuto ad abitare a Lecco, sul lungolago, in località Caviate. Nelle passeggiate lungolago Piave, vicino al Brick Tamoil del distributore con bar, sorrideva compiaciuto quando un giovanissimo cronista degli anni '60 a Lecco ricordava la sua prima singolare operazione compiuta giunto da poco alla stazione di Valmadrera. Cosa era avvenuto? I carabinieri del comando stazione di Lecco, con il non certo dimenticato maresciallo maggiore cav. Giuseppe Lavecchia, stavano cercando di identificare l'autore di "messaggi" quasi terroristici che pervenivano al santuario della Vittoria e che contenevano minacce di irruzioni di vario tipo, con possibili incendi e devastazioni. Venne, allora deciso, di vestire da prete un carabiniere che sarebbe rimasto all'interno del santuario, presso l'altare laterale della Crocefissione, in atteggiamento di meditazione e di preghiera, ma vigile e pronto ad intervenire in caso di allarme. Altri Carabinieri sarebbero rimasti in borghese all'esterno del santuario, pronti ad intervenire in caso di chiamata. Era, però, necessario scegliere per tale ruolo (del prete-carabiniere) un militare di non possibile identificazione da parte di qualche fedele, ovvero di carabiniere giunto da poco nel territorio. Venne allora chiamato da Valmadrera il giovane Gullotta appena giunto nel lecchese.
Lo stesso ricordava che se qualche fedele si avvicinava chiedendo "Padre, dovrei confessarmi". Rispondeva: "Non sono ancora sacerdote, manca pochi mesi all'ordinazione, c'è un sacerdote nel confessionale qui vicino". L'operazione ebbe esito positivo e sicuramente con conclusioni meno tragiche di quanto potesse apparire nelle premesse.             Un ricordo che oggi si tinge di commozione  perché anche quando era comandante della Polizia Locale di Valmadrera, il cav. Giuseppe Gullotta rammentava la giovinezza trascorsa nell'Arma dei Carabinieri, da quando, non ancora ventenne, dalla nativa Catania aveva raccolto l'invito del bando di arruolamento tra i militari dagli argenti alamari, all'insegna della fiamma della fedeltà. Un "viaggio nell'Arma" che lo portò da un estremo all'altro della penisola, dalla Sicilia a Valmadrera. 
Articoli correlati:
01.12.2019 - Valmadrera partecipa al cordoglio per la scomparsa di Giuseppe "Pippo" Gullotta
A.B.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco