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Scritto Domenica 09 febbraio 2020 alle 19:22

Sanità: soppressa un’eccellenza e ora per i bambini il chirurgo arriva 'a chiamata'

Avevamo un “Maestro” della chirurgia pediatrica. Il San Leopoldo Mandic di Merate e Manzoni di Lecco erano due poli di autentica eccellenza nella specialità, in grado di intercettare la domanda proveniente da fuori provincia e fuori regione.  Ma nessuna delle direzioni strategiche che si sono alternate negli ultimi 15 anni ha mai voluto davvero “sfruttare” la capacità del “Maestro”, inserendo nel Piano Organizzativo Aziendale una struttura complessa di chirurgia pediatrica. Così, quando il dottor Marco Bernardi è andato in pensione è finito tutto con lui. Inutile a quel punto tentare di trattenerlo ancora per uno o due anni. Mancava un progetto, mancava la volontà sincera di puntare sulla chirurgia pediatrica come elemento di fortissima capacità attrattiva per tutta l’azienda.
Azienda che ora ha soppresso del tutto la specialità. “Pochi pensano ai bambini” soleva ripetere il dottor Bernardi, una vita intera dedicata alla cura dei piccoli, neonati inclusi, con interventi che hanno fatto storia che sono stati esempi a livello europeo. Era nata persino un’associazione amici della chirurgia pediatrica che molto ha fatto e molto avrebbe fatto ancora. Ma la scure era già affilata. Tagliare, tagliare un po’ qua, un po’ là.
L’Asst perde pezzi senza rimpiazzarne con altri, le liste d’attesa reali sono ben più lunghe di quelle già spesso fuori soglia indicate sul sito aziendale e peraltro ferme al 22 novembre scorso.
Non sembra che ci sia un’idea precisa di quale futuro debbano avere i due presidi per acuti schiacciati tra il sant’Anna di Como, il San Gerardo di Monza e il papa Giovanni XXIII di Bergamo con in mezzo altri presidi minori ma non certo meno attrattivi come Ponte San Pietro e Vimercate.
La Chirurgia pediatrica avrebbe potuto essere un’eccellenza da coltivare: con una struttura complessa come aveva ripetutamente chiesto il dottor Bernardi ci sarebbe stata tutta la possibilità di “trasferire” le conoscenze e l’esperienza del chirurgo bergamasco ad altri medici più giovani.
Ma con una struttura semplice priva di personale e di letti c’è da domandarsi la ragione per la quale Bernardi, rifiutando altre e assai più allettanti proposte sia rimasto a Lecco e Merate. Lui non esita a rispondere: ho trovato pazienti e genitori di grande affettuosità e riconoscenza, valori che persistono nelle piccole aziende. Con l’associazione amici della chirurgia pediatrica abbiamo fatto tante iniziative e ancora oggi mi cercano sapendo che presto ancora qualche consulenza.
Già, in tanti lo cercano ancora. E lui non nega un aiuto a nessuno: i bimbi sono stati tutta la sua vita professionale. Peccato che la nostra azienda non abbia colto questo grande valore aggiunto. 
Claudio Brambilla
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