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Scritto Venerdì 24 gennaio 2020 alle 19:11

Lecco: le tre ''r'' di Mauro Gattinoni e quel movimento dall’individuo al collettivo che evita il sociale (concetto estensivo di sinistra)

Il primo a salire sul palco della politica locale per il rinnovo dell’Amministrazione Comunale di Lecco è Mauro Gattinoni. E ’il candidato del centro-sinistra con il trattino o del centrosinistra senza trattino? O è un candidato che guarda a un grande centro con un difetto di strabismo all’occhio sinistro?  Bisogna ancora verificare come sarà composta la lista del candidato sindaco, dottor Mauro Gattinoni. Se è vero che la lista Sindaco Mauro Gattinoni è promossa, organizzata da Giovanni Cattaneo, ex portavoce di Roberto Formigoni, il rassemblament de la ville sarà interessante.

Inoltre, bisogna aspettare cosa farà il partito di Renzi rappresentato dai sindaci che si sono ritrovati a Garlate la sera del venti gennaio e non dai primi peones. In fine bisognerà verificare se Corrado Valsecchi persisterà nell’intenzione di presentare la sua lista Appello per Lecco oppure condividere un punto di convergenza con Mauro Gattinoni: "le porte sono aperte”. La geografia di questo raggruppamento è in progress.

Mauro Gattinoni si presenta alla cittadinanza come candidato Sindaco con un’intervista evidenziando la sua personalità e le sue convinzioni. Il primo tratto che emerge è l’alta considerazione che ha di Sé evidenziando la sua preparazione scolastica professionale articolata e ponendo al centro le cose fatte come esperienze utili per affrontare il ruolo di Sindaco. E’ affascinato dal movimento del pendolo che si muove – non si capisce a quale pendolo si riferisca se a quello di Foucault o a quello dell’orologio di casa sua - dall’individuo al collettivo: evita di nominare il sociale.

Il collettivo è sinonimo di comunità ma non necessariamente di sociale. Il sociale è un concetto troppo estensivo che va troppo a sinistra.

Nel secondo tratto, in modo velato, descrive i suoi riferimenti valoriali: famiglia, solidarietà, aiuto ai poveri e altri analoghi che indicano la sua appartenenza. La sinistra, quella che sta oltre il trattino, quella laica e non solo, dovrebbero domandarsi cosa pensa il candidato Sindaco del Centrosinistra del divorzio, dell’aborto, dell’orientamento sessuale, delle coppie di fatto, del fine vita, dell’uso della cannabis e di una serie di altri diritti: quando si è eletti a governare una città, i tombini, il lungolago, le piste ciclabili, La Piccola sono importanti, ma non bastano.

Infatti, la distinzione che fa velocemente tra federalismo e sussidiarietà, banalizzando il concetto di federalismo svalutandolo e ironizzando la Lega, non è di poco conto. La sussidiarietà è una bandiera socioeconomica di Comunione e Liberazione; è un concetto paradigmatico che definisce un processo di come intervenire nel sociale: è un punto complesso e non banale per la gestione di una città, perché coinvolge la scuola, l’infanzia, il sociale nel senso più ampio del termine.

Il terzo tratto riguarda come intende approcciarsi a governare la città e, tira fuori dal cappello, tre r: riconoscersi, rete, ritmo. E’ una versione rinnovata delle tre i proposte da Berlusconi: inglese, impresa, informatica.  Le tre r riecheggiano un po’ lo stile di Renzi quando è andato al governo per evidenziare quello che avrebbe fatto. Sono stili analoghi, sono forme comunicative che esprimono un messaggio di attivismo, di fare, di operare.

Il candidato si presenta con un tono affermativo, pragmatico, con valori definiti e convinti; è un po’ il profilo degli attuali quarantenni di successo, convinti che basti essere ben formati, sapere l’inglese, condividere una fede, avere frequentato alcuni strati alti ed essersi rinfrescati nel volontariato per essere pronti a governare una città e la complessità. Nulla di nuovo sotto il cielo stellato e le stelle stanno a guardare: siamo nel solco della tradizione.

Adesso si è in attesa di conoscere gli altri candidati del centrodestra o di altre formazioni.
Dr. Enrico Magni
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