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Scritto Sabato 07 dicembre 2019 alle 09:26

Lecco: in Basilica in scena 'L’annunciazione a Maria', applausi

La giornata di venerdì 6 dicembre, ricca di appuntamenti volti a celebrare il Santo Patrono di Lecco, si è conclusa con una lettura teatrale tratta dal testo di Paul Claudel.

Lo spettacolo si è svolto in Basilica e ha richiamato l’attenzione di tantissimi fedeli giunti appositamente per assistere alla produzione dalla compagnia Exire, associazione culturale nata con l’intento di studiare e avanzare proposte legate all’ambito sacro o di caratura civile, che abbiano a tema i valori fondanti della convivenza della comunità umana.

Tratto distintivo di questa compagnia è la capacità di proporre un teatro della parola, della riflessione, un teatro spirituale capace di giungere al fondo dello spirito che abita ogni uomo. E così è stato con lo spettacolo “L’annuncio a Maria” e la regia di Fabio Sarti: i protagonisti della serata sono stati quattro attori, Camilla Pistorello, Angelo Zilio, Marta Lucini e Matteo Bonanni che, con il solo ausilio delle loro voci e di un accompagnamento musicale, hanno saputo guidare gli spettatori in una storia dal profondo senso religioso.
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Il dramma, ambientato nella Francia medioevale, ha come protagoniste due sorelle, Violaine e Mara, profondamente diverse l’una dall’altra: se la seconda è logorata dall’odio, la prima invece incarna la misericordia e la fiducia in Dio. Questi tratti distintivi emergono in maniera sempre più evidente dalle varie vicende e dagli incontri con gli altri due personaggi: Pierre di Craon, mastro architetto e costruttore di chiese, e Jacques Hury.


Ad aprire la serata però, poco prima dello spettacolo, è stato un momento di riflessione, tenuto dalla professoressa Laura Polo d’Ambrosio, su alcune opere d’arte con al centro il tema dell’annunciazione. In particolare, ci si è soffermati sulla distinzione tra l’annunciazione di Tiziano e quella di Tintoretto, esposta proprio in questi giorni in città. “Entrambi sono grandi opere d’arte, ma soltanto la seconda riesce a cogliere bene quel momento di ‘imprevisto’ e a trasmetterlo allo spettatore. È proprio questa l’essenza dell’opera d’arte: immaginare quel qualcosa in più che, senza l’opera, non potrebbe essere espresso a parole”.
V.P.
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