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Scritto Martedì 23 dicembre 2014 alle 17:10

''Giro di squillo cinesi'': dal Gip parla solo Benanti, silenzio per Ripamonti e Mannina

Il gip del Tribunale di Lecco
dottor Paolo Salvatore
Due di loro hanno preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Il terzo – unico ad essere sottoposto all’obbligo di firma anziché agli arresti domiciliari – ha interloquito con il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecco nel breve colloquio durato complessivamente una decina di minuti. Si sono svolti quest’oggi, presso di Palazzo di Giustizia di Corso Promessi Sposi, su rogatoria del gip del Foro di Genova Adriana Petri, gli interrogatori di garanzia dei tre soggetti implicati – stando al quadro accusatorio ovviamente ancora tutto da dimostrare – in un giro di prostituzione incardinato nel capoluogo ligure ma con ramificazioni anche in altre città italiane. Si tratta di Giovanni Ripamonti, classe 1969, residente al tempo delle indagini – avviate nel 2012 – a Cremeno e ora domiciliato a Brivio, Liborio Mannina, 54enne con casa a Erve e di suo cugino Salvatore Benanti, olginatese, cinque anni più giovane, amministratori di una cinquantina di condomini nella zona. Proprio l’attività professionale di quest’ultimo – difeso di fiducia dall’avvocato Marilena Guglielmana – l’avrebbe “trascinato” nella vicenda che vede ora convolti, complessivamente, 18 soggetti – tra cinesi, italiani e un iraniano – di cui 6 in stato d’arresto, tre ai domiciliari, quattro con obbligo di firma e cinque ricercati in quanto fuggiti prima della conclusione dell’inchiesta condotta dai Carabinieri genovesi coordinati dal pubblico ministero Luca Scorza Azzarà.
Il nome di Benanti comparirebbe infatti in un’intercettazione telefonica operata nel maggio dello scorso anno con Mannina intento a trovare, tramite un intermediario cinese,  un appartamento per la signorina Jing Ge, classe 1971, domiciliata in via Turati a Genova, sposata con Giovanni Ripamonti ma risultata essere – all’esito dell’indagine – dedita al mestiere più vecchio del mondo proprio nella città ligure dove due suoi connazionali, marito e moglie 31enne, apparentemente studenti universitari, avrebbero messo in piedi un sistema dedito allo sfruttamento della prostituzione. Agli indagati vengono dunque contestati, a vario titilo, reati che vanno da favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione fino all'immigrazione clandestina.
Uno dopo l’altro, quest’oggi, i tre lecchesi – affiancati dai propri legali – sono sfilati dinnanzi al dottor Salvatore. Mannina, difeso dall’avvocato Igor di Maria del Foro di Como è stato il primo a essere chiamato avvalendosi della facoltà di non rispondere così come Giovanni Ripamonti affidatosi all’avvocato Arveno Fumagalli. Scortati dalla polizia penitenziaria, hanno dunque fatto ritorno alle proprie abitazioni, rispettivamente a Erve e a Brivio, dove si trovano agli arresti domiciliari. Ha invece parlato Benanti che, anche nei prossimi giorni, continuerà a recarsi in Caserma a Calolziocorte 5 volte la settimana, in quanto nei suoi confronti il Gip di Genova ha disposto l’obbligo di firma. Scontato, per tutte e tre le posizioni, il ricorso al Tribunale del Riesame quantomeno per la revisione della misura cautelare. “Non ravvisiamo le esigenze cautelari” ha spiegato infatti, per il proprio assistito l’avvocato Fumagalli. “Non vi è la possibilità di reiterazione del reato, non sussiste il pericolo di fuga e non vi è nemmeno la possibilità dell’inquinamento – di quali – prove”. La palla – dopo questa breve parentesi tra Grigna e Resegone – torna ora sul mare.
A.M.
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