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Scritto Giovedì 16 gennaio 2020 alle 14:15

Altra pagina della saga dei Trovato: la moglie di Franco e il figlio a giudizio per tentata estorsione con metodo mafioso

Il Tribunale di Lecco
L’epopea giudiziaria dei Trovato a Lecco si arricchisce di un nuovo capitolo: si è aperto quest’oggi al cospetto di una inedita formazione del collegio giudicante tutta al femminile – presidente Nora Lisa Passoni, a latere le colleghe Martina Beggio e Giulia Barazzetta – il procedimento penale per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso incardinato nei confronti della moglie di Franco Coco Trovato, la signora Eustina e del figlio Emiliano. I fatti – che saranno sviscerati compiutamente nel corso dell’istruttoria – risalirebbero proprio ai mesi successivi al ritorno in libertà di quest’ultimo, condannato nell’ambito dell’inchiesta Oversize, seconda maxi indagine sull’ndrangheta a Lecco dopo la più celebre Wall Street che ha portato alla cattura del padre, ritenuto il boss indiscusso del territorio, ancora oggi al 41 bis. Una questione tutta famigliare, scaturita da una denuncia presentata da un cugino di Emiliano. Presunta persona offesa, costituitasi parte civile, è infatti Angelo M., figlio di Vincenzo (altro protagonista di Wall Street, tra i più fidati collaboratori di Franco Coco Trovato, beneficiario di un significativo sconto di pena per il contributo poi reso agli inquirenti).  Di nuovo uomo libero dopo un lungo periodo detentivo, Trovato Jr. si sarebbe rivolto a lui per trovare un lavoro, presentandosi personalmente presso la sede lecchese della sua società operante nel settore del movimento terra, dopo aver tentato invano di raggiungere il querelante in altro modo. Al diniego del famigliare, non avrebbe esitato a chiedergli dunque direttamente del denaro, quale somma dovutagli – stando alla versione di Angelo M – per le vicende pregresse che avevano interessato i rispettivi padri. Ad un nuovo no, sarebbero seguite delle minacce tramite social e l’intervento di Eustina che, stando al quadro accusatorio ancora tutto da provare, avrebbe “rincarato” la supposta pretesa avanzata dal figlio, sempre appellandosi alla (ingombrante) figura del marito. Il fascicolo, nato dalle dichiarazioni rese alla Polizia da Angelo M, è approdato quest’oggi in Tribunale a Lecco, dopo essere stato istruito a Milano, dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Titolare è la dottoressa Bruna Albertini, la stessa che con il collega Claudio Gittardi (ora procuratore capo a Sondrio) si è occupata di Metastasi, la più recente e per certi versi “povera” ulteriore inchiesta sulla “Locale” di Lecco avente quale principale imputato Mario Trovato, fratello di Franco. In aula, questa mattina, è comparso però il suo braccio destro, il sostituto Gianluca Prisco che ha provveduto a formulare le richieste di ammissione dei testi e delle prove, chiedendo – tra le altre cose – la trascrizione di una serie di intercettazioni operate nel corso delle indagini, incluso anche un colloquio videosorvegliato intercorso il 25 maggio 2018 presso il penitenziario di Rebibbia tra Franco Coco Trovato e i famigliari ora a processo. Lo stesso boss compare tra i testi che dovranno essere sentiti nel corso del procedimento, chiaramente – vista la sua condizione di detenuto al “carcere duro” – in videoconferenza, senza traduzione a Lecco. Non sono mancate – già nelle prime battute – schermaglie con la difesa rappresentata dagli avvocati Marcello Perillo (per la donna) e Davide Monteleone (per Emiliano): valutate richieste e le oppisizioni delle parti, il collegio ha aggiornato la causa al prossimo 6 febbraio esclusivamente per il conferimento dell’incarico peritale per le trascrizioni, fissando poi l’escussione dei primi testi della pubblica accusa per il mese di maggio.
A.M.
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