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Scritto Sabato 07 dicembre 2019 alle 08:13

Lecco, messa per il Patrono: Basilica gremita, 4 parole ai fedeli

Chiesa gremita nella serata di venerdì 6 dicembre per la Santa Messa solenne per la festa di San Nicolò, patrono della città che ha coinvolto diversi sacerdoti insieme ad autorità ed esponenti della politica del territorio tra cui il Sindaco Virginio Brivio, il Vicesindaco Francesca Bonacina e membri de consiglio comunale.

Monsignor Davide Milani ha colto l'occasione per benedire, prima della celebrazione, la cappella appena restaurata dedicata appunto al santo patrono. Nel dettaglio all'interno della cappella è collocata sulla parete di fondo ad una tavola dipinta, con cornice di legno intagliato, policromato e dorato, recuperata dal magazzino parrocchiale risalente al 1912. Sui lati invece, la classica statua del vescovo di Mita e un dipinto - un olio su tela di fattura seicentesca - rappresentante anch'esso San Nicolò insieme ai tre pommi d'oro simbolo caratteristico. Collocata nella nicchia - una delle più frequentate dalla Basilica - anche la Reliquia del patrono, esposta per essere bacia poi dai fedeli.
Presentate anche le due vetrate dei Santi Carlo e Ambrogio che, crollate nei mesi scorsi, sono state sapientemente ricomposte grazie all'intervento di restauratori specializzati. Il recupero, è stato possibile grazie al contributo della Fondazione Comunitaria Lecchese e di privati.
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La Santa Messa è stato un momento di condivisione grazie alla presenza dei ministri ortodossi, coppi e cattolici del territorio che si sono riuniti nella casa del Signore. Il prevosto ha voluto richiamare l'attenzione dei presenti, durante l'omelia, su quattro parole che hanno delineato il suo discorso.
La prima: la memoria. "Questa parrocchia e tutta la città ha una memoria che noi siamo qui per celebrare e rinnovare. Bisogna riconoscere l'importanza della città come istituzione ed organismo civile. La città viene vissuta in maniera giusta solo da chi ha memoria poiché questa questa ci guida nell'agire... Grazie agli storici locali e agli investimenti culturali insieme che conservano il nostro passato e la nostra memoria. Quindi, la memoria va alimentata e rinnovata per ricordare il bene che viene vissuto e donato, è sterile se non diventa cultura, modo di vivere, di intendere e praticare l'esistenza".
La seconda: Chiamata. "Per costruire una città bisogna avere la vocazione ovvero essere chiamati qui a Lecco ognuno con le sue capacità e i suoi bisogni. Lecco è fatta da chi riconosce di essere stato chiamato a venire a fare la sua parte mentre stava realizzando il proprio progetto di vita. Nessuno si sentirà meno lecchese rispetto ad altri se ci ricordiamo di includere chi si sente parte del tessuto cittadino".

La terza: Dedizione. "La dedizione di alcuni trasforma un insieme di persone in una comunità. Ma cos'è la dedizione? dare sé totalmente nella forma di chi si consegna alla missione che deve compiere. Bisogna darsi per ciò che serve a tutta la comunità in quanto la città si forma grazie alla dedizione di ciascuno. La dedizione è pensiero intelligente che detta azione, aiuto reciproco, lavoro, educazione dei ragazzi, assistenza degli anziani soli".
L'ultima: Entusiasmo. "E' entusiasta chi ha Dio dentro. Chi ha il desiderio di Dio dentro di sé. Chi non ha entusiasmo si spegne, si ripiega su se stesso e soffoca. Nicolò era quindi un entusiasta guidato da Dio. Sognava per la sua città protezione, giustizia e pace... La più grande crisi da scongiurare è la crisi spirituale. Ma qual'è la forza che può rinnovare la nostra città? Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono felice l'uomo. In sintesi il più grande motore del cambiamento è dentro di noi, è l'estasiamo che ognuno di noi ha".

Alla fine della celebrazione Monsignor Milani ha consegnato le mele alle autorità presenti mentre per i bambini non è mancato un San Nicolò in carne ed ossa capace di dispensare grandi sorrisi e rossi pomi.
C.Ca.
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