Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 95.093.082
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 09/08/20

Merate: 24 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 18 µg/mc
Lecco: v. Sora: 20 µg/mc
Valmadrera: 19 µg/mc
Scritto Lunedì 10 febbraio 2020 alle 09:36

Liste d’attesa: sbagliato mettere contro pazienti e personale, sono la Regione e la direzione sanitaria i responsabili non aumentando i medici e gli infermieri

Forse non si può davvero fare un paragone con il Niguarda di Milano quando si vuol criticare la lista d'attesa dei nostri Ospedali lecchesi per gli appuntamenti della Dermatologia.
Perché al di là della comparazione tra addetti e bacino di utenza è necessario vedere anche le mansioni svolte.
Detto questo certamente è ben strano che a una lettera di critica e/o accusa, per la lunghezza della lista d'attesa, di un sindacalista, debba rispondere un Primario e non la Direzione Sanitaria con il suo Ufficio stampa e, se ne ravvedesse gli estremi, con quello legale.
Perché i casi sono due.
O il reparto è pieno di lavativi disorganizzati o è un problema di forza lavoro in rapporto a quest'ultimo.
Forse il problema vero che non si evidenzia, è l'imbuto che la politica sanitaria della Regione non affronta o non ha interesse ad affrontare e anzi gli fa comodo, e che la Direzione Sanitaria prona si adegua ad applicare.
Questo imbuto è l'allargamento delle prime visite sul Territorio che generano per elementari questioni matematicamente un conseguente aumentato del numero di pazienti con successiva necessità di appuntamento ospedaliero - il secondo livello - e, a fronte di questo allargamento, il tutto si strozza e stoppa nell'imbuto della mancata messa in atto dell'elementare bisogno di un conseguente e necessario ampliamento del personale medico/infermieristico ospedaliero.
Se questo personale la Direzione Sanitaria e la Regione non lo adeguano è una loro scelta.
Scelta che inevitabilmente causa l'allungamento delle liste pubbliche di attesa e il ricorso alle prestazioni private.
Prestazioni private fatte anche, non poco, dagli stessi medici che operano nella sanità pubblica.
La prossima volta il sindacato credo debba imparare a focalizzare le priorità e non colpire un po' troppo astigmaticamente chi, solo o lasciato solo, ha come raro strumento di denuncia pubblica (anche per i carichi di lavoro e appunto la disorganizzazione sanitaria) lo sciopero.
Strumento che legittimo e necessario se portato agli estremi genera ulteriore disagio e difficoltà per gli utenti e un allungamento delle liste di attesa.
Mettere paziente e cittadino contro il personale medico infermieristico non risolve i problemi.
Non serve nascondersi dietro un dito.
Bisogna alzare lo sguardo e la mira.
La ciste è la carenza di personale per tutte le mansioni da svolgere e la politica sanitaria della Regione e della Direzione sanitaria.
Articoli correlati:
07.02.2020 - Replica del primario di dermatologia Lecco, accusa la stampa ma non spiega perchè le liste d'attesa vanno ben oltre la ''soglia''
06.02.2020 - Asst Lecco: paziente deve attendere 2 anni per una visita dermatologica di controllo
Lettera Firmata
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco