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Scritto Giovedì 13 febbraio 2020 alle 14:41

Crac Fonderia San Martino: a 3 anni dai 6 patteggiamenti, assolto l'unico sindaco andato a dibattimento

Nel settembre del 2016, in udienza preliminare, era stato l’unico a non adire ad un rito alternativo, scegliendo di andare a dibattimento. Quest’oggi ad oltre tre anni di distanza, il dr. Ezio Algarotti, professionista con casa a Bergamo, classe 1961, si è visto riconoscere innocente. Assolto per due capi d’imputazione “perché il fatto non costituisce reato” e sollevato dalla restante accusa mossa a suo carico “perché il fatto non sussiste”: questa la sentenza pronunciata dal collegio giudicante del Tribunale di Lecco – presidente Enrico Manzi, a latere Salvatore Catalano e Nora Lisa Passoni – chiamato a giudicare l’uomo in relazione ad una supposta bancarotta fraudolenta in rifermento dal crac della Fonderia San Martino di Olginate, celebre impresa del territorio, dichiarata fallita nel luglio del 2014 con un passivo accertato dalla curatela in oltre 15 milioni di euro. Ritenendo provata la penale responsabilità dell’imputato, all’esito dell’istruttoria dibattimentale – seguita per buona parte del collega Nicola Pretetori, nel frattempo trasferito a Bergamo – il pubblico ministero Andrea Figoni aveva chiesto la condanna di Algarotti – a giudizio quale membro del collegio sindacale della fallita – a 3 anni e 6 mesi di reclusione. In aggiunta, all’udienza dello scorso 11 aprile – era stata altresì avanzata una richiesta di risarcimento di quasi 12 milioni da parte dall'avvocato Stefano Pelizzari in rappresentanza della curatela (un milione di euro la sola provvisionale) e di 5 società fornitrici, costituitesi in proprio (per il nucleo cessante), per cifre pari a 635.000 euro (Montalbetti), 1.300.000 euro (Sidermetal), 100.000 euro (Olba), 256.000 euro (Ecosider) e 178.000 euro (Tagliabue autotrasporti).
Nel dettaglio, l’imputato, difeso dall'avvocato Eugenio Sarai, era chiamato a risponde, delle conseguenze di una decisione avallata (o come ipotizzato dal PM e della parte civile suggerita a tutti gli effetti) nel gennaio del 2009, quando, come sintetizzato nel capo d'imputazione, compiutamente ricostruito in Aula in una delle primissime udienze dal curatore dr. Mario Motta, espresse parere favorevole ad un'operazione di "spin off" finita poi all'attenzione della Procura che, per la prima volta a Lecco, ha ritenuto tale passaggio "distrattivo". Oltre 10 milioni di euro - stando al quadro accusatorio, crollato all’esito dell’istruttoria incardinata solo sulla posizione di Algarotti, avendo gli altri co-imputati optato per il patteggiamento - il danno patrimoniale complessivamente causato alla fallita dal conferimento del proprio patrimonio immobiliare alla neo costituita "San Martino Immobiliare" e del 98% delle quote sociali alla "San Martino Finance srl", divenute poi il 5% in un'altra realtà quale le Fonderie di Montorso, ancora oggi sul mercato. Tramite questo e altri artifici si sarebbe determinata una riduzione del 95% del capitale sociale della Fonderia San Martino (da 3.200.000 euro a 150.000 euro) con un conseguente azzeramento del patrimonio netto contabile della società scissa che, dal valore di 4.464.331 euro risultante al bilancio del 31.12.2008, dopo l'operazione di scorporo, sarebbe precipitato sotto zero, "in rosso" per oltre 600.000 euro. Due delle tre "società sorelle", poi, come le aveva definite il dr. Motta, descrivendole come "portatrici di interessi autonomi", avrebbero intrecciato indissolubilmente i loro destini, con la San Martino Immobiliare che avrebbe concesso infatti fidejussioni per circa 7 milioni - solo per il ceto bancario - per coprire debiti della Fonderia, pur non essendo vincolata alla stessa, con l'insolvenza di quest'ultima che avrebbe poi trascinato nel baratro la newco (ammessa dapprima al concordato, poi dichiarata fallita, con sentenza poi revocata).
Per tale vicenda, al cospetto del GUP, tre anni e mezzo fa, hanno patteggiato (2 anni) la signora Ernestina Magni (classe 1931), presidente del consiglio di amministrazione e i figli Maria Luisa Rossi (designata poi quale amministratore unico della San Martino Immobiliare), Maurizio Rossi, Enrico Rossi e Roberto Rossi (amministratore di diritto della Fonderia fino al 20 gennaio 2009 e successivamente - ritiene la Procura - amministratore di fatto della stessa nonché rappresentante della nuova "San Martino Finance srl") oltre al dr. Ferdinando Luigi Rossi, classe 1960, residente a Sirmione, presidente del collegio sindacale (1 anno, 9 mesi e 20 giorni).
Allontanando da sé ogni addebito – come detto – Algarotti ha intrapreso invece la strada del dibattimento, prendendo la parola anche in apertura dell’udienza odierna, dopo l’ultimo botta e risposta – in replica – tra l’avvocato Pelizzari e il suo difensore. “Ribadisco la correttezza del mio operato” ha dichiarato. Ed il collegio, di fatto, gli ha dato ragione, assolvendolo.

A.M.
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