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Scritto Martedì 31 dicembre 2019 alle 14:48

Buon anno a tutti noi, ma nella consapevolezza

Di solito gli auguri di Buon Anno attingono giustamente dalla speranza di un mondo migliore fatto di quotidianità ma anche di orizzonti più vasti.
Il micro ed il macro sono inevitabilmente connessi tra loro e le ricadute delle grandi scelte inesorabilmente condizionano la nostra vita di tutti i giorni.
Ecco perché le mirate parole di papa Francesco scolpite in quell'Esortazione del 2013 “Evangelii gaudium”, definita un po' il suo manifesto programmatico,  continuano a rappresentare un “faro” di consapevole scomodità per tutti. Ne cito bene auguralmente alcuni eloquenti ed ineludibili passaggi :

P.56 : Mentre i guadagni di pochi  crescono esponenzialmente, quelli della maggioranza si collocano sempre più distanti dal benessere di questa minoranza felice. Tale squilibrio procede da ideologie che difendono l'autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria. Perciò negano il diritto di controllo degli Stati, incaricati di vigilare per la tutela del bene comune. Si instaura una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone, in modo unilaterale ed implacabile, le sue leggi e le sue regole. Inoltre, il debito e i suoi interessi allontanano i Paesi dalle possibilità praticabili della loro economia e i cittadini dal loro reale potere d'acquisto. A tutto ciò si aggiunge una corruzione ramificata e un'evasione fiscale egoista, che hanno assunto dimensioni mondiali. La brama del potere e dell'avere non conosce limiti. In questo sistema, che tende a fagocitare tutto al fine di accrescere i benefici, qualunque cosa che sia fragile, come l'ambiente, rimane indifesa rispetto agli interessi del mercato divinizzato , trasformati in regola assoluta.

P.53 : ...Oggi tutto entra nel gioco della competitività e della legge del più forte, dove il potente mangia il più debole. Come conseguenza di questa situazione, grandi masse di popolazione si vedono escluse ed emarginate : senza lavoro, senza prospettive, senza vie d'uscita ...”

P.204 : Non possiamo più confidare nelle forze cieche e nella mano invisibile del mercato. La crescita di equità esige qualcosa di più della crescita economica, benché la presupponga, richiede decisioni, programmi, meccanismi e processi specificatamente orientati a una migliore distribuzione delle entrate, alla creazione di opportunità di lavoro, a una promozione integrale dei poveri, che superi il mero assistenzialismo...”

Buon Anno a tutti !
germano bosisio
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