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Scritto Sabato 11 gennaio 2020 alle 17:48

Da 'Hammamet' ricordi delle apparizioni nel lecchese di Craxi

Bettino Craxi è morto ad Hammamet, in Tunisia il 19 gennaio 2000; sono trascorsi vent’anni. E’ stato presidente del Consiglio dei Ministri e segretario nazionale del Partito Socialista. E’ stato assessore a Milano, nella prima Giunta di centro sinistra alla fine del 1960.
 E’ ora uscito un film che racconta i sei mesi precedenti la sua scomparsa. L’attore Pierfrancesco Favino ha interpretato la parte del leader socialista; si è sottoposto a cinque ore di trucco giornaliero durante le riprese. La regia si deve a Gianni Amelio. Le pellicola è nelle sale italiane dal 9 gennaio e non sono mancati già interventi, polemiche, discussioni. Vi è già stata un’animata e molto interessante puntata di “Porta a Porta”, con Bruno Vespa, dedicata al film, presente la figlia di Craxi, Stefania, presidente della Fondazione Craxi, senatrice della Repubblica. Hanno partecipato al dibattito autorevoli esponenti politici di DC, PCI e PSI, ai tempi della Prima Repubblica.

Craxi parla in piazza Garibaldi. Sotto  presiede un convegno della federazione di Lecco del PSI

    Il pubblico che nelle sale cinematografiche per vedere la pellicola ricorda in tanti casi di aver sentito Craxi parlare nei comizi delle campagne elettorali e essere rimasto affascinato per il suo tono eloquente, chiaro e preciso. Poi le vicende si sono “capovolte” con l’inchiesta di Mani Pulite negli anni ’90 che portò a due condanne definitive per corruzione e finanziamento illecito di partito.
    La “stella” di Craxi ha brillato anche nel PSI del lecchese dove è stato in diverse occasioni, non mancando di tenere applauditi e frequentati comizi al Teatro della Società e nella centralissima piazza Garibaldi. Anzi con Craxi quest’ultima tornò a riempirsi, come era avvenuto nell’immediato dopoguerra per il referendum del 2 giugno 1946, per l’Assemblea Costituente, il voto storico del 18 aprile 1948 e le altre campagne elettorali sino al 1960, quando le convocazioni popolari in piazza subirono la concorrenza delle tribune elettorali della RAI TV.
A.B.
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