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Scritto Mercoledì 18 dicembre 2019 alle 12:20

Confindustria: si chiude un anno 'bipolare'. Il futuro guarda a Como e alle Olimpiadi, passando per le elezioni

Tradizionale brindisi pre natalizio in casa Confindustria Lecco e Sondrio prima delle festività che andranno a chiudere un 2019 sicuramente bipolare: "a livello economico è stato un anno difficile, altalenante. Nei primi mesi sembrava consolidarsi quella ripresa che pareva portarci fuori dal tunnel della più grande crisi che abbiamo subito dal dopoguerra. Da metà anno, invece, c'è stato un forte rallentamento, negli ordini e nella produzione" ha sostenuto il Presidente Lorenzo Riva, citando il settore dell'automotive ad oggi in stallo anche per l'innesto del freno da parte della "locomotiva teutonica", con la Germania in questo momento "in crisi così come lo siamo noi".

Il Presidente Lorenzo Riva

"L'automotive non sa che strada prendere: elettrico o non elettrico? Ibrido? Diesel euro 7?" ha proseguito introducendo poi il tema interconnesso di quell'ecosostenibilità dell'impresa sollecitato soprattutto dai giovani. "Mi piacerebbe che le nostre realtà venissero misurate non solo sui numeri del bilancio - sicuramente importanti - ma anche per quello che riescono a fare per il sociale e la sostenibilità ambiantale" ha aggiunto il numero uno, ricordando poi come tra i tantissimi campi in cui quest'anno Confindustria Lecco e Sondrio è stata impegnata abbia scelto quale perno la scuola e dunque i giovani. "Abbiamo deciso di scommettere sul futuro" ha potuto affermare con convinzione Riva, citando gli investimenti operati direttamente come Associazione o tramite la Fondazione Badoni per "aiutare i nostri istituti tecnici del territorio a crescere, con laboratori degni".

Il Direttore Giulio Sirtori

"Abbiamo cercato anche di rispolverare il senso di appartenenza che era uno dei punti del programma di mandato di Lorenzo" ha altresì aggiunto il direttore Giulio Sirtori, parlando della volontà di rendere Confindustria "un luogo di dibattito e confronto, al di là dei servizi erogati", ormai conosciuti e apprezzati dalle imprese nonché solidi grazie alle capacità espresse dei collaboratori. "Ci ha dato una bella mano il Gruppo Giovani che ha prodotto tanto, con belle idee come i recenti Networking talks e il servizio Podcast".
Allargando l'orizzonte, lo sguardo si rivolge all'altro ramo del Lario. Dopo aver organizzato per il secondo anno l'Assemblea congiuntamente "agli amici di Como", il Presidente Riva non nasconde l'auspicio di poter creare con i cugini quella potrebbe essere "una Confindustria vera del Nord, capace di mettere insieme tre territori con le loro conoscenze e le loro capacità nonché di essere una spina costante per rimarcare le necessità delle nostre imprese" ha detto, citando in primis infrastrutture adeguate e sostengo per esprimere al meglio le potenzialità delle tre province e in genarale del Paese. E nell'anno della "fusione", a Como riporta anche la Camera di Commercio. "Grazie a una legge siamo stati costretti a rimetterci insieme. Non è stato un inizio facile e era prevedibile: siamo due territori che si conoscono ma che non si sono voluti frequentare. Ci è stata data però una grandissima opportunità per le 90.000 imprese che la Camera di Commercio rappresenta" ha dichiarato, dicendosi contento dei risultati ad oggi raggiunti, elevando ad esempio il finanziamento dei bandi sull'innovazione e l'impresa quale riprova del fatto che l'Ente stia puntando sulla crescita del territori. "Erano due Camere con mentalità diverse, la nostra concentrata sul Politecnico che oggi è una realtà straordinare che però ci ha drenato gran parte delle risorse mentre Como aveva aperto le sue idee su vari soggetti. Ci siamo ritrovati sbilanciati rispetto alle richieste della parte comasca in confronto al lecchese che non era abituato nemmeno a chiedere. Ora siamo entrati in un mondo comune in cui abbiamo due grandissime realtà come appunto il Politecnico e ComoNExT, un incubatore straordinario: il mio sogno è metterle insieme per farle chiacchierare per il bene delle nostre imprese. Il futuro passa solo attraverso la ricerca e l'innovazione: abbiamo sempre più bisogno di collaborare con gli atenei e ricevere dagli atenei ragazzi diversamente preparati in grado di affrontare il lavoro che spetta loro".
Immancabile il riferimento alle Olimpiadi invernali del 2026 il cui successo "andrà misurato in quei 3-4 milioni di spettatori che passeranno di qua in quella settimana: se nel 2027, la metà ripasserà , fermandosi a conoscere la nostra offerta, avremo fatto gli interessi del nostro territorio".
Ma prima di arrivare a Bormio 2026, ci saranno le elezioni amministrative della prossima primavera. La domanda è banale: cosa chiedete al nuovo sindaco? La risposta di Riva parte da quel "non ci meritiamo una città così" detto al momento del suo insediamento a Presidente di Confindustria. "A distanza di due anni, grazie a dei cittadini volenterosi, sono state messe delle luminarie per Natale. L'arrivo di don Davide - ha aggiunto su suggerimento di Sirtori che cita il Tintoretto - ha dato una sferzata di entusiasmo. Con lui ho un sogno che spero di realizzare nella prossima primavera realizzando festival del cinema di una settimana qui a Lecco. La città deve essere più tranquilla e sicura con strade dove la gente possa attraversare senza il rischio di essere investita. Una città al livello del nome che porta. Quando vedo che Lecco, nelle classifiche della qualità della vita, perde posizioni mi spiace, potrebbe avere tutto per stare in alto. Se tutto quello che è stato fatto nel 2019 fosse iniziato quattro anni prima oggi avremmo raggiunto obiettivi diversi" la stoccata finale all'amministrazione ormai in scadenza, addolcita da una richiesta di una minor burocrazia e una maggiore condivisione rivolto non solo al capoluogo ma anche ai tutti i comuni nell'interesse del territorio, con tanto di invito alle autorità locali di metter da parte - contrariamente ai no espressi, con scuse, il mese scorso - il campanilismo e il protocollo e accogliere - per il 2020 - l'invito a partecipare ad un'eventuale terza Assemblea a Erba, anche se formalmente toccherà loro sconfinare in terra comasca.
A.M.
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