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Scritto Martedì 07 gennaio 2020 alle 18:54

Lavoro: anche nel Lecchese aumentano gli incidenti mortali. Cisl: zero infortuni si può

Tra i primi argomenti portati all’attenzione dei sindacati nel 2020, in questo caso dalla Cisl lombarda, c’è il trend preoccupante registrato nell’ultimo anno rispetto agli infortuni sul lavoro. Aumentano in tutta la Lombardia gli incidenti che hanno provocato la morte di un lavoratore, così come le denuncie relative agli episodi di infortunio che avvenuti tra le mura di un’azienda. Il Lecchese non è da meno e segue di pari passo l’andamento regionale.

Cinque i ''mortali'' in undici mesi (da gennaio a novembre) rispetto ai tre di due anni fa e 3.417 le segnalazioni di infortuni contro le 3.415 del 2018. Seppure minimo, l’aumento segnala di fatto una tendenza al non migliorare le condizioni di sicurezza all’interno degli stabilimenti e qualsiasi altro contesto lavorativo della provincia. Secondo Rita Pavan, segretario generale di Cisl Monza Brianza-Lecco, la sensibilità rispetto a questo tema si sviluppa a macchia di leopardo nel territorio. ''Ci sono imprenditori più attenti, mentre altri che non vanno oltre la formazione obbligatoria in fatto di sicurezza'' ha commentato.

Rita Pavan

''Il punto principale è però promuovere nelle aziende una formazione più attenta dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza''. Altro aspetto sottolineato dal segretario generale il ruolo che la Regione può assumere in contrasto con questo preoccupante fenomeno. ''Come sindacato territoriale e unitario stiamo cercando di attivare ogni azione possibile per fare in modo che gli Rls possano portare sui luoghi di lavoro una migliore condizione di sicurezza'' ha proseguito Pavan. ''Stiamo esercitando pressioni, tra le altre cose, sull’assessorato al lavoro della Regione, per ottenere più assunzione di personale ispettivo, di modo che aumentino quantitativamente i controlli nelle aziende''. Secondo Pierluigi Rancati, segretario regionale Cisl Lombardia, le cui dichiarazioni sono riportate nel comunicato che riportiamo di seguito, è possibile raggiungere addirittura un livello di infortuni pari a zero.

LOMBARDIA, AUMENTANO GLI INFORTUNI MORTALI SUL LAVORO

I DATI INAIL A TUTTO NOVEMBRE CONFERMANO LA DRAMMATICA TENDENZA: 154 CASI CONTRO I 150 DEL 2018

CISL LOMBARDIA: OBIETTIVO INFORTUNI ZERO E’ REALIZZABILE,  MA NON PUO’ ESSERE PERSEGUITO SOLO DA CHI RAPPRESENTA I LAVORATORI


Milano, 7.1.2020. Prosegue in Lombardia l’aumento degli infortuni mortali sul lavoro ed è solo minimale la diminuzione degli incidenti totali. Gli ultimi dati Inail delle denunce di infortunio al mese di novembre e per il periodo gennaio/novembre 2019 confermano la drammatica tendenza rispetto allo stesso periodo 2018: gli infortuni mortali passano da 150 a 154; gli incidenti scendono di 526 eventi (-0,4%) passando da 110.678 tra gennaio - novembre  2018 a 110.152 nel pari periodo 2019.

In rapporto a tutte le altre regioni del Nord,  quindi, la Lombardia conferma il suo triste primato di regione con il più alto numero di infortuni mortali, peraltro in aumento. 

La Cisl Lombardia evidenzia che il numero degli infortuni mortali conferma un andamento fortemente negativo, a sottolineare che si tratta di una tendenza non occasionale che ha urgentemente bisogno di un’azione  di contrasto, sia applicando prontamente le intese raggiunte con Regione Lombardia, sia recuperando,  a partire dai datori di lavoro e dalle istituzioni, quella dimensione di responsabilità e centralità che va data alla salute e sicurezza.

Il trend di aumento degli infortuni mortali dura ormai da tre anni e vede fortemente impegnata la Cisl Lombardia per un’inversione di tendenza.

“Crediamo che il risultato di infortuni mortali zero possa essere un obiettivo reale, anche se certamente non semplice. Ma non può essere perseguito solo da chi rappresenta i lavoratori - afferma Pierluigi Rancati, segretario regionale Cisl Lombardia con delega alla salute e sicurezza -. I dati ci dicono inequivocabilmente  che la stessa attenzione non c’è da parte di tutti. La prevenzione e la tutela della salute e sicurezza sono un investimento e non un costo. Non lo dice solo la Cisl, ma lo impone la norma di legge e lo esige la realtà fotografata dai dati”.

Dall’analisi dei dati relativi agli infortuni mortali nel periodo gennaio-novembre 2019 sul 2018, emerge un calo del 47% (da 19 a 10 casi) per  il genere femminile e un aumento del 10% (da 131 a 144 casi) per il genere maschile. Per quanto riguarda le fasce di età, si evidenzia un aumento dei casi tra i 20 e i 29 anni (+65%) e tra i 45 e i 54 anni (+34%).

Quanto ai macro settori, gli infortuni mortali sono più numerosi nell’industria e servizi (141 casi) confermando il dato già presente nel 2018. In agricoltura aumentano da 5 a 12; diminuiscono nel settore pubblico, da 4 a 1.

A livello territoriale, la provincia Monza e Brianza registra un +100% dei decessi, da 7 a 14 nel periodo gennaio-novembre 2018. Brescia sale da 19 a 29 (+52%), mentre Mantova e Milano calano rispettivamente  da 21 a 14  e da 45 a 39.

L’analisi degli infortuni totali evidenzia un calo in tutti i settori. A livello territoriale si riducono, anche se in misura minimale, in tutte le province tranne che a Como, Lecco, Pavia e Sondrio.
A.S.
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