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Scritto Lunedì 13 gennaio 2020 alle 10:12

Poli: al via l'Università dei bambini, primo laboratorio a tema disabilità e inclusione

Libretto universitario alla mano, POLISoldi nello zainetto e tanto entusiasmo. E’ iniziato così il percorso di POLIS la città sostenibile, l’università a misura di bambino proposta dal Polo territoriale di Lecco e rivolta alle classi quinte delle scuole primarie “De Amicis” e “A. Diaz” della città.



Dopo l’immatricolazione, avvenuta prima della pausa natalizia, si è dunque finalmente entrati nel vivo delle attività con lo svolgimento del primo laboratorio: “IO con, IO senza. Le fortune che non so di avere” condotto da Matteo Polvara e Francesco Errico di TRAMM, associazione che si occupa di arte, eventi e formazione e che vanta anni di attività sul territorio e di progetti svolti con le scuole primarie.



Importanti i temi affrontati: disabilità, inclusione e barriere architettoniche. Nello stile di POLIS, l’incontro è stato introdotto dal Sig. Perché, figura magica in grado di rispondere a tutte le domande dei bimbi. A vestirne i panni per questo primo appuntamento è stata Manuela Grecchi, Prorettore Delegato del Polo di Lecco. Il Sig. Perché, nel corso della sua presentazione, attraverso immagini semplici ma fortemente evocative, si è soffermato sui concetti di disabilità e di inclusione portando l’attenzione dei partecipanti sulla conoscenza, l’importanza e l’utilizzo dei cinque sensi.



E se uno di questi venisse a mancare? Cosa succede agli altri quattro? Le nostre città sono attrezzate per accogliere le persone che hanno difficoltà motorie, uditive o visive? E noi come ci comportiamo quando, nel nostro quotidiano, ci relazioniamo con persone in difficoltà? E ancora, la tecnologia aiuta le persone diversamente abili? Tanti gli stimoli proposti a cui bambini hanno risposto in maniera molto partecipata. Armati di bellissime palette colorate, da loro stessi costruite e sventolate in aria per prendere la parola durante la lezione, sono intervenuti portando la loro esperienza e suggerendo possibili soluzioni tecnologiche ai problemi di cui loro stessi erano stati occasionali spettatori.



Terminata la presentazione si è passati alla parte pratica condotta da Matteo e Francesco dell’associazione TRAMM i quali, mediante attività e giochi studiati ad hoc, hanno portato i bambini a vivere in prima persona i disagi provocati dai differenti tipi di disabilità. E’ bastato poco per accorgersi di come ad esempio non sia così semplice camminare se gli occhi non vedono oppure muoversi con disinvoltura e sicurezza in uno spazio senza che le nostre orecchie possano captare ciò che ci succede intorno. I partecipanti hanno sperimentato sulla propria pelle quanto sia importante potersi fidare e affidare all’altro e, viceversa, essere pronti ad accogliere e supportare una persona che ha difficoltà.



“Per noi di Tramm è davvero un onore e un piacere poter partecipare attivamente a un progetto così innovativo, intelligente e lungimirante” - commenta Matteo Polvara -. “Inoltre collaborare di nuovo con il Politecnico per un’attività laboratoriale così intensa e interessante diventa un’esperienza anche per noi. La professionalità, la disponibilità e l’organizzazione del Politecnico sono qualcosa di magnifico che ci ha aiutato a poter lavorare al meglio e dare il massimo per questi bambini che, al di là della retorica, sono davvero il nostro futuro. I piccoli e le insegnanti hanno partecipato con un’attenzione e un interesse rilevanti e ci hanno permesso di poter raggiungere un livello esperienziale di grande spessore. È fantastico poter vedere come i bambini, attraverso l’esperienza diretta, subito acquisiscano e formulino idee e proposte innovative: hanno una marcia in più, davvero. Sono esperienze, queste, che permettono loro di allargare l’orizzonte e vedere oltre al visibile, immaginare, creare dal nulla”.



Concluse le attività i bambini sono stati chiamati all’ultimo rito della giornata: la firma del libretto universitario che attesta la frequenza del laboratorio. Gli studenti hanno inoltre ricevuto un raccoglitore con la prima delle dispense che porteranno a casa alla fine di ogni laboratorio. Così come l’iscrizione all’università, anche le dispense hanno un costo! Per averle ogni bambino deve quindi mettere mano al suo portafoglio e contare 25 POLISoldi, parte della somma ricevuta all’inizio del progetto in cambio di alcuni libri che verranno regalati a una associazione noprofit. Le dispense, firmate da Emanuela Bussolati, autrice di volumi per bambini, sono dei racconti brevi, ciascuno ispirato al tema di ogni laboratorio, che gli alunni potranno completare e commentare a scuola nei giorni a seguire.



Il minicorso di laurea, che quest’anno ha ricevuto il sostegno di Rotary Club Lecco, è iniziato davvero alla grande e al campus si sta già lavorando per preparare il secondo laboratorio che si terrà la prima settimana di febbraio.
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