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Scritto Lunedì 10 febbraio 2020 alle 12:25

Calolzio: nel Giorno del Ricordo la commemorazione dei martiri delle Foibe con gli alunni

“L’odio è odio, la violenza è violenza: non c’è bandiera che possa giustificarli”. Ha parlato così, con la voce rotta dalla commozione, il signor Enzo Patuzzi, intervenuto nella mattinata odierna alla commemorazione dei martiri delle Foibe organizzata dal Comune e dalla Biblioteca di Calolzio nel Giorno del Ricordo, nella piazza antistante la chiesa di Santa Maria del Lavello.




Costretto a lasciare la propria terra d’origine nella prima adolescenza, Patuzzi ha portato la propria testimonianza di esule giuliano ai membri del Consiglio Comunale dei Ragazzi e del coro della Secondaria di I grado “A. Manzoni” che hanno partecipato al momento di raccoglimento insieme alle autorità calolziesi, condividendo a loro volta le riflessioni maturate a seguito dell’allestimento della mostra “Luci nel buio”.

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“Per troppo tempo non si è parlato dei massacri delle foibe e dell’esodio giuliano-dalmata: ora che l’anagrafe inizia a decimare i protagonisti, quindi, è necessario farne un motivo di dialogo e partecipazione, affinché stragi come queste non si ripetano più” ha affermato Enzo Patuzzi, aggiungendo con voce ferma che “l’odio è odio e non può mai essere giustificato”.


Enzo Patuzzi


Da sinistra gli assessori Tina Balossi e Cristina Valsecchi, i consiglieri Fabio Mastroberardino e Pamela Maggi

È stata invece il consigliere Pamela Maggi a prendere la parola a nome dell’Amministrazione Comunale, riflettendo sugli spunti offerti dalla mostra a cura degli studenti: “L’amore è riuscito a vincere contro la malvagità, ha portato nel buio una luce che poco alla volta, grazie anche alla memoria, è diventata sempre più intensa. La nostra coscienza ci impone il dovere di ricordare, lottando contro l’indifferenza, senza fare distinzioni tra le vittime della violenza”.
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Un concetto, quest’ultimo, espresso anche dal vice sindaco Aldo Valsecchi, che ha invitato gli alunni a “coltivare la memoria rinnovando sempre la gratitudine per tutte quelle persone che, con il sacrificio della vita, hanno testimoniato il valore della democrazia e della libertà”.
Sono stati i rappresentanti del Consiglio Comunale dei Ragazzi, poi, a proporre ulteriori racconti di vittime e superstiti, tra cui quello del profugo istriano Graziano Udovisi, con un breve ma necessario excursus su quella che è stata una delle pagine più dolorose, ma allo stesso tempo meno ricordate, della storia recente, con migliaia di persone della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia brutalmente uccise durante il secondo conflitto mondiale e nell’immediato dopoguerra dai partigiani jugoslavi e dell’OZNA, per poi essere gettate nei grandi inghiottitoi carsici noti appunto come “foibe”.




Dopo l’esecuzione di alcuni brani musicali da parte dei giovani studenti, la commemorazione si è conclusa con i canti del coro: al termine, sono state poste tre rose bianche sotto la targa dedicata ai Martiri delle Foibe, visibile proprio nella piazza che ha ospitato la cerimonia.
B.P.
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