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Scritto Domenica 08 dicembre 2019 alle 08:00

Con le sardine nelle piazze reali sono riemersi i corpi, la diversità. Non più foto, immagini, twitter, instagram ma fisicità che si toccano

Enrico Magni
L'anno che sta finendo evoca l'immagine di una linea ondulatoria o di un suono caratterizzato da tratti distintivi in cui in superficie compare con una curva alta e con un lembo piatto, lineare che nasconde la parte sottostante speculare a quella che si vede: si resta catturati da quella che appare e non da quella sommersa. Si tende a essere incantati da ciò che appare, eppure è nell'invisibile che si nasconde il visibile: il movimento è un tratto manifesto dell'attuale politica, economica, sociale e psicologica.

Dall'inizio dell'anno a oggi si sono capovolti i toni, i ruoli e le forze: è tutto un gioco di alterazioni, cambiamenti, alti e bassi; tutto questo evidenzia una bipolarità della vita sociale, individuale che produce un percepito di instabilità, irrequietezza, insicurezza e impotenza.

Il messaggio, per un lungo periodo dell'anno, trasmesso dai media e dai mezzi di comunicazione di massa reali o virtuali, è stato quello dell’insicurezza, dell'invasione, di un’economia globalizzante produttrice disuguaglianze. E' stato un messaggio di decadenza, di riduzione del danno producendo un clima sociale e collettivo di tristezza, depressione-esaltazione che poi è sbocciato come in una novella del Boccaccio.

Nel frattempo, la parte dell'onda nascosta riordinava le spinte molecolari facendo emergere quella parte silente che aspettava soltanto qualcuno che la evocasse. Dall'acqua sono emerse le sardine che, sfruttando un sentimento sopito e rattristito, sono riuscite a risvegliare il sogno del futuro: l'acqua e il pesce sono simboli di rinascita, purificazione, appartenenza, vicinanza e comunanza.

Il risveglio è passato attraverso l'uso del cyber. Come il dio Pan quattro flauti virtuali sono stati capaci di fare emergere dall'onda sommersa questi corpi chiamandoli nelle piazze. Prima, la gente, gli individui si sentivano afoni, senza voce e disturbati dal richiamo del dio onnipotente che tutto vede e tutto risolve. Erano terrorizzati.

Nelle piazze reali sono riemersi i corpi, il sociale, la pluralità, la diversità. Non più corpi virtuali con foto, immagini, video o messaggi su facebook, twitter e instagram ma fisicità che si toccano, parole che si scambiano, sguardi che incrociano.  C'è nell'onda un desiderio di aggregazione, un bisogno di riconoscersi, ritrovarsi, imparare ad ascoltarsi.

E' un’onda che si accosta a quella di Greta Thunberg del movimento Fridays ForFuture per la difesa dell'ambiente. Sono onde che emergono per contrastare l'eco assopente delle sirene delle politiche dominanti e scostanti: è il manifestarsi di uno scontro tra dominati dominanti e non tra partiti o movimenti governativi.

E' importante che le onde siano attente a non farsi attrarre dal richiamo dei dominanti e siano libere di sollecitare la loro presenza festosa facendosi portatrici di richieste non omologanti. Per adesso, il bisogno espresso, è di assumere un linguaggio propositivo depurato da emozionalità negativa e di aver posto al centro il valore della libertà individuale e sociale: ben venga, ma non basta.

E' questa voglia di festa, è questa voglia di leggerezza, è questa voglia di socialità, è questa voglia di toccarsi tra corpi che si incontrano sotto i portici, sfiorati e abbagliati dalle luci festone di Natale, che è stata messa in scena dalle Alborelle a Lecco. Le sardine hanno l’argento della luna e degli ulivi.
Dr. Enrico Magni
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