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Scritto Martedì 17 dicembre 2019 alle 13:01

Lecco, il presidio dei pensionati di fronte alla Prefettura per chiedere tutele: lo Stato prenda i soldi agli evasori, non a noi

Nelle scorse ore il Senato ha dato il via libera alla nuova legge di bilancio, ormai praticamente definita senza però trovare particolarmente favorevoli i pensionati e i loro sindacali federali. Quest'oggi, martedì 17 dicembre, in contemporanea con il presidio che si è svolto in piazza Santi Apostoli a Roma, anche a Lecco la categoria ha alzato la voce, scegliendo di manifestare di fronte alla Prefettura di Corso Promessi Sposi con un'intenzione precisa, quella di presentare le loro istanze al prefetto.

Mirco Scaccabarozzi e Giorgio Galbusera della Cisl con Giacomo Arrigoni della Uil

I rappresentanti dello SPI Cgil di Paderno d'Adda

Le porte dell'ufficio del dr. Michele Formiglio si sono aperte ai rappresentanti dei sindacati presenti circa 20 minuti dopo l'inizio del presidio, partito alle 10, mentre una cinquantina di pensionati sono rimasti in strada, sventolando le bandiere di Cgil, Cisl e Uil, per far sentire la loro voce. ''Non ci riteniamo così soddisfatti rispetto al percorso della finanziaria, che sta giungendo al termine'' è stato il commento di Mirco Scaccabarozzi della segreteria di Cisl Monza Lecco Brianza.

''Da un lato riconosciamo come positivo l'essere stati re interpellati da questo esecutivo, mentre in passato la disintermediazione con gli altri governi ci aveva escluso completamente. Per quanto ci riguarda, tuttavia, solo 7 miliardi di euro di fatto possono essere considerati un investimento per i pensionati. Chiediamo perciò la riapertura dei tavoli negoziali per quanto riguarda i contratti, con un occhio particolare al pubblico che negli ultimi 11 anni ha visto un unico rinnovo. C'è poi la questione legata alla sanità, con tagli previsti in un sistema arrivato ormai al 'fifty-fifty'. Un'altra istanza - ha concluso - riguarda le questioni aperte sul tavolo del Mise. Criticità che riguardano anche Lecco e settori come il meccanico, l'agroalimentare e il bancario. Gradiremmo che il Mise cominciasse a parlare di soluzioni congruenti alle criticità che riguardano lavoratori e lavoratrici pensionati, dei quali continueremo a difendere i diritti''.

VIDEO

https://youtu.be/ivP-GhfMFPk

Le tre manifestazioni generali di quest'anno, come ha ricordato il segretario di Fnp Cisl Monza Brianza Lecco Giorgio Galbusera, descrivono già perfettamente l'umore dei pensionati di questi tempi. ''Siamo 16 milioni in Italia e siamo trattati come invisibili'' è stato il suo commento. ''Le questioni principali sono tre. Innanzitutto, chiediamo la rivalutazione delle pensioni. Siamo fermi da molti anni e chiediamo una rivalutazione almeno fino a sette volte il minimo, mentre oggi siamo a tre. Poi la quattordicesima mensilità. Chiediamo che sia ora di superare il tetto oggi fissato a 1.000 euro. Infine, il tema dell'autosufficienza. Nel nostro paese ci sono 2,8 milioni di persone non autosufficienti e in gran parte sono anziani. Uno dei grandi primati che ha l'Italia nei confronti di altri paesi europei è che non abbiamo una legge che tuteli queste persone, la cui cura e i relativi costi gravano soprattutto sulla famiglia''. Tema economico toccato anche da Giacomo Arrigoni, segretario della UIL Pensionati di Lecco.

''Una delle ragioni per la quale abbiamo indetto questo presidio è la richiesta, che facciamo ormai dal 2011, di un adeguamento delle pensioni'' ha commentato. ''A causa della Legge Fornero, come sappiamo, e i provvedimenti dei successivi governi, possiamo dire che oggi le pensioni di 1.240 euro al mese, cioè 1.540 euro lordi, perdono all'anno esattamente 1.240 euro, praticamente una tredicesima. Rivalutare le pensioni significa recuperare quello che abbiamo perso in questi otto anni, tenendo conto due cose. La prima è che abbiamo dato 13 miliardi di euro alla nazione per uscire dai problemi. E poi che nella nazione abbiamo una parte di contribuenti che evadono per 800 miliardi di euro. Questa non è più una cosa sostenibile. I pensionati stanno chiedendo per sè e per la nazione di recuperare quei soldi, il ché vorrebbe dire anche incrementare la domanda e quindi la produzione e quindi l'occupazione. Non stiamo chiedendo di riavere i nostri soldi, ma le condizioni che avevamo nel 2011''.
A.S.
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